Roma, 23 mar. (askanews) – Si terranno a Roma il 26 e 27 marzo 2026 gli Stati Generali della Sostenibilità e della Sicurezza, appuntamento che porterà nella Capitale istituzioni, imprese, esperti e rappresentanti del mondo accademico per un confronto sui temi chiave della transizione ecologica, della resilienza dei sistemi produttivi e della sicurezza nelle sue diverse declinazioni. L’evento, riferisce una nota, rappresenta un’importante occasione di dialogo e approfondimento su sfide oggi sempre più intrecciate, come sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, tutela delle infrastrutture critiche, governance e stabilità. In uno scenario internazionale complesso e in continua evoluzione, Roma si candida così a diventare per due giorni il centro di un dibattito strategico sul futuro del Paese e dell’Europa.
La prima giornata, in programma il 26 marzo, sarà dedicata alla sostenibilità, con tavole rotonde e momenti di confronto su governance ambientale, città del futuro, etica e tecnologia. La seconda giornata, il 27 marzo, metterà invece al centro il tema della sicurezza, declinata nelle sue dimensioni geopolitica, industriale e digitale. Tra gli appuntamenti di particolare rilievo del 27 marzo spicca lo speech di Claudio Fratocchi, Managing Director di Scientia Consulting e CEO di Energieering, incentrato sul ruolo strategico della conoscenza e della padronanza dei processi aziendali per rafforzare la cybersecurity, assicurare la conformità alla direttiva NIS2 e proteggere i sistemi energetici di nuova generazione. L’intervento di Fratocchi è intitolato: “Importanza della conoscenza e la padronanza dei processi aziendali per l’ottimizzazione della cyber security aziendale in ottemperanza alla NIS2 ed alla protezione dei sistemi energetici di nuova generazione”.
I cyberattacchi al settore energetico rappresentano oggi una minaccia economica e operativa sempre più rilevante. Secondo i dati richiamati da Claudio Fratocchi, gli incidenti cyber nel comparto energia sono in forte crescita e confermano l’esposizione crescente di un settore cruciale per la continuità dei servizi, la sicurezza industriale e il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Negli scenari più gravi, le perdite potenziali legate agli incidenti OT possono arrivare fino a 329,5 miliardi di dollari, mentre il comparto energia continua a collocarsi tra i più esposti alle minacce informatiche a livello globale. In questo contesto, un cyberattacco può produrre conseguenze che vanno oltre il danno economico e informatico, incidendo sulla continuità operativa, sulla sicurezza industriale e, nei casi più critici, anche sull’ambiente, a causa di possibili malfunzionamenti, interruzioni o compromissioni dei sistemi che governano infrastrutture e processi sensibili.
A ciò si aggiunge la forte espansione del mercato della cybersecurity applicata alle infrastrutture energetiche e l’aumento del costo medio delle violazioni, con impatti sempre più significativi anche sul piano economico e organizzativo.
«Oggi non è più sufficiente acquistare nuove tecnologie di difesa», dichiara Claudio Fratocchi. «La vera sicurezza nasce dalla conoscenza profonda dei processi aziendali, dalla capacità di comprendere dove si trovano i punti di contatto tra IT e OT, quali accessi remoti sono attivi, quali dipendenze esistono nella supply chain e quali vulnerabilità possono trasformarsi in un danno operativo reale. In un settore critico come quello dell’energia, gli impatti di un attacco cyber non si limitano alla dimensione tecnologica, ma possono incidere sulla continuità del servizio, sulla sicurezza industriale e sugli obiettivi di sostenibilità».
«In questo contesto», prosegue Fratocchi, «la Direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, rappresenta un passaggio fondamentale, perché richiede alle organizzazioni un approccio strutturato alla gestione del rischio cyber, con responsabilità dirette in capo al management. Tuttavia, non deve essere letta solo come un obbligo normativo, ma come un’occasione per costruire una governance più matura, consapevole e resiliente, capace di integrare processi, persone, asset e supply chain». L’intervento offrirà quindi un contributo concreto al dibattito sulla protezione delle infrastrutture critiche, mettendo in evidenza come cybersecurity, conoscenza dei processi e capacità di governance siano oggi elementi essenziali per accompagnare in sicurezza la transizione ecologica e industriale.

