Ieri mattina i tecnici del Genio civile sono stati accompagnati dal sindaco di Riposto Davide Vasta, dal Comandante della Capitaneria di Porto di Riposto, tenente di vascello Arturo Laudato, e dal dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, geom. Giuseppe Messina, in un lungo e approfondito sopralluogo al porto commerciale, gravemente compromesso dal passaggio del ciclone Harry e attualmente in buona parte interdetto. I tecnici hanno potuto constatare direttamente l’entità dei danni, rimanendo fortemente colpiti dalla devastazione provocata dalla violenza delle mareggiate in grado di sollevare anche gli enormi cassoni in cemento armato, del peso di circa 30 tonnellate, utilizzati a protezione della mantellata del porto. A testimonianza della straordinaria energia sprigionata dal mare durante l’evento.
“Sopralluogo ha confermato situazione di enorme gravità”
L’ingegnere capo Gaetano Laudani e il geologo Vito Zingale del Genio civile di Catania hanno evidenziato che sarà necessaria un’indagine approfondita sotto il molo, per la quale sarà chiesto anche l’intervento dei sommozzatori, al fine di valutare le condizioni delle opere sommerse e per verificare la presenza di eventuali scavernamenti, oltreché una verifica della struttura originaria del porto. Impossibile al momento effettuare alcuna stima economica. “Il sopralluogo con i tecnici del Genio civile e del Demanio marittimo ha confermato uno scenario di estrema gravità, a conferma che i nostri toni allarmistici non erano ingiustificati – spiega il primo cittadino – Al momento non è possibile fare alcuna stima dei costi perché serve uno studio tecnico serio e dettagliato ma probabilmente i 10 milioni di euro, stimati approssimativamente all’indomani del disastro, non saranno sufficienti”.
“Servono interventi rapidi”
Il molo, che presenta numerosi avvallamenti nella pavimentazione, dovrà essere smantellato e ricostruito. La massicciata retrostante il porto, invece, andrà risistemata e rafforzata con un incremento dei massi. “È escluso che si possa intervenire con procedure di somma urgenza – prosegue Davide Vasta – Parliamo di un’opera complessa che richiede un progetto organico e risorse straordinarie. Come mi è stato detto chiaramente dai tecnici, quando le risorse arriveranno bisogna essere pronti, con progetti già definiti. Ma allo stesso tempo è evidente che senza strumenti straordinari e procedure accelerate si rischia di rimanere bloccati per anni”. Il tempo, però, non rappresenta una variabile neutra, come sottolinea ancora Vasta. “Qui non è in gioco solo un’infrastruttura, ma il lavoro e la dignità di centinaia di famiglie – sottolinea il sindaco – Riposto è la seconda marineria della Sicilia e il protrarsi dell’interdizione del porto rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale per i pescatori. Per questo continuerò a chiedere con forza interventi rapidi, risorse adeguate e una normativa speciale che consenta di agire con la necessaria urgenza. Ogni ritardo aumenta il danno economico e sociale non solo per la nostra comunità ma per l’intero comprensorio. Intanto, stiamo lavorando ad una soluzione alternativa che è l’unica per garantire il lavoro ai nostri pescatori, ovvero l’apertura in tempi brevi del primo bacino, ovviamente chiedendo delle deroghe – conclude – che devono essere immediatamente autorizzate per far sì che i pescherecci possano trovare riparo lì”.
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