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Scegliere o decidere

Scegliere o decidere
Urna elezioni

Distinzione cruciale per capire come funziona davvero la democrazia e chi detiene il potere nelle società moderne.

Molto spesso noi attribuiamo lo stesso significato a due verbi che sono profondamente differenti l’uno dall’altro, anche se possono apparire molto simili. I verbi in questione sono scegliere e decidere. Scegliere significa individuare tra più cose quella che, in base a un confronto fondato su valutazioni oggettive o soggettive, appaia più rispondente allo scopo o più adatta alle circostanze: ho già scelto il regalo da farti; ho scelto un posto per trascorrere le vacanze; ho scelto tra tutte le offerte quella più conveniente; ho scelto a quale facoltà iscrivermi, ecc. Decidere significa risolvere, definire una determinata questione complessa pronunciando un giudizio: decidere una lite, decidere una controversia, decidere una causa; decidere quale sia la risposta giusta per un determinato problema, ecc.

La società moderna ci abitua a scegliere, non a decidere: una distinzione cruciale

La società nella quale viviamo tende soprattutto a farci scegliere e sempre meno a farci decidere, con lo scopo di “aiutarci”.

Ma siamo davvero certi che quello che ci viene fornito sia un aiuto? Siamo sicuri che l’obiettivo sia soltanto quello di renderci le cose più semplici e non si tratti, invece, di disabituarci a ragionare ed anche ad assumerci le nostre responsabilità? La scelta comporta un’azione semplice, soprattutto quando essa è binaria: bianco o nero, zero o uno, mare o montagna, bionda o bruna, ecc. oppure avviene rispetto a domande con risposte multiple, come accede nei quiz televisivi: cos’è giusto a, b o c? Ovvero, preferisci la busta uno, due o tre? Davvero possiamo equiparare la vita ad un quiz televisivo, soprattutto se il risultato giusto da trovare non è frutto di un ragionamento e di una preparazione, ma soltanto della fortuna?

La scelta, il più delle volte, assume una configurazione più semplice di quanto non accada nel caso della decisione, in quanto le opzioni individuate contengono già la risposta giusta. Si parla di scelta libera quando non è ipotizzato alcun predeterminato orientamento, mentre si parla di scelta orientata quando tra le due, tre, quattro o più opzioni vi sia quella ritenuta giusta. Ma chi lo stabilisce quale sia quella giusta? Ecco, volendo giocare con le parole, la scelta la stabilisce chi decide le opzioni sulle quali compiere la scelta stessa.

Chi sceglie esegue, chi decide governa: l’esempio della politica e delle liste elettorali

Scegliere è l’azione di chi esegue sulla base delle decisioni assunte da chi organizza, vale a dire chi decide. Solo apparentemente il soggetto chiamato a scegliere è davvero padrone del suo comportamento. Vorrei fare un esempio applicato alla politica. Sceglie chi vota questo o quel partito, questo o quel candidato. Decide chi compone le liste del partito ed elabora un programma, sulla base di una valutazione di merito che può riguardare fattori diversi: la preparazione, le esigenze della società, la “pancia” dell’elettorato, gli interessi del partito, ecc. Ciò premesso mi permetto di fare un gioco: è meglio stare dalla parte di chi sceglie o dalla parte di chi decide? È meglio contribuire alla elaborazione delle possibili scelte oppure è meglio limitarsi ad individuarne una, forse a caso?

Democrazia piena o democrazia formale: quando la scelta sostituisce la decisione partecipata

La democrazia è piena, ed è ben realizzata quando le fasi della decisione sono aperte, sono partecipate, sono il frutto di una elaborazione, più meno complessa, compiuta su vari livelli. La democrazia è soltanto formale quando si induce a confondere i destinatari delle domande facendo credere loro di partecipare ad una decisione, mentre stanno partecipando soltanto ad una scelta, le cui opzioni sono state elaborate da chi decide.

Ciò che mi preoccupa è che le riforme ipotizzate sia dalla destra che dalla sinistra puntino a mantenere inalterato l’equivoco, restringendo sempre di più lo spazio per le decisioni partecipate, allargando, di conseguenza, lo spazio per le scelte formulate sulla base di decisioni compiute da altri, altrove!

Non credo che in democrazia, parlo di quella vera e ben realizzata, vi siano alternative alla piena affermazione di due concetti: la preparazione e la partecipazione. La preparazione serve a capire, la partecipazione serve a decidere. Tutto il resto serve solo per colorare la realtà pasticciandone le sfumature.