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Sanità e corruzione, passa la linea difensiva di Iacolino: il Riesame dissequestra i 90 mila euro

Sanità e corruzione, passa la linea difensiva di Iacolino: il Riesame dissequestra i 90 mila euro
Salvatore Iacolino

Il tribunale del Riesame ha deciso di dissequestrare i 90 mila euro trovati in casa dell’ex manager Salvatore Iacolino

Il tribunale del Riesame ha deciso di dissequestrare i 90 mila euro trovati in casa dell’ex manager Salvatore Iacolino, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione nell’ambito di una inchiesta su un giro di mazzette che ha coinvolto un funzionario regionale e un boss di Favara.

Accolta tesi difensiva di Iacolino

I giudici hanno accolto la tesi dei legali di Iacolino, che era stato nominato direttore generale del Policlinico di Messina, che hanno sostenuto che parte del denaro sequestrato era frutto di prelievi bancomat fatti dal loro assistito quando era eurodeputato di FI e parte era invece stato regalato alla figlia per il matrimonio, nel 2021, e conservato in casa dei genitori.

Il ricorso era stato presentato negi scorsi giorni

La difesa di Salvatore Iacolino era tornata davanti ai giudici del tribunale del riesame di Palermo dopo che il sequestro disposto dalla Procura era stato trasformato dal gip in “sequestro preventivo”. Gli avvocati Arnaldo Faro e Giuseppe Di Peri nei giorni scorsi avevano presentato così un nuovo ricorso per ottenere la restituzione dei circa 90 mila euro trovati nell’abitazione palermitana dell’ex direttore generale della Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute. I legali sostenevano che il denaro non abbia alcun legame con le ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata.

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