Asp Agrigento, duro botta e risposta sull’uso del personale Covid - QdS

Asp Agrigento, duro botta e risposta sull’uso del personale Covid

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Asp Agrigento, duro botta e risposta sull’uso del personale Covid

sabato 07 Maggio 2022 - 08:21

Il vice presidente della Commissione Sanità all’Ars, Pullara, ha puntato il dito contro l’Asp dopo la decisione di ridurre l’utilizzo di tali risorse. Non si è fatta attendere la replica

AGRIGENTO – La politica attacca e l’Asp risponde. Con una nota diffusa dal commissario straordinario Mario Zappia, l’Azienda sanitaria provinciale ha infatti replicato alle dure parole di Carmelo Pullara (Lega-Prima l’Italia), vice presidente della Commissione Sanità all’Ars, il quale ha aspramente criticato la decisione di ridurre l’attività del personale chiamato per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Il deputato regionale Carmelo Pullara: “Fuori luogo la riduzione ore del personale Covid”

“Assolutamente fuori luogo e decontestualizzata dalla realtà – ha detto il deputato regionale – appare la disposizione che riduce le ore di servizio del personale Covid, Oss e infermieri, presso tutte le strutture sanitarie ospedaliere e territoriali dell’Asp di Agrigento. La cronica carenza di personale di tutte le professioni è stata solo leggermente alleviata dalla presenza del personale Covid. È stata promossa una visione ragionieristica che si scontra con le esigenze di salute delle comunità dell’Agrigentino”.

Pullara ha quindi chiesto all’Asp un passo indietro. “In assenza di revoca – ha affermato – sarò costretto a effettuare apposite visite ispettive presso le strutture sanitarie e documentare la situazione di carenza assistenziale”.

La replica dell’Asp Agrigento

Come detto, la replica da parte dell’Asp non si è fatta attendere troppo. Per il commissario straordinario Zappia, il provvedimento richiamato da Pullara “fa riferimento a un monitoraggio continuo dell’operato degli operatori nella gestione Covid-19. In considerazione del fatto che il numero di vaccinazioni settimanali è sceso, su base provinciale, al di sotto delle mille somministrazioni e che anche la quantità di tamponi eseguiti è calata considerevolmente, non appare giustificato mantenere lo stesso impegno orario dei lavoratori. Ovviamente nessuno sta dicendo che il personale ‘andrà a casa’ ma è ovvio che l’impiego va sempre commisurato alla reale necessità”.

Non si può impiegare il personale Covid fuori ambito

“Se qualcuno ritiene – ha aggiunto- che gli ‘operatori Covid’ possano essere impiegati in ambiti ‘non Covid’, dico subito che diverse circolari dell’assessorato regionale della Salute e di vari organi di vigilanza raccomandano chiaramente di non procedere lungo questa direzione lavoro visto che un ‘utilizzo improprio’ del personale sarebbe oggetto di opportune obiezioni da parte della Corte dei Conti. I lavoratori sanno bene, peraltro, che dal prossimo primo luglio verrà portato avanti l’iter di stabilizzazione, per cui risulta difficile capire quale sia il danno di aver commisurato, come imposto dalla legge, l’impegno orario all’effettivo lavoro da svolgere”.

“Ovviamente – ha concluso Zappia – così come previsto dalla dotazione organica, se al mutare delle condizioni dovessimo ritenere necessario un impegno maggiore siamo sempre in grado di tornare ad aumentare le ore d’impiego del personale. Si tratta di normale amministrazione e di una programmazione a contrasto della crisi epidemiologica basata sul reale fabbisogno”.

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