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Rifiuti, provincia di Trapani si conferma la più riciclona della Sicilia

Rifiuti, provincia di Trapani si conferma la più riciclona della Sicilia

Marsala, la quinta città siciliana, continua a confermarsi Comune Riciclone

“Rifiuti Zero, Impianti mille- no discariche, no inceneritori” con questo slogan visibile sullo striscione esibito all’ingresso del Polo Tecnologico a Castelvetrano, i volontari di Legambiente Sicilia e del circolo Crimiso hanno ancora una volta denunciato i ritardi nella riapertura dell’impianto di trattamento dell’organico di contrada Airone, fiore all’occhiello della provincia sino ad un decennio fa.

“Non possiamo permetterci nuovamente di perdere ti finanziamenti – dichiarano Tommaso Castronovo, responsabile rifiuti ed economia circolare di Legambiente Sicilia, e Anna Maria Gucciardo, presidente del Circolo Legambiente Crimiso – e lasciare incompiuta un’opera pubblica indispensabile per chiudere il ri-ciclo integrato dei rifiuti nella provincia. Chiediamo alla Regione Siciliana di riprogrammare e finanziare in tempi brevi e certi questo importante impianto di compostaggio che consentirebbe di trattare oltre 17.500 tonnellate di organico all’anno che, attualmente, vengono conferiti in impianti siti in provincia di Catania, o addirittura fuori regione, ad oltre 250 euro a tonnellata”.

E’ proprio a causa della mancanza di impianti a servizio della raccolta differenziata e di riciclo che nonostante la provincia di Trapani si confermi la più riciclona della regione, non è stato possibile premiare l’impegno dei cittadini con una riduzione della tariffa sui rifiuti. Quasi il 75% è il dato di raccolta differenziata registrato complessivamente dai 24 comuni trapanesi. Grazie a rifiuti da differenziati avviati a riciclo, i comuni trapanesi hanno avuto riconosciuto dal Consorzio Nazionale degli Imballaggi ( CONAI) quasi 7 milioni di corrispettivi.

Sorprende ancora Marsala, la quinta città siciliana, che continua a confermarsi Comune Riciclone, con il 77% di RD ( oltre 9 punti percentuali rispetto all’anno precedente), e distretto dell’economia circolare, grazie alla presenza degli impianti di recupero e riciclo del vetro e dell’impianto di biodigestione aneorobica per il trattamento dell’organico che entrerà in funzione nei prossimi mesi.

Questi alcuni dei dati emersi durante l’EcoForum provinciale sui rifiuti e l’economia circolare che si è svolto a Castelvetrano con la partecipazione di diversi sindaci, amministratori e operatori del settore della provincia e con la presenza di alcune scolaresche della città, con l’obiettivo di costruire una visione comune strategica necessaria per realizzare i cantieri dell’economia circolare.

Sono indubbiamente risultanti incoraggianti che ci indicano che siamo nella direzione giusta- dichiara Tommaso Castronovo – ma bisogna fare sicuramente di più. Gli obiettivi selettivi previsti dalla normativa europea e dalla strategia nazionale per l’economia circolare ci obbligano a cambiare passo e ci spingono sempre di più verso il recupero di materia, sia a valle che a monte e ad un ricorso sempre più residuale alla discarica. Non basterà più, quindi, raggiungere il 65% di raccolta differenziata ma la misura di quanto i comuni siano stati efficaci e virtuosi sarà l’effettivo avvio a riciclo dei rifiuti. È, quindi, importante accelerare in questa direzione in cui i comuni devono continuare a svolgere insieme ai cittadini un ruolo straordinario”.