Rumori molesti, l’altro inquinamento, in Sicilia fuorilegge un’attività su due - QdS

Rumori molesti, l’altro inquinamento, in Sicilia fuorilegge un’attività su due

Rosario Battiato

Rumori molesti, l’altro inquinamento, in Sicilia fuorilegge un’attività su due

sabato 13 Giugno 2020 - 00:00

L’ultimo monitoraggio dell’Arpa isolana ha preso in considerazione 238 sorgenti sonore. Nel mirino ci sono in particolare le infrastrutture di trasporto e le realtà commerciali

PALERMO – Un controllo su due delle attività di servizio e/o commerciali è risultato fuorilegge. Si riassume in questi termini il monitoraggio delle sorgenti di rumore in Sicilia, riportato nell’ultimo annuario Ispra, che ha visto complessivamente (considerando anche attività produttive e infrastrutture stradali) 238 controlli nel corso del 2018.

RIFERIMENTI NORMATIVI
La prima legge quadro sull’inquinamento acustico risale alla metà degli anni Novanta, una normativa che in ambiente di vita lo considera “un fattore di pressione, causa di notevoli e differenti impatti su persone e ambiente”. Nel mirino ci sono in particolare le infrastrutture di trasporto, le attività produttive e commerciali e le stesse abitudini di vita dei cittadini. Questi elementi determinano anche conseguenze negative “sulla qualità della vita e sulla salute, con presenza di patologie indotte” e in questo senso la riduzione “sistematica del numero di persone esposte è il principale obiettivo delle attuali politiche comunitarie, perseguito mediante gli strumenti di prevenzione e mitigazione del rumore ambientale, insieme alla tutela delle aree caratterizzate da una buona qualità acustica”.

L’Europa ci ha costruito anche una direttiva ad hoc, la 2002/49/CE2, che si riferisce alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale, recepita con D.Lgs. 194 del 19 agosto 2005, e definisce gli indirizzi destinati agli Stati membri, al fine di consentire un approccio unitario e condiviso.

INDICATORI E CONFORMITÀ
Facendo riferimento alla LQ 447/95, sono stati individuati i valori limite assoluti di immissione, in funzione delle sei classi acustiche del territorio (I – VI) e dei periodi di riferimento della giornata, diurno (06:00 – 22:00) e notturno (22:00 – 06:00). I tecnici dell’Ispra spiegano che i “valori limite assoluti di immissione sono definiti come i livelli massimi di rumore che possono essere immessi dall’insieme delle sorgenti sonore nell’ambiente esterno, misurati in prossimità dei ricettori” mentre i “valori limite di emissione, riferiti invece alle singole sorgenti sonore, sono strutturati in modo del tutto simile a quelli di immissione, ma sono numericamente di 5 dBA inferiori”.

Per semplificare si segnala il controllo, nel corso del 2018, di 2.495 sorgenti di rumore da parte delle agenzie Arpa/Appa presenti sul territorio nazionali. Di queste ben 2.282 sono state controllate a seguito di esposto. In un caso su due (43,5% delle sorgenti controllate) è stato rilevato almeno un superamento dei limiti normativi, che “evidenzia un problema di inquinamento acustico significativo e in aumento rispetto a quanto riscontrato nel 2017 (+11,4 punti percentuali), in linea invece con quanto rilevato nel periodo 2014-2016 (nel 2016 era il 40,6%, nel 2015 il 45,9% e nel 2014 il 46,3%). Le sorgenti maggiormente controllate sono state le attività di servizi o commerciali (60,4%).

SICILIA
Nell’Isola sono state controllate 238 sorgenti. In linea col dato nazionale è la percentuale di attività di servizio e/o commerciali controllate per le quali si è riscontrato un superamento dei limiti (46,9%), un dato seguito dalle infrastrutture stradali (37,5%) e quindi dalle attività produttive (25,6%).

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