Roma, 11 feb. (askanews) – “Saranno l’Italia e Mantova, tra le principali province produttrici nazionali, le più penalizzate dalle tariffe agevolate sul riso importato dall’estero, introdotte dall’Unione Europea. Tariffe che lasciano uno spazio amplissimo all’import da Paesi come Myanmar e Cambogia, che producono a prezzi irrisori, incompatibili con qualità, sicurezza, dignità del lavoro e rispetto ambientale che manteniamo noi risicoltori mantovani”. È l’allarme lanciato da Confagricoltura Mantova attraverso le parole del neo-eletto presidente della Sezione Risicoltori Valentino Piccoli.
La denuncia arriva pochi giorni dopo la conferma in Commissione Ambiente dell’Europarlamento del regolamento di tariffe agevolate per le importazioni di prodotti da Paesi extra-Ue. Regolamento che penalizza fortemente il comparto del riso e contro cui Confagricoltura si è battuta. Confagricoltura Mantova sta valutando di unirsi ai colleghi risicoltori di Lombardia, Piemonte e Veneto per una manifestazione di protesta collettiva che accenda la luce su un problema di cui si sta parlando troppo poco, se si pensa in confronto all’acceso dibattito sul Mercosur che per il riso prevede una soglia di appena 60mila tonnellate.
“Facciamo appello a tutti i livelli istituzionali perché venga bloccato e corretto il capitolo che riguarda il riso durante l’ultimo cruciale passaggio: l’approvazione al Parlamento Europeo. La minaccia è concreta e a rischio ci sono i 53.500 quintali prodotti e i 1.200 ettari coltivati a Mantova, varietà della tradizione e dell’eccellenza locale che non possono essere considerate come commodities dal valore indistinto, come sta facendo l’Ue”, prosegue Piccoli.
La preoccupazione dei coltivatori di riso riguarda la soglia abnorme stabilita per l’importazione di riso extra Ue a dazio zero: 565mila tonnellate. Tra i Paesi che beneficeranno maggiormente dell’accordo ci sono i maxi-mercati di Myanmar e Cambogia, che già introducono 500.000 tonnellate di riso in Ue su un consumo totale di circa 2,6 milioni. Si tratta di Paesi in cui le modalità di coltivazione e il rispetto di ambiente e diritti dei lavoratori non sono minimamente comparabili agli standard europei e che, per questo, possono permettersi di far arrivare riso a prezzo molto basso, che invade il mercato.
“Le due varietà delle nostre terre, Carnaroli e Vialone Nano, sono già crollate di prezzo rispettivamente del 20% e di oltre il 50% in un anno, a causa della concorrenza spietata di risi esteri. Così non possiamo andare avanti, sempre più risicoltori mantovani stanno diversificando e abbandonando ettari di coltura. Il rischio di perdere un pezzo della nostra tradizione è reale”. Nei giorni scorsi, in Piemonte, Confagricoltura Vercelli-Biella, insieme a Confagricoltura Pavia, è scesa in piazza per richiamare l’attenzione sulle criticità del comparto: “non escludiamo – conclude Piccoli – di organizzare qualcosa anche nel mantovano, comparto produttivo tra i più importanti del nord-est”.

