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Saldi invernali, sconti medi al 18,6%: meglio dell’estate, ma sotto il 2025

Saldi invernali, sconti medi al 18,6%: meglio dell’estate, ma sotto il 2025
Saldi invernali, oggi il via in Sicilia

Abbigliamento -18,9%, calzature -17%; accessori fanalino di coda con -8,8%

I saldi invernali prendono il via in Sicilia dal 3 gennaio con la speranza che i consumi possano tornare a crescere, dopo un biennio costellato soltanto da una pesantissima inflazione e una contrazione degli acquisti, almeno in volume. Secondo le stime, gli sconti saranno più convenienti rispetto a quelli applicati durante l’estate scorsa, ma non raggiungeranno i livelli degli ultimi saldi invernali. A delineare il quadro è uno studio dell’Unc, l’Unione nazionale consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati negli ultimi anni sulla base dei dati Istat, stimando l’andamento dei prezzi per gennaio 2026.

I maggiori ribassi

Nel complesso, abbigliamento e calzature faranno registrare uno sconto medio del 18,6 per cento. Si tratta di un incremento di mezzo punto percentuale rispetto ai saldi estivi di luglio 2025, ma anche di una riduzione analoga rispetto ai saldi invernali di gennaio dello stesso anno. Il dato conferma una tendenza ormai evidente: i saldi invernali restano generalmente più convenienti di quelli estivi, ma con margini più contenuti rispetto al passato, segno di un mercato che fatica a concedere ribassi più profondi.

Il dettaglio

Entrando nel dettaglio, il comparto dell’abbigliamento nel suo complesso, comprendendo indumenti e accessori, segnerà un abbassamento medio dei prezzi pari al 18,9 per cento. Anche in questo caso il confronto è positivo rispetto all’estate scorsa, con un aumento degli sconti di 0,4 punti percentuali, mentre emerge una lieve flessione di 0,3 punti rispetto ai saldi invernali del 2025. A trainare la convenienza sono soprattutto gli indumenti, che rappresentano la voce più scontata in assoluto. Per questa categoria la riduzione media dei prezzi è stimata al 20,5 per cento, in miglioramento rispetto a un anno fa ma leggermente inferiore rispetto all’ultimo inverno.

La frenata sugli accessori

Decisamente più contenuti, come accade ormai da tempo, i ribassi sugli accessori. Guanti, cinture e cravatte faranno segnare una diminuzione media dei listini pari all’8,8 per cento, un dato in netta contrazione sia rispetto ai saldi invernali dello scorso anno sia rispetto a quelli estivi. Una dinamica che riflette la minore pressione promozionale su prodotti considerati complementari e con una maggiore tenuta dei prezzi. Per quanto riguarda le calzature, lo sconto medio previsto è del 17 per cento. È la categoria che mostra l’incremento più marcato rispetto all’estate, con un aumento di 1,2 punti percentuali, ma allo stesso tempo evidenzia il peggior confronto con i saldi invernali di un anno fa, segnando una riduzione di 1,4 punti. Un andamento che rispecchia le difficoltà di un settore alle prese con costi elevati e una domanda ancora incerta.

I commercianti siciliani incrociano le dita

I commercianti siciliani sperano in una ripresa dei consumi. In moltissimi settori c’è stata una contrazione per via dell’aumento dei prezzi. La situazione peggiore per gli alimenti: in termini economici la spesa si attesta sempre allo stesso livello, ma sol perché sono aumentati i prezzi. Quindi i siciliani spendono gli stessi soldi ma acquistando all’incirca il 3% in meno di alimenti rispetto al 2024. Palermo e Catania registrano entrambi un’inflazione annua pari all’1%, con una spesa aggiuntiva media per famiglia di 236 euro.

L’invito alla prudenza

L’Unc invita infine alla prudenza. “Suggeriamo ai consumatori di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare, senza farsi incantare da sconti improbabili che possono trarre in inganno”, sottolinea il presidente Massimiliano Dona. La direttiva Omnibus, ricorda Dona, rende più rischioso ricorrere a ribassi artificiosi, ma non li elimina del tutto. Attenzione anche ai diritti post-acquisto: in caso di prodotto difettoso non è più obbligatorio denunciare il problema entro due mesi dalla scoperta, anche se intervenire tempestivamente resta sempre la scelta migliore.

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