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Schillaci: Case di comunità terza gamba Sanità, pazienti al centro

Schillaci: Case di comunità terza gamba Sanità, pazienti al centro

Il ministro a Radio Anch’io su Radio 1

Roma, 1 lug. (askanews) – “Le case di comunità fanno parte di una nuova visione della nostra sanità che mette al centro il territorio le vicinanze ai pazienti”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenuto a Radio Anch’io su Radio 1.

“Fino ad oggi – ha affermato Schillaci – avevamo essenzialmente il medico di base, il pronto soccorso degli ospedali, sicuramente importanti ma non sufficienti e rimangono entrambi, ma oggi per i cittadini c’è un terzo punto di riferimento: le case di comunità e qui i cittadini troveranno assistenza primaria cure specialistiche, visite per tanti bisogni di salute che non sono urgenti, ma anche servizi infermieristici per medicazioni, terapie, monitoraggio dei parametri, si potrà fare anche screening e prevenzione, insomma una sanità più vicina ai cittadini più moderna e per dare sempre più cura, ma soprattutto per prendersi cura delle persone. Andiamo a rafforzare la medicina territoriale che soprattutto durante la pandemia del Covid è stato un po’ l’anello debole del nostro servizio sanitario nazionale”.

Secondo il ministro, “queste strutture andranno ad alleggerire le emergenze da un lato e il carico anche sui medici di medicina generale dall’altro, sono una vera e propria terza gamba per la sanità che mancava. Ci aiuteranno pian piano a rendere la sanità più vicina alle persone saranno punti di riferimento sul territorio con le loro equipe multidisciplinari prenderanno in carico i pazienti cronici fragili e alleggeriranno il peso che oggi grava sulle strutture ospedaliere. Io sono convinto anche che ridurranno molto la pressione che oggi c’è sui pronti soccorsi”.

Per il ministro, infine, con le Case di comunità si potrà ridurre se non colmare il gap di strutture sanitarie tra Nord e Sud: “Tutte le regioni, soprattutto nell’ultimo periodo, hanno compiuto degli sforzi importanti per aprire le Case di comunità, qualcuno è stato più veloce, qualcuno è andato già oltre quelli gli obiettivi previsti, qualcuno è rimasto un po’ indietro. La costituzione prevede proprio in Sanità gli stessi diritti per tutti per questo ho voluto con grande forza un accordo nazionale sui medici di Medicina generale e un accordo che metta tutti insieme nelle stesse condizioni. E’ un esempio virtuoso di come si debba lavorare insieme Stato e regioni per dare una risposta veramente a tutti indipendentemente da dove uno è nato e da dove uno risiede. Questo è fondamentale quindi io credo che anche questo gap tra regioni del sud e del nord che da sempre affligge la nostra sanità bisogna riuscire a risolverlo una volta per tutte”.