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San Leone, la spiaggia divorata dall’erosione costiera. Lombardo (Mareamico) al QdS: “Il rischio è che la natura sia più veloce della burocrazia”

San Leone, la spiaggia divorata dall’erosione costiera. Lombardo (Mareamico) al QdS: “Il rischio è che la natura sia più veloce della burocrazia”

Lanciato l’appello alle istituzioni nei giorni precedenti, Lombardo spiega come non ci sia stata una reale risposta di intervento dalla Regione, ma una richiesta – da parte dell’Assessorato del territorio e dell’ambiente – di “pazienza”, perchè “si devono attendere i tempi della burocrazia sulle varie gare in atto”.

“Il rischio è che la natura sia più veloce della burocrazia”. Parola di Claudio Lombardo, membro di Mareamico (delegazione di Agrigento), associazione che da anni – tra i tanti temi toccati – preme con forza sulla situazione intorno alla spiaggia di San Leone, una delle zone marittime più note della provincia di Agrigento e che ormai dai primi anni 2000 è alle prese con una continua erosione costiera.

Nei giorni scorsi, Mareamico – con la sua delegazione di Agrigento – aveva lanciato l’ulteriore allarme alle istituzioni sul caso San Leone, richiedendo l’urgenza degli interventi mirati, funzionali ed efficaci per mettersi a riparo dal rischio, sempre più concreto, che della spiaggia di San Leone resti poco o nulla nel giro di qualche anno. Come spiegato da Claudio Lombardo (Mareamico) al Quotidiano di Sicilia infatti, l’erosione va “avanti con grande velocità, con peggioramenti evidenti nel corso di poco tempo”.

Lanciato l’appello alle istituzioni nei giorni precedenti, Lombardo spiega come non ci sia stata una reale risposta di intervento dalla Regione, ma una richiesta – da parte dell’Assessorato del territorio e dell’ambiente – di “pazienza”, perchè “si devono attendere i tempi della burocrazia sulle varie gare in atto”.

“La natura più veloce della burocrazia”: l’allarme di Mareamico sulla spiaggia di San Leone

Una situazione certamente ambigua. Sì perchè, compreso che la burocrazia abbia i suoi tempi, non può non essere altrettanto compreso come anche (e soprattutto) la natura abbia le sue tempistiche e che, nel caso della spiaggia di San Leone, questa stia correndo ad un passo molto più fluente delle istituzioni. “Il rischio è che la natura sia più veloce della burocrazia” – afferma infatti Claudio Lombardo (Mareamico), che spiega come il problema non sia ormai solo compreso all’interno della spiaggia, ma che ormai coinvolge anche parti sulla strada immediatamente dopo. “Sul posto è già problematica anche la situazione intorno alla posta ciclabile, i danni ci sono già e sono evidenti, ma serve non perdere altro tempo utile alla riqualificazione e messa in sicurezza”.

Le possibili soluzioni al contrasto erosivo della spiaggia di San Leone

Quali sono le possibili soluzioni che dovrebbero essere attuate dalla Regione? Claudio Lombardo, spiega come le istituzioni dovrebbero “indire al più presto la gara per lo studio delle correnti marine, perchè bisogna conoscere a fondo questa fenomeno”. Dopo aver compreso tale fondamenta, sarà necessario costruire delle “barriere soffolte” specifiche, a oggi “l’unico mezzo che si può utilizzare per tentare di contrastare il fenomeno erosivo. Queste – prosegue l’esponente dell’associazione Mareamico – formerebbero delle nuove spiagge e sposterebbero il mare più al largo”.

Infine poi, “andrebbe fatto il ripascimento”. Tale misura, ovvero un riaccumulo di sabbia negli arenili, andrà fatta però “solo dopo l’installazione delle barriere, in modo che la sabbia venga trattenuta e non dispersa” – evidenzia Claudio Lombardo.

L’installazione di “massi ciclopici” una soluzione per l’immediato, ma serve di più per salvare la spiaggia di San Leone ad Agrigento

Tali misure però, non sono ancora state messe in atto dalla Regione che, come anticipato, attende i tempi (lunghi, probabilmente troppo) dei bandi, delle gare e della burocrazia sul caso specifico di San Leone, andando a complicare una situazione già molto difficile per la zona e diventata ancora più d’emergenza anche a causa delle notevoli calamità naturali di questo periodo, “come i danni provocati dal ciclone Harry”.

Per mettere una toppa ai danni già causati intanto, Lombardo spiega come si sia trovata una soluzione “per l’immediato” insieme al Comune di Agrigento: l’intervento “con i massi ciclopici”. Questi, “grossi, a difesa della duna, permettono al mare di infrangere lì, difendendo quindi la sabbia”. Questo però, “è solo una parte del contrasto al fenomeno erosivo, per cui servono delle misure che vadano ad aggredire la situazione con grande efficenza e urgenza”. – conclude l’appello di Claudio Lombardo che, ancora una volta, evidenzia lo stato di bisogno delle istituzioni regionali per contrastare un fenomeno erosivo che va avanti, senza sosta, da fine anni ’90/inizio 2000. Una tempistica larga, ampia, che la spiaggia di San Leone – e la Sicilia intera – rischia di pagare a caro prezzo.

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