Home » Province » Catania » Riposto, dopo il ciclone Harry si guarda all’apertura del primo bacino del porto dissequestrato nel 2024

Riposto, dopo il ciclone Harry si guarda all’apertura del primo bacino del porto dissequestrato nel 2024

Riposto, dopo il ciclone Harry si guarda all’apertura del primo bacino del porto dissequestrato nel 2024
Il Comune di Riposto in ginocchio dopo il ciclone Harry, una foto dei danni

Il sindaco Vasta al QdS: “Abbiamo già avuto un’interlocuzione con la Regione e spetterà al presidente Schifani e all’assessore ratificare la modifica in deroga al piano regolatore”.

Un modo per ammortizzare gli ingentissimi danni causati dal ciclone Harry e provare a dare un po’ di agibilità agli operatori commerciali – pescatori, su tutti – che lavorano a Riposto. È ciò che la Regione e il Comune guidato dal sindaco Davide Vasta contano di ottenere dai lavori di rimozione e ricollocamento dei pontili, dei finger e dei sistemi di ancoraggio del primo bacino del porto della cittadina ionica.

Appaltati a dicembre, ma l’aggiudicazione è divenuta efficace soltanto nei giorni scorsi, gli interventi serviranno a ripristinare e di fatto inaugurare un’opera che, realizzata anni fa, non è mai stata utilizzata, anche per via di un’indagine della magistratura che portò all’apposizione dei sigilli da parte della Capitaneria di porto.

Riposto, l’indagine e i progetti per il porto dissequestrato dopo il ciclone Harry

Era giugno del 2021, quando il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania, Luigi Barone, nell’ambito di un’inchiesta che aveva messo nel mirino la qualità dei lavori effettuati nella parte nord del porto, dispose che venissero messi sotto sequestro i pontili e i finger che erano stati rimossi dall’acqua e accatastati sulla banchina dell’infrastruttura e nelle aree verdi circostanti.

Tre anni dopo, gli stessi materiali sono stati dissequestrati, con un provvedimento della giudice Stefania Cacciola, a condizione di trasferirli in un altro luogo a spese del Comune. Tuttavia da settembre 2024 a oggi, la macchina burocratica si è mossa lentamente, arrivando soltanto alla fine dello scorso anno all’indizione della gara d’appalto.

Ad aggiudicarsela è stata la Edil Costruzioni Putrino, per l’importo per un importo di poco superiore ai 300mila euro. La ditta, che ha sede ad Adrano, ha presentato un ribasso d’asta del 10,91 per cento.

Boccata d’ossigeno?

Il piano regolatore del porto di Riposto prevede che il primo bacino venga adibito all’attività diportistica. Tuttavia, considerato ciò che è accaduto a metà gennaio, con le mareggiate causate dal ciclone Harry che hanno divelto parte del molo foraneo, al punto da rendere inagibile metà dell’infrastruttura, l’obiettivo è quello di metterlo a disposizione nell’immediato al comparto della pesca.

“Abbiamo già avuto un’interlocuzione con la Regione e spetterà al presidente Schifani e all’assessore ratificare la modifica in deroga al piano regolatore – spiega al Quotidiano di Sicilia il primo cittadino ripostese Davide Vasta –. Si tratta della soluzione più razionale, nell’ottica di riuscire a recuperare spazi di cui fino a oggi siamo stati privati per le note vicende giudiziarie ma che già a fine 2024 sarebbero stati utilizzabili. Adesso più di allora ci servono”.

L’auspicio è dunque che i lavori possano essere realizzati nel più breve tempo possibile. La Regione ha nominato il direttore dei lavori, affidando l’incarico al dirigente Alberto Vecchio. “Si prospettano quattro o cinque mesi di cantiere. La Regione ritiene che già prima dell’estate il primo bacino possa essere fruibile. Speriamo che le tempistiche vengano rispettate”, continua Vasta.

Interventi extra

Il sindaco, tuttavia, rivela che per poter rendere concretamente operativa l’area portuale in precedenza toccata dal sequestro saranno necessari ulteriori lavori. “Da un sopralluogo è stato accertata la presenza dei danni causati dall’abbandono dell’area, anche a livello di impianti, che dovranno essere ripristinati. La cifra dovrebbe essere intorno ai 600-700mila euro – aggiunge Vasta –. La Regione dovrebbe mettere questa somma in modo da garantire l’apertura del bacino”.

Riposto e le attese dopo Harry

L’attenzione intanto resta sempre rivolta alle risorse che inevitabilmente dovranno essere destinate – a Riposto come altrove sulla costa ionica e non solo – alla ricostruzione post-ciclone. Vasta si è già accodato al pensiero di Cateno De Luca, secondo il quale bisognerebbe attingere ai fondi Fsc destinati al ponte sullo Stretto. “Sarebbe il modo migliore per garantire le risorse necessarie, per poi, se si vorrà, ripristinare i fondi per il ponte. Quel che è certo è che dopo il ciclone, il territorio però – va avanti il primo cittadino – pretende risposte e non può aspettare”.

Da questo punto di vista la proposta di Vasta è quella che siano i sindaci a prendere in mano gli iter per la ricostruzione, ricevendo opportuni poteri in deroga dalle istituzioni superiori. “Bisogna fare in fretta, ma fare in fretta non significa fare male o far venire meno i controlli su chi effettuerà le opere”, aggiunge il primo cittadino. Che poi, alla richiesta di un commento sulla possibilità che si aprano spazi per speculazioni e appetiti illeciti, commenta: “Il mercato dice che tante gare vengano aggiudicate con ribassi che stanno di poco sopra il 10 per cento. Facciamo in modo che i lavori per la ricostruzione debbano partire, così come nelle somme urgenze, da ribassi di almeno il 20 per cento e poi andiamo in deroga con i tempi. Bisogna garantire controlli e trasparenza ma senza lasciare indietro i bisogni di chi ha perso tutto o quasi”, conclude Vasta.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it
Segui QdS.it su Google – Non perderti inchieste, news e video
WhatsApp – Le notizie anche sul canale di QdS.it