Risanamento Messina, nuovo cronoprogramma e molte risorse ancora da recuperare - QdS

Risanamento Messina, nuovo cronoprogramma e molte risorse ancora da recuperare

Lina Bruno

Risanamento Messina, nuovo cronoprogramma e molte risorse ancora da recuperare

venerdì 18 Ottobre 2019 - 00:01
Risanamento Messina, nuovo cronoprogramma e molte risorse ancora da recuperare

Per l’Amministrazione servono ancora 200 milioni di euro per chiudere il capitolo baracche. Il sindaco De Luca annuncia: entro dicembre demolizioni a Fondo Saccà e Fondo Fucile

MESSINA – Via le baracche entro cinque anni dice adesso il sindaco Cateno De Luca, promettendo però entro dicembre demolizioni anche a Fondo Saccà e Fondo Fucile.

Il primo cittadino continua le sue interlocuzioni con gli uffici di Palermo e Roma per reperire le somme necessarie – alcune sono disponibili, ma mancano ancora molti milioni di euro – per completare un’operazione che negli anni si è complicata. L’ultimo cronoprogramma, definito nei giorni scorsi con i funzionari regionali, prevede l’acquisto di circa trecento immobili con le risorse già disponibili della legge 10/1990, Pon metro e Capacity mentre la programmazione Poc sarà attivata a partire dal 2021.

“Con l’approvazione del Parlamento siciliano delle modifiche della Legge 10/90 – ha affermato il sindaco – si potrà agire con lo sbaraccamento omogeneo in quanto saranno inseriti nella nuova graduatoria anche i cosiddetti abusivi, perché non rientranti nel precedente censimento del 2002. Le zone che saranno totalmente sbaraccate entro dicembre 2019 con relativa demolizione, sono Fondo Fucile, Fondo Saccà, case D’Arrigo, Camaro sottomontagna, Annunziata, Macello Vecchio e via delle Mura”.

“Abbiamo lavorato oltre un anno – ha aggiunto – per reperire circa 75 milioni di euro per una complessiva azione per il risanamento, ma ancora mancano circa 200 milioni di euro perché le precedenti Amministrazioni comunali si sono fatti togliere le risorse della Legge 10/1990 per circa 150 milioni di euro”.

Intanto, dopo lunghi mesi dall’assegnazione delle case agli abitanti di Camaro sottomontagna, le baracche, ormai vuote, continuano ad alimentare lo stato di degrado della zona e non rassicura il termine di dicembre fissato da De Luca per l’eliminazione delle case fatiscenti.

“Pur comprendendo gli sforzi di Amministrazione e Arisme – hanno sottolineato il consigliere comunale Pd Libero Gioveni e il consigliere della III Circoscrizione Alessandro Cacciotto – e pur consapevoli della complessa burocrazia che c’è in atto prima di poter mettere in funzione le ruspe, non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione per i pericoli e lo stato di assoluto degrado che stanno sempre più esasperando e minacciando i residenti di Camaro S. Paolo limitrofi, all’area sgomberata ormai da ben dieci mesi. Inizialmente si era detto che l’ostacolo maggiore fosse rappresentato dalla presenza di amianto che necessita di particolari procedure di legge per essere prelevato e smaltito. Poi il presidente di Arisme Marcello Scurria aveva dichiarato che vorrebbe attendere di completare ormai il risanamento della parte bassa di Camaro S. Paolo. Dopo naturalmente aver completato l’iter per l’acquisto di alloggi sul mercato. Obiettivo che noi bolliamo come pura utopia per i tempi troppo lunghi che ancora occorrono per l’espletamento delle procedure”.

“Infine – hanno concluso Gioveni e Cacciotto – si era detto che occorreva, prima di procedere, attendere il passaggio formale delle aree dall’Iacp ad Arisme, consegna che sembra sia ormai avvenuta. Ci stiamo avvicinando già al primo anno dallo sgombero dalle baracche e fra eternit depositato, materiale di risulta accatastato e rifiuti vari abbandonati dai soliti incivili, la zona è diventata invivibile”.

Il vice sindaco Salvatore Mondello ha confermato la programmazione sulle demolizioni annunciata dal primo cittadino, ma con più cautela, prevedendo di partire proprio da Camaro sottomontagna. In contemporanea si dovrebbero buttare giù le case D’Arrigo, intervento a carico dell’impresa appaltatrice dei lavori della via Don Blasco. “Questi due lotti – ha spiegato Mondello nella sua relazione sul primo anno di attività – si dovrebbero completare entro la fine dell’anno. Poi si passerà all’Annunziata, via delle mura e Macello vecchio”.

A Fondo Saccà e Fondo Fucile, invece, si devono ancora assegnare gli alloggi e le procedure d’acquisto sono ancora in corso. Fondo Fucile, inoltre, è l’area con la maggiore presenza di amianto. Pare che ci sia già un piano di smaltimento, ma l’iter non avrà tempi brevi.

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