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Salvini non molla su “Strade sicure” (e fa innervosire Crosetto)

Salvini non molla su “Strade sicure” (e fa innervosire Crosetto)

Oggi due deputati usciti da Lega, lui replica: “Possono entrarne altri”

Milano, 13 gen. (askanews) – È ancora la sicurezza il terreno di confronto scelto dalla Lega per marcare la propria identità all’interno della maggioranza. E oggi scende in campo il segretario e vice premier Matteo Salvini, per ribadire ancora una volta: “Non è il momento per togliere i militari dalle strade e dalle stazioni, anzi è un momento in cui c’è bisogno di ancora più divise nelle strade e nelle stazioni”. In attesa di giovedì, quando in commissione Difesa della Camera il Carroccio porterà una risoluzione che chiede di aumentare i militari impegnati in Strade sicure. Un’insistenza che alla fine ha provocato la reazione piccata del ministro della Difesa Guido Crosetto, che si è detto “molto deluso per le tante, troppe, e per me inutili polemiche inventate ad arte solo per far finta di risolvere problemi che non sono mai esistiti”, assicurando che la riduzione dei militari di Esercito, Marina e Aeronautica impegnati nel presidio del territorio avverrà solo quando potranno essere sostituiti da Carabinieri neo assunti. Presa di posizione che riceve il plauso del presidente del Senato Ignazio La Russa, che da ministro della Difesa lanciò l’operazione. E che Salvini in serata commenta così: “Perfetto. Il mio obiettivo è di confermare le attuali divise e aggiungerne altre, quindi va benissimo”. Anche se conferma la risoluzione del Carroccio.

Del resto il confronto si protrae da diversi giorni, da quando Giorgia Meloni ha rilanciato l’iniziativa di Fratelli d’Italia in materia, scatendando la reazione del Carroccio che sul tema ha costruito la sua identità nazionale. Del resto, sul tema sicurezza Salvini ha costruito i suo migliori risultati: “Il 30% arrivò quando Matteo era ministro dell’Interno e veniva identificato con la lotta ai clandestini. Senza il Viminale è iniziato il calo nei consensi, ora non possiamo cedere ulteriormente”, ragiona un deputato leghista.

A maggior ragione nel momento in cui Luca Zaia inizia a delineare una linea alternativa a quella di Salvini, meno schiacciata sulla destra estrema e nel giorno in cui due deputati abbandonano il gruppo per transitare nel misto, in attesa – si dice – di entrare in Forza Italia. “Sanno che molto difficilmente saranno rieletti con la Lega, vanno dove credono di avere qualche chance in più e dove non devono versare 3000 euro al mese al partito”, li liquida un ex collega di gruppo. Consapevole dei rumors che voglioni altri deputati leghisti in procinto di compiere lo stesso passo. Senza contare l’attivismo del generale Vannacci, che già lancia la campagna per l’”atto secondo” del suo Mondo al Contrario, dal titolo evocativo: “Remigrazione”: appuntamento il 15 marzo a Montecatini, ma già è iniziato il battage.

Ma Salvini anche su questo rilancia: se due deputati escono, “possono entrarne altri”, dice affacciando l’ipotesi di nuovi ingressi nel Carroccio.