PALERMO – Con la relazione di domani del presidente della Regione siciliana all’Assemblea regionale si potrà dare inizio ufficioso alla campagna elettorale per le regionali del 2027. Non sarà un inizio ufficiale, ma soltanto perché delle elezioni manca ancora una data. Ad ottenere che Renato Schifani desse la propria disponibilità concertando la fatidica data odierna era stato Cateno De Luca con la sua occupazione del pulpito di Sala d’Ercole e la sponda del presidente di turno, il Cinque stelle Nuccio Di Paola, che ha esortato e sollecitato l’assessore Alessandro Aricò a procedere con una telefonata in diretta al presidente della Regione.
De Luca e il “Governo di liberazione”
Si potrebbe dire che è stato un gioco di squadra tra non alleati o tra alleati di circostanza. Nella convention di presentazione palermitana della strategia del “Governo di liberazione”, Cateno De Luca ha dato una quantità importante di aperture e di possibili allineamenti con il centrodestra colpendo sostanzialmente solo Schifani come nella precedente conferenza stampa all’Ars aveva mirato bene il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. “Voglio ricordare a me stesso che il presidente della Regione si è rifiutato in questi quattro anni di venire in Parlamento a dare conto del programma”, ha detto nelle conclusioni di sabato al Teatro Politeama di Palermo Cateno De Luca che in apertura aveva invece lanciato una proposta sull’anticipazione del voto siciliano rispetto a quello nazionale per smarcare la Sicilia dall’influenza delle segreterie romane e, viceversa, influenzare maggiormente le politiche con il risultato delle urne siciliane.
Una operazione anti-ascarismo, secondo il leader di Sud chiama Nord, che forse non si realizzerà ma da cui parte l’idea di costituire una rete regionale di partiti minori e locali con cui aumentare il peso specifico sul piano nazionale. “Con l’1,5% a Roma non ci prendono sul serio”, aveva detto alla platea. Come in una partita a “Risiko!”, il leader del partito dei sindaci punta a conquistare territori, aumentare le truppe (e il consenso) ed espandersi. A settembre presenterà a Roma il progetto con la lista – una delle quattro – aperta alle forze politiche minori, nel frattempo lavora all’obiettivo Comune di Palermo.
Lo stesso Comune di Palermo che il coordinatore regionale del M5s Nuccio Di Paola aveva suggerito a Ismaele La Vardera e che il leader di Controcorrente – prima definito “figlioccio politico” da Cateno De Luca che in ultimo lo ha chiamato “De Gasperi 4.0” – ha platealmente rifiutato quale possibile accordo nel campo progressista. L’importanza strategica di una eventuale vittoria su Palazzo delle Aquile è però inconfutabile, ed anche La Vardera ne è consapevole. “Credo sia necessario istituire un tavolo per parlare del futuro di Palermo, al momento esiste solo una regia per elezioni regionali e non per la città capoluogo di regione”, ha detto ieri il fondatore di Controcorrente.
La Vardera chiede tavolo con partiti del campo progressista
Sulla scorta del risultato ottenuto ad Agrigento, La Vardera adesso chiede un tavolo con i partiti del campo progressista prima della pausa estiva: “Credo serva confronto con gli alleati, per dare un futuro condiviso ad una città che sembra non averlo, che sembra non avere una visione, che sembra non volere essere degna di una capitale europea”. Da una parte e dall’altra, pare che ci sia la chiara intenzione di rompere l’egemonia di Forza Italia in Sicilia, così come attualmente strutturata, ed anche Marianna Caronia, di Noi Moderati, dalla convention di De Luca ha assestato un colpo alla attuale guida del capoluogo siciliano.
La relazione di Schifani rivelerà anche gli alleati più critici nel centrodestra oltre ad aver dato il ‘là’ ai primari partiti di opposizione per alzare il tiro sull’attuale governo. Per il capogruppo del M5s Antonio De Luca quello di oggi “è un giorno da segnare in rosso sul calendario dell’Ars, visto che il presidente Schifani non solo tornerà a farsi vedere a Sala d’Ercole, ma parlerà anche al Parlamento, cosa rarissima, nonostante il governatore si sia sempre professato, ma solo a parole, un parlamentarista convinto”.
De Luca: “Schifani non si limiti a raccontarci di una Sicilia che va a mille”
De Luca va giù dritto alla vigilia della presenza di Schifani al cospetto di Sala d’Ercole: “Ci auguriamo che non si limiti a raccontarci una Sicilia che va a mille e con un’economia tra le migliori del mondo, cosa di cui i siciliani non hanno il minimo riscontro. Comprendiamo che ci vorrebbero forse tre o quattro sedute almeno, ma vorremmo che si esprimesse anche sulle tantissime cose che non vanno: le liste d’attesa, ad esempio, vive e vegete nonostante, a parole, il suo governo le avrebbe addirittura azzerate anni fa, oppure gli scandali a ripetizione che travolgono con puntuale frequenza la sua maggioranza”.
La questione morale, appena poche ore dopo le polemiche che hanno accompagnato anche questo anniversario della strage del ‘92, torna a gamba tesa in Assemblea regionale e Antonio De Luca tocca tasti dolenti della maggioranza: “Avevo chiesto al presidente dell’Ars, Galvagno, che la nostra mozione di censura nei confronti dell’assessora si votasse domani e lui aveva risposto che lo avrebbe chiesto a Schifani. Cosa ha risposto? Ci auguriamo che Schifani non abbia nulla in contrario, o ha paura che la sua maggioranza ne possa uscire a pezzi, più di quanto non lo sia attualmente?”.
“Dal diritto alla salute negato ai siciliani agli annunci mai concretizzati sugli interventi per le fasce deboli, agricoltura, imprese e amministrazioni locali, sono tanti i punti sui quali il gruppo parlamentare del Partito Democratico chiederà chiarimenti dopo i disastri di questo governo”, ha detto ieri anche il capogruppo del PD all’Ars Michele Catanzaro che, tornando anch’egli sulla questione morale, chiosa: “Soprattutto chiederemo al presidente Schifani di rispondere su un tema: nel suo programma, cosa c’era scritto sotto la voce ‘legalità’? Perché tra governo, deputati di maggioranza, dirigenti di assessorati ed esponenti politici, l’elenco di chi è stato coinvolto in procedimenti giudiziari è talmente lungo che si fa fatica a tenerlo aggiornato”.
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