Saldi, al via in Sicilia, dove valgono quattrocento milioni. Ma potrebbero anche essere un flop - QdS

Saldi, al via in Sicilia, dove valgono quattrocento milioni. Ma potrebbero anche essere un flop

redazione web

Saldi, al via in Sicilia, dove valgono quattrocento milioni. Ma potrebbero anche essere un flop

giovedì 02 Gennaio 2020 - 08:37
Saldi, al via in Sicilia, dove valgono quattrocento milioni. Ma potrebbero anche essere un flop

Per Confcommercio nell'intero Paese il giro d'affari sarà di cinque miliardi e per Confesercenti ne approfitteranno quattro italiani su dieci, soprattutto al Sud. L'esaltazione del negozio di prossimità. Ma il Codacons è pessimista, "Si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media". Per evitare brutte sorprese, le regole da ricordare su cambi, prova dei capi, pagamenti con carta, prodotti in vendita e indicazione del prezzo

La Sicilia apre oggi ai saldi, che, secondo l’ufficio studi di Confcommercio, muoveranno nella nostra regione un fatturato di circa quattrocento milioni di euro.

La stima di spesa per singola famiglia oscilla tra i duecento e duecentodieci euro con una spesa pro capite di circa centodieci nei settori abbigliamento, calzature e accessori.

Acquisti di stagione più che saldi

“Sono stime prudenziali – ha detto Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo – perché ci sono precisi segnali di buone aspettative. Grazie alle miti condizioni meteorologiche registrate fino a oggi, si tratterà in sostanza di acquisti di stagione più che di saldi di fine stagione”.

“Quello dei saldi invernali – ha aggiunto la Di Dio, che è anche vicepresidente nazionale di Federmoda – è uno dei momenti più importanti dell’anno per il commercio locale. Oltre che sull’aspetto economico, si punta come sempre su valori importanti come etica e sostenibilità”.

L’esaltazione del negozio di prossimità

“Il negozio di prossimità – ha sottolineato – è quello in cui più di ogni altro luogo, anche virtuale, si sviluppa quotidianamente un rapporto di fiducia tra acquirente e negoziante. E rappresenta ancora un caposaldo del commercio sostenibile perché sarà sempre interesse dei commercianti rinsaldare il rapporto di stima e fiducia con i propri clienti”.

“L’acquisto nei negozi di vicinato – ha concluso Patrizia Di Dio – farà diminuire sensibilmente anche i materiali di imballaggio utilizzati per le spedizioni. E’ dietro al bancone di un negozio – e non dietro allo schermo di un computer – che ci sarà sempre una persona a cui affidarsi”.

Italia, le indagini Confesercenti e Confcommercio

In Italia i saldi interessano oltre 15 milioni di famiglie, muovono in totale 5,1 miliardi di euro, con una spesa media a famiglia di 324 euro, 140 euro pro capite per abbigliamento, calzature e accessori: sono questi, secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, i numeri dei saldi invernali che partono domani in Basilicata, Sicilia e in Valle d’Aosta e dal 4 gennaio in tutte le altre regioni.

Secondo l’indagine previsionale sui saldi condotta da Swg per Confesercenti su un campione di 1.200 consumatori, oltre quattro italiani su dieci (il 41%) hanno già programmato di approfittare dei saldi per acquistare uno o più prodotti, per un budget medio previsto di 168 euro a persona.

Secondo l’associazione, l’interesse da parte delle famiglie rimane elevato: i saldi invernali si confermano infatti “l’evento commerciale più atteso dell’anno, con una percentuale di consumatori decisi ad acquistare superiore di 8 punti a quella dell’ultimo Black Friday”.

Saldi attesi soprattutto al Sud

I saldi sono attesi soprattutto nelle regioni del Sud, dove il 46% degli intervistati annuncia di avere intenzione di avvalersi degli sconti di fine stagione per rinnovare il guardaroba.

La percentuale si riduce al 41% nelle regioni del Centro e al 38% in quelle del Nord.

Complessivamente, si registra una lieve riduzione dell’appeal rispetto ai saldi invernali del 2019, che hanno visto la partecipazione del 48% degli italiani.

Per il Codacons saranno un “flop totale”

Per il Codacons, invece, i saldi “saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media”.

L’associazione di consumatori prevede una “pesante flessione degli acquisti durante il periodo di sconti, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro. In calo anche il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti”.

Questo perché “il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi e la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività: solo outlet e boutique d’alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”.

Per questo i saldi “appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati, per fare posto a iniziative come il Black Friday e la liberalizzazione degli sconti.

Quest’anno sostenibilità anche nella moda

“Il 2020 sarà un anno all’insegna della sostenibilità anche per la moda”, ha commentato Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, sottolineando come i saldi siano l’occasione per rilanciare gli acquisti “nei negozi di prossimità”, con il vantaggio di fare shopping”.

Per questo, ha detto Borghi “abbiamo chiesto ed apprezzato l’introduzione della web digital tax per i colossi del web che vendono in Italia e ne auspichiamo una regolamentazione comune da parte della Ue”.

Le regole per evitare brutte sorprese

Per evitare brutte sorprese, Confcommercio ha ricordato alcuni principi di base:

  • 1 Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, se ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  • 2 Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  • 3 Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.
  • 4 Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
  • 5 Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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