Milano, 17 set. (askanews) – Il mercato italiano dei camper continua a crescere. Nei dati aggiornati alla fine di agosto per la stagione 2025-2026, le immatricolazioni segnano un aumento del 4,95%, mentre il mercato europeo risulta sostanzialmente stabile. L’Italia è il terzo produttore continentale, dopo Germania e Francia, ed esporta oltre l’80% dei mezzi realizzati, soprattutto in Germania, Francia, Belgio, Regno Unito e Spagna.
È il quadro nel quale si svolge alle Fiere di Parma, fino a domenica 20 settembre, la 17esima edizione del Salone del Camper. La manifestazione, organizzata con APC-Associazione Produttori Caravan e Camper, riunisce più di 310 espositori e oltre 600 veicoli ricreazionali in cinque padiglioni, su una superficie superiore ai 110mila metri quadrati. Gli organizzatori attendono più di 100mila visitatori nei nove giorni di apertura.
Il settore italiano produce ogni anno circa 28mila camper e caravan e impiega 8mila persone, tra addetti diretti e indiretti, secondo i dati citati dal ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti durante l’inaugurazione. In Europa circolano complessivamente oltre 6,5 milioni di camper e caravan.
“Oltre ad essere produttori, dobbiamo diventare attrattori di coloro che non scelgono le infrastrutture tradizionali per le vacanze”, ha detto Foti, indicando nella disponibilità di aree di sosta attrezzate uno dei fattori necessari per intercettare una quota maggiore del turismo itinerante europeo. La composizione dei mezzi esposti a Parma riflette l’evoluzione della domanda: il 45% è costituito da camper profilati, il 38% da furgonati e campervan, il 12% da integrali e motorhome e il 5% da mansardati.
A crescere è anche l’interesse degli italiani per le vacanze all’aria aperta. Secondo l’Osservatorio Turismo Outdoor, realizzato dall’Istituto Piepoli per Human Company, il 26% di chi prevede una vacanza indica una struttura open air come soluzione per il soggiorno. Il 57% degli intervistati si dichiara disposto a trascorrere almeno una vacanza con pernottamento; la percentuale sale al 90% tra chi ha già scelto una vacanza outdoor nell’ultimo anno.
Le partenze si distribuiscono sempre più anche fuori dai mesi centrali dell’estate: settembre raccoglie il 29% delle preferenze. Tra i vacanzieri outdoor, il 53% indica come motivo principale i prezzi più convenienti, il 43% la possibilità di trovare località meno affollate e il 26% il clima più mite. Segnali positivi arrivano anche dalle destinazioni lacustri. I dati presentati dagli organizzatori indicano per campeggi e villaggi una crescita del 2,6% negli arrivi, dello 0,9% nelle presenze e dell’1,6% nel fatturato. Gli incrementi sarebbero compresi tra l’8 e il 10% sul Garda lombardo e intorno al 5% sul Lago di Como, sostenuti soprattutto dalla clientela internazionale.
“Il turismo plein air può distribuire e diversificare i flussi, creare nuove destinazioni e ampliare la stagione”, ha sottolineato l’amministratore delegato di Fiere di Parma, Antonio Cellie. Per il presidente di APC Gianguido Cerullo, la priorità è rendere “sempre più capillare e moderna” la rete italiana delle aree di sosta, così da trasformare la forza produttiva del Paese in una maggiore capacità di attrarre viaggiatori.
Accanto all’esposizione dei mezzi, il Salone propone fino a domenica incontri dedicati a cicloturismo, mobilità, accessibilità e turismo sostenibile, oltre ad attività sportive, laboratori e show cooking.

