Jacques Moretti, il titolare del pub Le Constellation andato a fuoco a Capodanno, in cui hanno perso la vita 40 vittime, è uscito ieri sera dal carcere, grazie al pagamento di una cauzione di 200mila franchi. La scarcerazione dal carcere di Sion, dove Jacques Moretti era detenuto dal 9 gennaio, ha fatto indignare l’opinione pubblica insieme al governo italiano. L’imprenditore è ora sotto “misure alternative”, ovvero vincoli concepiti per impedirgli di fuggire. Non si sa ancora l’identità di chi ha pagato la cauzione, la cerchia delle persone vicine a Moretti è composta da un assicuratore, un notaio, i cui uffici distano solamente qualche passo dal Le Constellation, e un terzo uomo che Jacques Moretti incontrava regolarmente per affari. L’Italia rappresenta la sua protesta alla magistratura svizzera dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, richiamando l’ambasciatore d’Italia a Berna.
“Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno dato istruzione all’Ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado di prendere immediatamente contatto con la procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud per rappresentarle la viva indignazione del Governo e dell’Italia di fronte alla decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di scarcerare Jacques Moretti, nonostante l’estrema gravità del reato di cui è sospettato, le pesanti responsabilità che incombono su di lui, il persistente pericolo di fuga e l’evidente rischio di ulteriore inquinamento delle prove a suo carico”, si legge in una nota da Palazzo Chigi.
La nota d Palazzo Chigi
La decisione dei giudici elvetici di scarcerare Jacques Moretti “rappresenta una grave offesa e una ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e di coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale”, si legge nella nota di Palazzo Chigi. “L’Italia tutta chiede a gran voce verità e giustizia, e chiede che a ridosso di questa sciagura vengano adottati provvedimenti rispettosi, che tengano pienamente conto delle sofferenze e delle aspettative delle famiglie”, prosegue il governo italiano. “Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani – conclude la nota – hanno quindi disposto il richiamo a Roma dell’Ambasciatore Cornado per definire le ulteriori azioni da intraprendere”.
Chi a pagato la cauzione?
Al momento non è chiara l’identità della persona che avrebbe pagato la cauzione di 200mila franchi, pari a circa 215 mila euro per la scarcerazione di Jacques Moretti. Circolano solo ipotesi, poiché il diretto interessato ha preferito rimanere anonimo. Secondo le indagini della Procura Generale di Sion, la coppia Moretti non aveva stretto relazioni personali con gli abitanti del luogo, né è originaria della regione. Secondo una dichiarazione fatta ai pm, la stretta cerchia in cui è possibile individuare il nome del depositario è composta da tre persone: un assicuratore, un notaio, i cui uffici distano solamente qualche passo dal Le Constellation, e un terzo uomo che Jacques Moretti incontrava regolarmente per affari.
Indignazione anche da parte degli avvocati delle vittime
Su queste dichiarazioni, non sono d’accordo gli avvocati delle vittime, i quali temono che le relazioni della coppia Moretti siano molto più estese. “Ulteriore violenza inflitta a quei poveri padri, madri, sorelle e fratelli ” chiosa l’avvocato Jean-Claude Guidicelli dal suo studio a Thlon, mentre il francese Chirstophe de Galembert da Losanna, intervistato dal quotidiano Le Figaro esprime le sue preoccupazioni circa la possibilità di fuga verso la Francia dopo la scarcerazione di Jacques Moretti. Dilaga inoltre il dubbio, soprattutto tra i genitori delle vittime, che la coppia Moretti possa godere di molte più protezioni di quanto si creda. Carla Maisiello, madre del defunto 16enne Giovanni Tamburi, non si spiega come mai gli altri locali della stazione sciistica fossero stati controllati tranne Le Costellation. Altri avvocati, come Sébastien Fanti covano inoltre la preoccupazione che questa mossa abbia impatti importanti sull’inchiesta col rischio di compromettere testimonianze e prove.
La posizione della magistratura svizzera
La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, titolare dell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana consumatasi lo scorso Capodanno al bar Le Constellation, è stata contattata stamane dall’ambasciatore italiano in Svizzera. Durante il confronto, Pilloud dichiara che non si tratta di una sua scelta, quella della scarcerazione di Jacques Moretti, ma di una decisione presa dal Tribunale delle misure coercitive. A tal proposito prosegue affermando che non è sua intenzione “provocare un incidente diplomatico tra i due Paesi” e di non cedere a una eventuale pressione delle autorità italiane, chiedendo all’ambasciatore di rivolgersi piuttosto alle autorità politiche svizzere.
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