CATANIA – Una mozione con cui si chiede una riorganizzazione dei vertici degli uffici ma dietro la quale – o accanto, se si preferisce – si cela, con neanche particolare impegno, un’azione dal carattere anche politico, che tira in ballo gli equilibri all’interno del Consiglio comunale di Catania e, di conseguenza, anche la misura del sostegno alla giunta Trantino. A protocollarla nei giorni scorsi è stata quasi una ventina di consiglieri, in rappresentanza di partiti della maggioranza e dell’opposizione.
Rotazione degli incarichi dirigenziali e trasparenza nella pubblica amministrazione
Il documento che riporta la data del 10 marzo e che, come da prassi, è rivolto al presidente Sebastiano Anastasi ha come oggetto l’attuazione e il monitoraggio delle misure di rotazione degli incarichi dirigenziali. Si tratta di uno dei temi che in questi anni è più volte entrato – e poi puntualmente uscito – dal dibattito che ruota attorno alle attività di Palazzo degli Elefanti. Più in generale, riguarda tutti gli enti pubblici, specialmente quando si fa cenno ai concetti di efficienza e trasparenza.
Quello dei dirigenti che siedono per troppo tempo sulla stessa poltrona è un argomento divisivo: c’è chi ritiene che il periodico trasferimento da un ufficio all’altro finisca per minare la capacità dello stesso ufficio di operare con una continuità di azione adeguata alle esigenze dell’amministrazione, e dunque dei cittadini che da quest’ultima servizi e risposte celeri, e chi invece sottolinea come la permanenza negli stessi ruoli possa creare situazioni che, non di rado, diventano l’anticamera per comportamenti infedeli. Da favoritismi a veri e propri casi di corruzione. Tuttavia a occuparsi della materia, con una posizione ben precisa, è stato sia il Parlamento nazionale che l’Anac.
Norme anticorruzione e legge Severino
Ed è a questi passaggi che si fa cenno nelle premesse della mozione: dall’articolo 1 della legge 190 del 2012, la cosiddetta legge Severino sulle disposizioni utili alla prevenzione e ala repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione, al decreto attuativo 33 approvato l’anno successivo, fino al Piano nazionale anticorruzione dell’Anac, la richiesta dei consiglieri è quella di adottare “la rotazione degli incarichi quale misura organizzativa utile per prevenire il consolidamento di posizione di potere”.
Le richieste al sindaco Trantino e alla giunta
Tali indicazioni, viene ricordato nella mozione che sarà calendarizzata negli ordini del giorno delle prossime sedute di consiglio, sono state recepite anche nel Piano triennale comunale di prevenzione della corruzione. La mozione punta a impegnare il sindaco Enrico Trantino, gli assessori della giunta e la segretaria generale Rossana Manno a cinque azioni. La prima riguarda la garanzia di attuare il “monitoraggio dell’attuazione delle misure di rotazione degli incarichi previste dal piano triennale”, la seconda punta invece alla predisposizione di “un piano organizzativo aggiornato che disciplini, ove necessario, i criteri e le modalità di rotazione degli incarichi dirigenziali”. A seguire i consiglieri chiedono che l’amministrazione Trantino avvi “entro dieci giorni dall’approvazione della presente mozione” le attività necessarie ad attuare le misure. L’elenco si completa con l’impegno “a trasmettere al Consiglio comunale una relazione informativa sullo stato di attuazione delle misure previste” e infine alla necessità di assicurare la “massima trasparenza mediante la pubblicazione sul sito istituzionale degli atti relativi alla programmazione della rotazione”.
Gli equilibri politici nel Consiglio comunale
Se fin qui il tema è di carattere strettamente amministrativo, l’intera azione si tinge di significati politici nel momento in cui si scorre l’elenco dei firmatari. Oltre all’opposizione, infatti, a prendere posizione a favore dell’attuazione delle misure di rotazione dei dirigenti sono diversi esponenti della maggioranza. In totale più di uno su due dei componenti del consiglio ha firmato.
“Abbiamo firmato questo atto perché in più occasioni in passato e anche recentemente abbiamo chiesto chiarimenti sullo stato di attuazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione – dichiara al Quotidiano di Sicilia, l’esponente del Movimento 5 Stelle Graziano Bonaccorsi –. Che questa volta l’iniziativa sia stata sposata anche dai consiglieri di maggioranza testimonia l’esistenza di malumori all’interno del compagine che sostiene Trantino. Fa piacere che anche i miei colleghi di centrodestra ritengano necessario adottare la rotazione dei dirigenti. È un segnale forte che si sta dando all’amministrazione”.
Bonaccorsi conclude sottolineando un aspetto: l’elenco delle firme inizia dalla seconda posizione; la prima, quella che da prassi spetta al proponente dell’atto, è vuota. “Non è un caso, né una dimenticanza. Mi sa che qualcuno ha voluto mandare un messaggio alla giunta. E questo qualcuno non va cercato di certo nell’opposizione”.

