La filosofia politica di Renato Schifani, come più volte ribadito dallo stesso presidente, prevede che la Giunta si componga sulla base dell’esito alle urne e rimanga in proporzione tale fino a fine legislatura. Sostituzioni di assessori sì, se necessario, ma senza rimpasti che alterano le quote. Gli eventi però hanno alterato il quadro nel corso dei primi tre anni di legislatura, anche all’interno di Forza Italia. Secondo le interviste condotte dall’istituto demoscopico Swg tra il 4 e il 12 dicembre 2025 per il sondaggio commissionato da Controcorrente, la stima sull’ultimo orientamento di voto fotografato vede in Sicilia Fratelli d’Italia al 19% con un netto sorpasso su Forza Italia che si fermerebbe al 13%.
In discussione, stando così le cose, non c’è la successione forzista a Renato Schifani ma la scalata a Palazzo d’Orleans del partito di Giorgia Meloni. Allo stato attuale però, Forza Italia ha preso dalle urne del 2022 la presidenza della Regione, 14 deputati all’Ars e gli assessorati di maggiore peso: Economia, Sanità e Attività produttive. A Fratelli d’Italia invece la presidenza dell’Ars e 13 deputati – fino all’uscita di Carlo Auteri – con quattro assessorati tra i quali quello dei Trasporti ed infrastrutture.
Giunta Schifani, da riassegnare cinque deleghe
Tutto sommato nessun problema, finché non sono arrivati i problemi. Gli assessorati all’Economia e alla Sanità, dopo l’elezione in Europarlamento di Marco Falcone e le dimissioni di Giovanna Volo, non sono andati a Forza Italia ma a tecnici di fiducia del presidente Schifani. Malumori ormai noti nel partito del presidente, con correnti interne che sono rimaste a guardare senza toccare palla. Poi sono arrivati in successione i problemi giudiziari per il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e dell’assessore al Turismo Elvira Amata, entrambi di Fratelli d’Italia, e quelli in capo all’ex presidente della Regione Totò Cuffaro che sono costati – unico caso di ritiro deleghe non esattamente garantista – due assessorati alla Democrazia cristiana.
Fin qui, contando Amata per la quale il giudice per le udienze preliminari ha temporaneamente rinviato la decisione sull’eventuale rinvio a giudizio, le deleghe di riassegnare in rimpasto di Giunta sarebbero già cinque. Ma la partita, che il presidente della Regione rinvia, non si limita a questi assessorati. Nel caso di rinvio a giudizio per l’assessore regionale al Turismo, dopo che sul piano giudiziario il Turismo a Fratelli d’Italia è già costato parecchio con il ministro Daniela Santanché, il partito della presidente del Consiglio pare abbia deciso di sacrificare Elvira Amata e anche l’assessorato.
Sfida FdI-Forza Italia per un assessorato
In ballo c’è una partita molto più rilevante e rischiare il referendum sulla Giustizia per qualche macchia locale non è strada che in Via della Scrofa intendono percorrere. Si pensa così a un cambio, e nei disegni di Fratelli d’Italia c’è anche un cambio per un assessorato più idoneo al peso politico del partito che continua a crescere, anche in Sicilia. Appetibile quello della Sanità, ma la linea dura potrebbe portare allo scontro e alla crisi di governo con tanto di elezioni anticipate. In casa Forza Italia attendono ancora di riassegnare l’Economia a un politico e non tollererebbero di vedersi soffiare sotto il naso anche la Sanità ancora e per un paio di mesi in mano al tecnico Daniela Faraoni.
Nel giro di deleghe, fra il chi va e chi viene c’è anche la delega ai Beni Culturali del fratello d’Italia Francesco Paolo Scarpinato. Parallelamente, il Mpa di Raffaele Lombardo prenderebbe uno dei due assessorati vacanti e ancora ad interim nelle mani del presidente Schifani. Sull’altro c’è ancora tanto da discutere, e proprio i democristiani potrebbero riprendere una delega dopo la “conversione” con altro nome, simbolo, segretario e struttura. Cioè, dopo la cancellazione del partito di Cuffaro. Così, su dodici assessorati ce ne sono sei in rimpasto. La metà della Giunta. La tensione sale e la campagna elettorale entra così nel vivo a quasi due anni dalle elezioni regionali.
Non a caso, il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani sarà in Sicilia per due giorni, domani e sabato. A Palermo, il 17, il Teatro Politeama ospiterà l’evento di Forza Italia “Da 30 anni protagonisti al servizio del Paese”, e i nomi da cartellone sono proprio Renato Schifani e Antonio Tajani. Un evento celebrativo che sembra ammiccare alla riconquista del terreno perso con l’ascesa di Fratelli d’Italia. Ma tra un atterraggio a Catania e una ripartenza da Palermo, gli impegni per il segretario vanno ben oltre le uscite pubbliche e saranno serrati.
Schifani ha pubblicamente affermato che il rimpasto in Giunta non può essere rinviato per cinque o sei mesi. Per altri due pare di sì. Così anche l’opposizione coglie l’occasione ed entra nel vivo della campagna elettorale attaccando l’immobilismo del Governo sul fronte degli assessorati. Anche l’opposizione sta lavorando alla difficile alleanza tra forze progressiste che dovrebbero sfidare il centrodestra. Anche all’opposizione sono però ancora molti i nodi da sciogliere. Se nel centrodestra si consolida la voce che possa essere l’ex presidente della Regione Nello Musumeci il prossimo candidato a Palazzo d’Orleans, all’opposizione non è ancora chiaro chi e come verrà scelto il nome dello sfidante.
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