Sono ben 360 i documenti che compongono il fascicolo progettuale del termovalorizzatore che il governo regionale punta a realizzare nella zona industriale di Catania. Insieme a quello previsto a Palermo, in contrada Bellolampo, rappresentano la scommessa principale di Schifani nel settore dei rifiuti. Per il presidente della Regione, soltanto dotando l’isola di termovalorizzatori si potrà superare il lungo capitolo delle discariche e al contempo trovare un’alternativa all’invio all’estero dei rifiuti che negli ultimi anni ha causato un aumento dei costi di smaltimento.
Osservazioni pubbliche fino al 9 luglio: cosa prevede l’iter approvativo
Entrambe le procedure sono approdate da qualche giorno sui tavoli della commissione tecnica-specialistica. Fino al 9 luglio sarà aperta la finestra temporale dedicata al ricevimento delle osservazioni da parte del pubblico. È lecito attendersi, in tal senso, un’ampia produzione da parte dei soggetti, su tutti le associazioni ambientaliste, che non trovano nei termovalorizzatori la risposta giusta ai problemi della Sicilia.
“Il termovalorizzatore è progettato per trattare in sicurezza i rifiuti non riciclabili, ma combustibili, provenienti dalle piattaforme pubbliche di selezione e recupero, garantendo la valorizzazione energetica delle frazioni residue e sottraendo ai conferimenti in discarica quantità di rifiuti tali da permettere alla Regione di avvicinarsi all’obiettivo europeo del 10 per cento (percentuale massima, nda) di smaltimento al 2035. L’impianto rappresenta il nodo principale della filiera della Sicilia orientale – a servizio delle province di Catania, Messina, Enna, Siracusa e Ragusa – e opera in complementarità con l’impianto gemello previsto per la Sicilia occidentale“, si legge nella relazione tecnica.
300mila tonnellate annue per un bacino di due milioni e mezzo di persone
L’impianto è stato progettato per riuscire a trattare 300mila tonnellate annue di rifiuti tenendo conto di un bacino d’utenza di oltre due milioni e mezzo di persone. “Il progetto – assicurano le società che si sono aggiudicate il servizio di redazione del progetto di fattibilità tecnica-economica, a cui dovrà seguire il progetto esecutivo prima di arrivare all’affidamento dei lavori di costruzione – adotta le migliori tecniche disponibili, sia per la combustione a griglia mobile di ultima generazione sia per i sistemi avanzati di abbattimento delle emissioni. La sezione di depurazione fumi, articolata in più stadi di filtrazione, reattori a secco e catalizzatori a bassa temperatura, assicura prestazioni ambientali di eccellenza nel panorama europeo degli impianti della stessa classe”.
Energia per gli stabilimenti di Pantano d’Arci
Dal punto di vista energetico, la proposta è quella di utilizzare l’energia elettrica prodotta dall’impianto per immetterla nella rete o renderla disponibile agli stabilimenti industriali dell’area di Pantano d’Arci, la zona in cui il termovalorizzatore sorgerà. Ad alimentare l’impianto saranno le frazioni di rifiuti non riciclabili provenienti – si legge – da impianti pubblici di trattamento come quelli che producono combustibile solido secondario, gli scarti derivanti dalle attività di selezione e recupero, gli scarti da impianti di digestione anaerobica e il compost considerato “fuori specifica”, oltre che fanghi civili e industriali non pericolosi.
L’interferenza con l’aeroporto: la ciminiera supera i limiti Enac di 5,64 metri
Il lotto di terreno in cui il termovalorizzatore verrà realizzato è grande quasi 267mila metri quadrati e si trova in una zona delimitata a nord dalla Strada III Mimosa, dove è previsto l’accesso all’impianto, e a sud dalla Strada VIII. Tra le potenziali interferenze che dovranno essere valutate, e in tal caso affrontate con dovuti accorgimenti, ce n’è una che riguarda l’aeroporto e nello specifico l’altezza minima della ciminiera che, pari a quasi 56 metri, supera di 5,64 metri i regolamenti di Enac. “La soluzione a tale interferenza è la formulazione di istanza di valutazione progetto, con richiesta di deroga al vincolo, supportata da uno studio aeronautico comprensivo dello studio sui fenomeni di abbagliamento atteso che l’impianto fotovoltaico previsto in progetto presenta superficie maggiore di 500 metri quadrati”, si legge.
Gestione delle ceneri: 77.631 tonnellate pesanti e 8.427 leggere da smaltire ogni anno
Uno dei temi più sentiti dal punto di vista ambientale è quello legato alla gestione delle ceneri prodotte dalla combustione dei rifiuti. Nella relazione si parla di una previsione annua di 77.631 tonnellate per le ceneri pesanti e di 8427 tonnellate per quelle leggere. “I suddetti rifiuti saranno gestiti in modalità temporanea, nelle aree che saranno allestite all’interno dell’impianto oppure allontanati direttamente mediante autobotti. Nell’area di deposito temporaneo saranno adottati tutti i presidi necessari per evitare fenomeni di inquinamento”. Lo smaltimento delle ceneri è previsto in discariche per rifiuti speciali pericolosi.
Il termovalorizzatore aperto a scuole e cittadini
Nell’idea dei progettisti, infine, il termovalorizzatore sarà anche un sito visitabile da studio, scolaresche e cittadini. “Il percorso visitatori rappresenta un elemento qualificante del progetto architettonico del termovalorizzatore di Catania, configurandosi come parte integrante dell’impianto e non come funzione accessoria. Esso nasce con l’obiettivo di superare la tradizionale percezione dell’infrastruttura industriale come organismo chiuso e inaccessibile, promuovendo un modello basato su trasparenza, accessibilità e comunicazione verso la cittadinanza”, si legge nella relazione in cui è prevista la realizzazione di un “visitor center” dotato di aree espositive multifunzionali, ambienti per la divulgazione dei termi energetici e ambientali, tra cui una sala conferenze da 170 posti.
“Dal Visitor Center – si legge – il percorso prosegue all’interno dell’impianto tramite una passerella sospesa, che consente al visitatore di entrare nel cuore del processo produttivo in condizioni di totale sicurezza. È resa possibile l’osservazione diretta dell’avanfossa, delle operazioni di movimentazione dei rifiuti, della linea di combustione e dei sistemi di trattamento fumi. Il sistema dei percorsi è articolato secondo una strategia a doppio binario: un percorso indoor protetto, climatizzato e acusticamente isolato, destinato al pubblico generico e alle scolaresche, e una passerella tecnica outdoor, aperta, dedicata a visitatori esperti e universitari”.

