ACIREALE – Una fase di transizione che non si sa quanto durerà e che si porta dietro alcune domande. È quella che sta vivendo il Comune per ciò che riguarda la gestione dei rifiuti. Nella città dei cento campanili, da tempo è scaduto l’appalto settennale per il servizio di raccolta e conferimento della spazzatura; tuttavia, nonostante si sia svolta una gara d’appalto del valore di oltre cinquanta milioni di euro, il passaggio di consegne al nuovo affidatario non è ancora avvenuto. E questo perché, al momento, non è chiaro chi subentrerà.
Nelle aule della giustizia amministrativa è pendente infatti un ricorso contro l’aggiudicazione della procedura in favore della Igm Rifiuti Industriali, società della famiglia Quercioli Dessenza, giunta prima in graduatoria al termine della valutazioni delle offerte presentate nella gara indetta lo scorso anno dalla Srr Catania Provincia Nord.
Il ricorso al Tar e la sentenza di primo grado
A opporsi al verdetto sono state la ditta pugliese Raccolgo e la campana Ecogin, che hanno partecipato insieme alla gara. In primo grado, il Tar ha dato loro ragione annullando l’esito della procedura: i giudici hanno condiviso buona parte dei rilievi posti al centro del ricorso, tra cui il mancato rispetto del capitolato d’appalto nella fase di redazione dell’offerta tecnica.
In particolare secondo il Tar, che si è pronunciato a dicembre, Igm avrebbe proposto un servizio che si discostava dalle richieste delle stazioni appaltanti sia per quanto riguarda le modalità di raccolta, accostando al porta a porta anche l’utilizzo diffuso di isole di prossimità, e il numero di mezzi da impiegare sul territorio.
L’azienda amministrata da Angelo Bonomo, professionista che in passato ha svolto il ruolo di amministratore giudiziario nominato in seguito a un sequestro temporaneo della società da parte del tribunale di Catania, ha appellato la sentenza del Tar chiedendo al Consiglio di giustizia amministrativa di capovolgere il verdetto con l’obiettivo di difendere il primo posto nella graduatoria della gara acese.
L’ordinanza del Cga e la sospensione della sentenza
La sezione giurisdizionale del Cga, si è espressa ieri con un’ordinanza in cui ha accolto l’istanza cautelare presentata dal legale di Igm, l’avvocato Carmelo Barreca. Si tratta di un provvedimento che di fatto sospende temporaneamente gli effetti della sentenza di primo grado e che è stato motivato dal Cga con il fatto “che le questioni prospettate, a cominciare dalla lettura da dare alla lex specialis della procedura, meritino l’approfondimento proprio della fase di merito e che, per converso, non vengono in evidenza profili di gravità e irreparabilità del pregiudizio prospettato”.
Sulla base di ciò, l’accoglimento dell’istanza cautelare riguarda i tempi necessari a fissare l’udienza pubblica in cui il ricorso di Igm verrà esaminato.
Tekra e le proroghe del servizio di raccolta
Nel frattempo ad Acireale, a continuare a raccogliere i rifiuti, in questi mesi, è stata la Tekra, società che nel 2016, dopo avere avuto la meglio sulle altre imprese partecipanti alla gara settennale, ha firmato un contratto con il Comune. La durata di quell’affidamento è abbondantemente scaduta e da quel momento l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Barbagallo ha proceduto con periodiche proroghe.
A breve, però, il cantiere passerà di mano: a subentrare a Tekra sarà infatti una società costituita lo scorso anno. Si chiama Ris.Am e ha sede a Milano. Il trasferimento del contratto segue un accordo, stipulato dalle due imprese a dicembre in uno studio notarile romano, che prevede da parte di Ris.Am l’affitto del ramo d’azienda di Tekra riguardante i servizi ambientali.
Ris.Am, il subentro e i legami societari
Con un capitale di 20 mila euro, Ris.Am è iscritta all’albo nazionale dei gestori ambientali. Nonostante la registrazione nella Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi, la società sembrerebbe avere evidenti legami con il gruppo Balestrieri di cui fa parte anche Tekra.
L’amministratore di Ri.Sam, e da ottobre scorso anche socio unico, è infatti Vincenzo Vanacore, 42enne nativo di Castellammare di Stabia, già dipendente del gruppo e che sui propri canali social ha pubblicato negli anni numerose fotografie che lo ritraggono agli eventi del gruppo Balestrieri.
Come verificato dal Quotidiano di Sicilia, nel contratto di affitto del ramo d’azienda Tekra e Ris.Am concordano il passaggio dei contratti stipulati con enti pubblici nel campo della raccolta dei rifiuti.
I Comuni interessati e le tutele per i lavoratori
In Sicilia ce ne sono due: oltre quello di Acireale, a passare sotto la gestione di Ris.Am sarà anche il Comune di Siracusa. Interessati, fuori dall’Isola, anche i Comuni di Boscotrecase, Cervino, Aversa, Casalnuovo di Napoli e il Consorzio ortofrutticolo di Pagani-Nocera.
L’accordo tra le due ditte prevede il pagamento di un canone di 60 mila euro annui più il 5 per cento del fatturato mensile a Tekra e il passaggio alla prima dei mezzi e delle autorizzazioni in possesso di Tekra. Sir.Am inoltre sarà tenuta a rilevare gli attuali rapporti lavoratori in capo a Tekra.
Nel contratto d’affitto, infine, è specificato che gli eventuali debiti e crediti, anche di carattere non commerciale – lo stesso vale per quelli di natura fiscale e previdenziale – antecedenti la data di efficacia dell’accordo rimarranno di competenza di Tekra.
La notizia del prossimo subentro di Sir.Am ad Acireale è stata comunicata una decina di giorni fa anche alle sigle sindacali che rappresentano i netturbini. Dopo qualche perplessità iniziale, il rapporto tra le parti sembrerebbe essersi rasserenato dopo che Tekra ha fornito garanzie sul pagamento del Tfr ai lavoratori che migreranno in Sir.Am nel giro di pochi mesi.

