Estorsione col metodo del cavallo di ritorno. Questa l’accusa per tre persone, due con precedenti di polizia, arrestate dai carabinieri a Torregrotta, nel Messinese.
In particolare, stando a quanto ricostruito dai militari della compagnia di Milazzo, gli indagati avrebbero contattato telefonicamente uno straniero che nella serata del 30 dicembre scorso aveva subito nella città dello Stretto il furto della propria auto, chiedendogli di consegnare 600 euro per ottenere la restituzione del veicolo.
La vittima si è rivolta ai carabinieri che, di concerto con la Procura di Messina, hanno predisposto un servizio mirato e hanno sorpreso i malviventi nel momento e nel luogo in cui avrebbero dovuto ricevere il denaro. Gli indagati sono finiti agli arresti domiciliari.
Palermo, rubano auto ma il Gps incastra i ladri
Poche settimane fa un furto d’auto si è trasformato in una fuga a piedi che si è conclusa con l’arresto di un minorenne. Il tutto è successo a Palermo dove i carabinieri del nucleo radiomobile sono intervenuti grazie a una segnalazione giunta al numero unico di emergenza, il 112.
Determinante il contributo del proprietario della vettura che, avvalendosi del dispositivo Gps installato a bordo, ha fornito alla centrale operativa indicazioni precise e in tempo reale sugli spostamenti dell’auto rubata. Un vero e proprio filo invisibile che ha guidato in presa diretta la gazzella dei militari dell’Arma fino al quartiere Borgo Nuovo, dove il mezzo è stato intercettato.
Alla vista della pattuglia, i tre malviventi hanno abbandonato l’auto tentando la fuga tra le strade del quartiere. Ne è scaturito un immediato inseguimento a piedi. Tuttavia, dopo alcuni attimi, uno dei fuggitivi, un minorenne palermitano, è stato bloccato e arrestato.
Il giovane, ritenuto responsabile di tentato furto aggravato, dopo le formalità di rito è stato accompagnato all’Istituto carcerario per i minori Malaspina del capoluogo siciliano.
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