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Risanamento: lo Iacp Messina promuove un tavolo tecnico

Risanamento: lo Iacp Messina promuove un tavolo tecnico
La baraccopoli di Messina

Oggi pomeriggio, a margine del Cda dell’Istituto, si terrà la riunione promossa dal presidente Picciolo con ArisMe e il subcommissario Santi Trovato. L’obiettivo è fare un punto sulle criticità del processo

MESSINA – Un modello replicabile per il risanamento urbano che dal 2018 ha sviluppato oltre 400 milioni di euro di investimenti. È toccato ad ArisMe fare il bilancio della sua attività, un’agenzia comunale nata per affrontare e risolvere il degrado delle baraccopoli messinesi e che prosegue lavorando insieme all’Ufficio commissariale diretto dal governatore Renato Schifani con sub commissario Santi Trovato.

È aumentata negli ultimi tempi la comunicazione sulle attività di risanamento, sia da parte della Regione che del sub commissario che ogni settimana, da venerdì scorso, invia un bollettino informativo sugli interventi giornalieri. Sul tema da qualche anno è una “corsa” tra chi ha fatto di più e meglio, gara che adesso è più evidente, complice il clima da campagna elettorale.

Tavolo tecnico Iacp–ArisMe per il risanamento delle baraccopoli

E oggi pomeriggio a margine della seduta del Cda dell’Iacp è in programma un tavolo tecnico promosso dal presidente Beppe Picciolo che ha rilevato “l’importanza della presenza di un organo politico al vertice dell’Istituto” e a cui prenderanno parte il presidente di ArisMe Fabrizio Gemelli e il sub commissario Trovato. Si studia “una nuova organizzazione tecnica condivisa per affrontare le principali criticità del risanamento urbano”. Si parlerà tra l’altro di acquisto e ristrutturazione degli alloggi.

Risanamento e rigenerazione urbana: le parole del sindaco Basile

Non solo ricostruire spazi ma ricostruire futuro – ha detto il sindaco Federico Basile durante la conferenza stampa di qualche giorno fa e ha aggiunto – il lavoro che stiamo portando avanti non è soltanto un insieme di interventi edilizi, ma un vero progetto di trasformazione sociale e culturale della città. I risultati che oggi iniziamo a vedere sono frutto di una programmazione avviata negli anni scorsi e di una macchina amministrativa che lavora in modo coordinato con il Commissario per il risanamento e con ArisMe. È un processo lungo, ma irreversibile, che sta cambiando il volto di interi quartieri”.

Dall’emergenza alla strategia: il percorso amministrativo

Il vice sindaco Salvatore Mondello ha ricostruito l’intero percorso amministrativo. “Per decenni il problema delle baraccopoli è stato gestito solo in modo emergenziale, senza pianificazione. La svolta arriva con la legge regionale che consente di istituire un soggetto operativo unico, ArisMe. Da lì si passa da interventi spot a una strategia complessiva. L’ordinanza dell’agosto 2018 ha fissato per la prima volta un obiettivo chiaro e acceso i riflettori regionali e nazionali su un tema rimasto ai margini. Da quel momento nasce il primo vero censimento dopo il 1994, che ha dimostrato come i nuclei familiari non erano diminuiti e le aree baraccate non si erano ridotte. È stato necessario anche un lavoro di archeologia amministrativa per recuperare fondi regionali dispersi nei capitoli di bilancio. Oggi siamo nella fase conclusiva dell’emergenza e dobbiamo trasformare il risanamento in un vero processo di rigenerazione urbana”.

Il metodo ArisMe osservato fuori dalla Sicilia

Per Fabrizio Gemelli si è costruito un metodo di lavoro che integra progettazione, gestione del patrimonio e monitoraggio continuo delle assegnazioni. “Non parliamo più di singole operazioni – ha detto -, ma di un modello strutturato di rigenerazione urbana che oggi viene osservato anche fuori dalla Sicilia”.

La nascita di ArisMe e i numeri del risanamento

Cateno De Luca è risalito alla genesi dell’agenzia. “Quando nel 2018, ha spiegato, lavoravo agli emendamenti per la legge di stabilità affrontammo finalmente in modo serio una questione che per trent’anni era stata gestita con slogan e rinvii. La legge regionale 10/90 aveva prodotto risultati ridicoli, consentendo in circa 30 anni l’assegnazione di circa 350 immobili senza alcuna area effettivamente risanata. Dal 2018 a oggi abbiamo fatto più del doppio rispetto a quanto fatto nei trent’anni precedenti, consegnando oltre 400 alloggi e recuperando le risorse per realizzare e consegnare altrettante. Questa operazione ha portato complessivamente a oltre 400 milioni di euro di finanziamenti, di cui circa 100 milioni direttamente dallo Stato attraverso la legge 76/2021. Il risanamento non è solo edilizia, è inclusione sociale, è restituire dignità a persone che per decenni erano state considerate non cittadini”.

I finanziamenti: PinQua, Poc, Pon Metro e Commissario straordinario

Nel dettaglio, attraverso le risorse del programma PinQua sono stati stanziati 130 milioni di euro, che consentiranno la realizzazione di 333 nuovi alloggi e l’acquisto di ulteriori 154 unità abitative, per un totale di 487 alloggi. Con i fondi del Poc 14-20 destinati alla Regione Siciliana, pari a 40 milioni di euro, è previsto l’acquisto di 570 alloggi.

Ulteriori interventi sono stati finanziati da quella che era la legge 10 del 1990 che stanziava 500 miliardi di vecchie lire per il Risanamento, ma che solo a partire dal 2018 sono stati finalmente indirizzati 80 milioni di euro a tale scopo.

Grazie al programma Capacity è stato inoltre possibile l’acquisto di 35 unità abitative. A questi si aggiungono le risorse del Pon Metro 2014–2020, e l’acquisto di 120 alloggi. Un ruolo centrale è svolto dagli interventi finanziati attraverso il capitolo Emergenza e il commissario straordinario, che con 100 milioni di euro sta permettendo la costruzione di 620 nuovi alloggi e l’acquisto di ulteriori 150 unità.