Roma, 19 gen. (askanews) – “L’istituzione della CUN unica sul grano duro è una buona notizia per il comparto. Da mesi come Associazione stiamo segnalando il problema delle turbolenze sui prezzi del grano duro. Sulla piazza di riferimento di Foggia, ad esempio, si è passati da circa 300 euro/tonnellata a gennaio 2021 a oltre 555 euro/tonnellata a gennaio 2022, con un aumento di circa l’85%, per poi tornare, secondo le più recenti quotazioni disponibili, intorno a 285-290 euro/tonnellata, su livelli quasi dimezzati rispetto ai picchi del 2022. Una volatilità che ha colpito molte aziende e che rendeva urgente rafforzare strumenti che facciano luce sui fattori relativi alla formazione del prezzo”. Lo afferma in una nota Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori, commentando l’istituzione della Commissione Unica Nazionale sul grano duro.
“La trasparenza sulla formazione del prezzo è il primo passo per sostenere una filiera strategica del Made in Italy – osserva Santoianni – e con la CUN è possibile rendere più chiaro, verificabile e ordinato questo processo, a tutela dei produttori cerealicoli”, prosegue.
“Crediamo molto nel ricorso a questo strumento, non solo per la sua capacità tecnica di garantire il monitoraggio dei prezzi, ma anche se non soprattutto, per garantire un dialogo stabile e ampio con le parti sociali. Il confronto – conclude – è condizione indispensabile per sostenere il giusto prezzo riconosciuto ai coltivatori”.

