Pavel Durov, fondatore e ceo di Telegram è stato accusato dalla Russia di “complicità nel terrorismo”. Mosca ha quindi emesso un mandato di cattura internazionale per il 39enne proprietario della notissima app di messaggistica.
“È stato emesso un mandato di cattura internazionale per il capo dell’amministrazione di Telegram, P. Durov”, hanno dichiarato i servizi di sicurezza russi (Fsb) in un comunicato citato dalle agenzie di stampa russe, aggiungendo che Durov, nato in Russia e in possesso di passaporto francese ed emiratino, si trova attualmente in Francia.
Durov accusato da Fsb di complicità con servizi ucraini
Durov è coinvolto in un’indagine sull’addestramento di giovani russi da parte dei servizi segreti ucraini per attività di sabotaggio, si legge nel comunicato dell’Fsb.
Dopo l’arresto in un aeroporto parigino nell’agosto del 2024, il ceo di Telegram – che tre anni prima dell’arresto ottenne la cittadinanza francese – è stato indagato due anni fa dalla magistratura del Paese d’oltralpe per una serie di reati legati alla criminalità organizzata.
Le autorità accusano l’imprenditore di non aver agito contro la diffusione di contenuti criminali sulla sua app di messaggistica. Al momento Durov è sotto una stretta sorveglianza giudiziaria, che gli impedisce di lasciare la Francia senza autorizzazione delle autorità. L’Fsb accusa Telegram di non aver rimosso “Leo Match”, un popolare bot per incontri, utilizzato, secondo Mosca, dai servizi segreti ucraini per addestrare giovani russi “in attività terroristiche e di sabotaggio”.
Il ceo di Telegram
Durov, 39 anni, di origine russa, è fondatore e proprietario dell’applicazione di messaggistica Telegram, la piattaforma gratuita che compete con altri social media come WhatsApp di Facebook, Instagram, TikTok e Wechat. Piattaforma che vanta di aver superato il miliardo di utenti mensili attivi.
Durov, la cui fortuna è stata stimata da Forbes in 15,5 miliardi di dollari, ha lasciato la Russia nel 2014 dopo essersi rifiutato di rispettare le richieste del governo di chiudere le comunità di opposizione sulla sua piattaforma di social media VKontakte, che lui stesso aveva creato. Diventato cittadino francese nel 2021, si è trasferito con Telegram a Dubai nel 2017.
Nell’ultimo anno 46 arresti per l’uso del bot
Secondo il servizio di sicurezza di Mosca, nel corso dell’ultimo anno sono stati arrestati 46 cittadini russi di età compresa tra i 12 e i 22 anni, tutti utenti del bot, per aggressione a pubblico ufficiale e sabotaggio di infrastrutture energetiche e di trasporto. Tutti costoro sarebbero stati contattati tramite Leo Match da agenti dei servizi segreti ucraini che si spacciavano per giovani donne, al fine di costringerli ad aggredire agenti e a incendiare infrastrutture, afferma l’Fsb.
In Russia sono in vigore da mesi restrizioni digitali senza precedenti, tra cui la limitazione dell’accesso a Telegram e a WhatsApp, entrambe accusate dalle autorità di essere utilizzate dai servizi segreti ucraini per danneggiare il Paese.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

