Milano, 22 apr. (askanews) – Santa Tresa ha presentato a Vinitaly “Insieme Bianco Terre Siciliane Igp”, nuovo vino dell’azienda guidata da Stefano e Marina Girelli, costruito attorno all’Albanello, antico vitigno siciliano a bacca bianca quasi scomparso. La nuova etichetta nasce da un blend con Zibibbo e Fiano e si inserisce nel lavoro di recupero della biodiversità viticola dell’isola. Il vino, tirato in ottomila bottiglie, è composto da Albanello per il 55%, Zibibbo per il 35% e Fiano per il 10%. Il nome “Insieme Bianco” richiama sia la composizione del blend sia il percorso di collaborazione che ha permesso di riportare attenzione su una varietà rimasta a lungo ai margini della produzione contemporanea.
L’Albanello ha un posto nella storia enologica siciliana. Nel 1958 un articolo del “Corriere Vinicolo”, intitolato “Vini da leggenda”, lo legava a un racconto popolare sulla nascita del vitigno. Negli anni Sessanta Luigi Veronelli ne sottolineò l’elevata gradazione alcolica e il valore commerciale, arrivando a paragonarne il costo a quello di un Barolo pregiato. Nel 1978 Giuseppe Coria, giornalista siciliano e studioso di storia gastronomica e vinicola dell’isola, degustò un Albanello del 1946 e lo descrisse come un bianco capace di lunghi invecchiamenti.
Il recupero del vitigno rientra nel progetto promosso dalla Regione Sicilia insieme con il vivaio regionale Federico Paulsen di Palermo, dove viene conservato il patrimonio del germoplasma vitivinicolo siciliano. Santa Tresa ha preso parte al percorso di valorizzazione, già affrontato in passato con l’Orisi, contribuendo al ritorno dell’Albanello nel patrimonio ampelografico nazionale. Quello impiegato per la nuova etichetta proviene dal progetto di vigneto sperimentale dell’azienda.
La vinificazione di “Insieme Bianco Terre Siciliane Igp” segue lavorazioni separate per le diverse uve. La vendemmia si svolge manualmente in cassette da 15 chili, tra la fine di agosto e la prima metà di settembre. Dopo la raccolta, i grappoli restano una notte in cella frigorifera, così da portare la temperatura tra 6 e 8 gradi. Il giorno successivo vengono diraspati e pressati delicatamente per ottenere il mosto fiore. Il Fiano affronta una macerazione a freddo in pressa di circa sei ore, mentre i tre mosti riposano per una notte in vasche a circa 10 gradi, fase utile alla sedimentazione statica delle particelle solide. La fermentazione avviene in tini di acciaio inox, a una temperatura compresa tra 17 e 19 gradi, per 10-12 giorni. Circa un terzo dell’Albanello fermenta invece in anfore di terracotta. Dopo la fermentazione, una parte dello stesso Albanello prosegue l’affinamento in anfora, mentre Zibibbo e Fiano restano in acciaio inox per un affinamento sur lies con frequenti batonnage delle fecce fini per almeno quattro mesi prima dell’assemblaggio.

