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Sapere invecchiare è quasi un’arte

Sapere invecchiare è quasi un’arte
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I segreti di una vita lunga e piena

Mi sembra di essere un’auto che ha già percorso ottantacinquemila chilometri, ma essere un guidatore cinquantenne: una discrasia evidente tra la parte fisica e quella pensante. Ciò perché, inesorabilmente, la prima risente del passare del tempo, logorandosi e consumandosi continuamente, mentre il cervello, l’organo più importante del nostro corpo, continua a rigenerarsi in tutte le sue molteplici parti. Proprio per questo esso si mantiene giovane, perché non si stanca di lavorare, perfino di notte.

Il cervello non invecchia: come mantenerlo attivo e non sprecarne il potenziale

La questione è se ognuno di noi lo utilizza in pieno o parzialmente. Questo secondo caso costituisce una deficienza della nostra volontà ed è veramente un peccato non utilizzare uno strumento fondamentale e prodigioso come il cervello.

Sembra incredibile, ma se ci pensate bene un pluriottantenne, come me, oggi può fare cose impensabili una volta: può correre, se allenato; può nuotare e andare in barca; può volare viaggiando su un aereo. Tutte queste cose sono possibili perché la scienza ha scoperto la tecnologia, la quale ha consentito di costruire mezzi e strumenti che oggi vengono considerati normali, ma che una volta non si sognavano.

Ovvero, Leonardo da Vinci, già nel 1500, sognava molte delle cose che descriviamo o forse le intuiva, come indicano i suoi disegni.

Essere attivi per capire i cambiamenti: il segreto di una vita lunga e piena

È proprio questa realtà che ci deve fare capire il funzionamento dell’umanità e la regola ineluttabile secondo cui ogni corpo che si attiva al momento della nascita, cessa di funzionare al momento della morte.

Ma durante questo percorso, siccome è dotato di un cervello, può fare tantissime cose, esperienze e invenzioni, come hanno dimostrato i grandissimi personaggi di tutti i secoli. L’importante è non essere fannulloni, ma sempre mantenersi attivi per capire i cambiamenti, per prevedere il futuro, per prevenire le avversità e provvedere ai relativi rimedi, soprattutto avendo sempre la voglia di vivere e di essere utili, prima agli altri e poi a se stessi.

Nell’universo tutto è dinamico, tutto si muove, ma con una regolarità e un’organizzazione impressionanti, talmente veloci che il tutto sembra quasi normale.

Lavorare con passione: il segreto di Pulcinella per invecchiare bene

Un segreto – che poi è quello di Pulcinella – è che bisognerebbe divertirsi quando si lavora e lavorare per divertirsi. In altri termini, avere passione per quello che si fa.

Sento subito l’obiezione: ma come può qualcuno che fa un mestiere ripetitivo, estremamente stancante o un mestiere che non ha scelto, avere passione? È chiaro che la risposta non può che essere una sola: la passione è un sentimento interiore, che consiste nell’essere utili agli altri, oltre che a se stessi e alla propria famiglia. Ed è già il sentirsi utili che genera passione. Poi, evidentemente, la catena di montaggio, come paradossalmente ci mostrava Charlie Chaplin, non può di per sé generare passione. Questo è ovvio. Tuttavia, lo ripeto, i sentimenti si provano al proprio interno e poi si possono estrinsecare o meno.

Dunque non è solo quello che si fa che genera passione, ma soprattutto quello che si prova per ciò che si fa.

Conoscenza, cultura e collettività: la ricchezza che si trasmette alle nuove generazioni

Oltre al lavoro in sé bisogna avere la consapevolezza e anche la passione di trasferire agli altri il proprio modo di pensare, qualora sia probo ed equo, per aiutare le altre generazioni a crescere e a diventare buone cittadine e cittadini.

Solo l’insieme della Collettività, se è seminata di buoni sentimenti, può produrre crescita, prima culturale e poi, perché no, economica. Si dice che “l’unione fa la forza”, ma non quella bruta contro qualcuno, bensì quella utile a tutti.

Il nostro cervello (macchina che non smettiamo mai di elogiare, tanto quanto il cuore), è un enorme produttore di idee, buone e cattive: bisogna saperle selezionare, farle diventare concrete e così realizzare obbiettivi utili, ripetiamo, alla Collettività.

Ogni persona deve avere questo senso di responsabilità e regolarsi di conseguenza, rispettando gli altri e mai cercando di prevalicarli. Perché tutto questo accada occorre che si diffondano conoscenza, cultura e competenze: questi valori generano il rispetto nei confronti degli altri e di se stessi.

Diceva Socrate: “Esiste un solo bene: la conoscenza. Esiste un solo male: l’ignoranza”.