Rifiuti in Sicilia, gare da centinaia di milioni e la Regione ripristina deroghe per Sicula - QdS
27 Marzo 2025

Rifiuti in Sicilia, gare da centinaia di milioni e la Regione ripristina deroghe per Sicula

Rifiuti in Sicilia, gare da centinaia di milioni e la Regione ripristina deroghe per Sicula

Simone Olivelli  |
sabato 22 Marzo 2025

L'ultimo bando è stato pubblicato proprio ieri e vale 115 milioni di euro, altri si sono già chiusi e attendono di vedere stilata la graduatoria

L’ultimo bando è stato pubblicato proprio ieri e vale 115 milioni di euro, altri si sono già chiusi e attendono di vedere stilata la graduatoria, altri ancora verranno pubblicati.

Il 2025, lo si sapeva, sarà un anno in cui in più parti della Sicilia verranno rinnovati gli affidamenti del servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti. In ballo ci sono contratti lucrosissimi e tutto avviene in un momento in cui il settore vive una fase di transizione: dopo i decenni contrassegnati dagli smaltimenti in discarica, il presente è fatto di periodiche e costanti spedizioni all’estero, mentre in futuro – un futuro che per il governo Schifani sarà prossimo, ma che chi si oppone ai progetti spera di allontanare il più possibile – la scena sarà presa dai termovalorizzatori.

Le gare in corso

Nella parte sud della provincia di Catania, quella che abbraccia la quindicina di Comuni che fanno parte della Srr Kalat Ambiente, il servizio di raccolta dei rifiuti per i prossimi sette anni vale più di 115 milioni di euro.

Il bando è stato pubblicato ieri e scadrà il 26 maggio. In questi due mesi, le aziende potranno formulare le offerte che, come da prassi per questo tipo di gare, dovranno contenere sia una proposta economica che un piano operativo per rendere il servizio il più efficiente possibile. Quest’ultimo aspetto inciderà in maniera profonda sulla formazione della graduatoria: il disciplinare di gara, così come in altri casi, riserva ottanta punti su cento all’offerta tecnica, mentre il resto sarà ricavato dai punteggi economici.

Dall’altra parte della Sicilia, un altro bando di importo particolarmente elevato è scaduto a inizio di febbraio. Indetto dalla Srr Palermo Area Metropolitana, interessa l’affidamento del servizio nei centri di Altofonte, Balestrate, Cinisi, Ficarazzi, Giardinello, Isola delle Femmine, Montelepre, Terrasini, Torretta, Trappeto e Villabate. Il valore del contratto in questo caso si aggira sui 138 milioni.

Tornando alla provincia di Catania, l’attenzione è rivolta alla gara in corso di svolgimento ad Acireale: l’appalto vale più di cinquanta milioni e nei giorni scorsi è finito al centro del dibattito cittadino, dopo che in consiglio comunale l’opposizione ha sollevato perplessità in merito a una nota – rivelata in esclusiva dal Quotidiano di Sicilia – che il Comune ha inviato all’Urega nel tentativo di modificare in corso d’opera una delle formule con cui verranno calcolati i punteggi economici.

Il territorio di Acireale rientra tra quelli che fanno parte della Srr Catania Provincia Nord, al pari di Riposto e Bronte, dove le gare d’appalto per individuare le ditte che subentreranno nella raccolta dei rifiuti valgono rispettivamente 12 e 20 milioni di euro.

Bandi anche in provincia di Messina e di Siracusa: nel primo caso una gara del valore di 32 milioni riguarda il servizio nei centri di Capizzi, Francavilla, Patti e Sant’Agata di Militello; nel secondo, invece, le buste saranno presentate per la gestione della spazzatura a Noto, dove l’importo si aggira sui 34 milioni di euro.

Il decreto a favore di Sicula

A prescindere da quali saranno le imprese che si aggiudicheranno i contratti, nei prossimi anni a continuare ad avere un ruolo centrale nel settore dei rifiuti sarà la Sicula Trasporti.
La società, che dal 2020 è gestita dal tribunale dopo il sequestro dei beni disposto nei confronti dei fratelli Antonello e Salvatore Leonardi, è proprietaria dell’impianto di trattamento meccanico-biologico in cui finisce oltre un terzo dei rifiuti indifferenziati prodotti nell’isola.

Sicula Trasporti, dopo avere saturato la discarica di proprietà e a fronte della difficoltà a trovare spazi negli altri siti di abbancamento presenti nella regione, da tempo ha stretto accordi con società intermediarie che si occupano di portare fuori dai confini nazionali i rifiuti trattati nel Tmb. La destinazione finale sono i termovalorizzatori presenti in più zone d’Europa.

L’attività di Sicula è andata avanti in questi anni usufruendo di deroghe concesse dalla Regione in materia di autorizzazioni. Nello specifico, da Palermo per un certo periodo si è data la possibilità alla società di gestire i rifiuti secondo le modalità previste dalle operazioni finalizzate al recupero energetico, nonostante l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) rilasciata a fine anni Duemila contenesse disposizioni relative alla gestione dei rifiuti nell’ottica dello smaltimento. Uno scenario che in questi anni è cambiato nella realtà quotidiana, ma che ancora attende di essere aggiornato nei documenti autorizzativi.

La situazione

Un anno fa questo scostamento tra concrete attività aziendali e documentazione aveva portato a uno stallo, dopo che il tribunale di Catania aveva ravvisato l’impossibilità per Sicula di proseguire fuori dal solco normativo. In quel caso, a essere chiamata in causa era stato soprattutto la Regione Siciliana, deputata a valutare e portare avanti l’iter per aggiornare le autorizzazioni.

Per sbloccare la situazione da Palermo si agì accelerando l’esame in sede di commissione tecnico-specialistica, ma al contempo annullando il decreto che nel 2023 aveva concesso le deroghe.

Nei giorni scorsi, dal dipartimento regionale ai Rifiuti è arrivato un nuovo decreto che ripristina le deroghe. Il provvedimento, che è stato preso sulla scorta dei pareri rilasciati dalla Cts alla positiva valutazione d’incidenza ambientale e alla non necessità di sottoporre le modifiche proposte da Sicula alla valutazione d’impatto ambientale, è stato motivato dal fatto che “è in fase avanzata l’istruttoria del procedimento relativo al rinnovo dell’Aia”.

Nella sostanza ciò dovrebbe evitare un nuovo rischio di paralisi e portare a un’autorizzazione che contenga quanto nei fatti avviene già da tempo.

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