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Scoperti semi di pomodoro contraffatti a Ragusa, maxi sequestro e denunce

Scoperti semi di pomodoro contraffatti a Ragusa, maxi sequestro e denunce
Guardia di Finanza

Scoperta una filiera illecita legata alla riproduzione, coltivazione e commercializzazione di sementi contraffatte. I finanzieri hanno sequestrato oltre 30mila semi e denunciato i titolari di due aziende agricole di Vittoria e Gela

Operazione della guardia di finanza e dell’Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari) a Ragusa, dove è stata scoperta una filiera illecita legata alla riproduzione, coltivazione e commercializzazione di sementi di pomodoro contraffatte.

Sequestrati oltre 30.000 semi, denunciati i titolari di due aziende agricole

Sotto il coordinamento della procura, i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria insieme ai funzionari dell’ispettorato, hanno sequestrato oltre 30.000 semi e denunciato i titolari di due aziende agricole, un vivaio orticolo e una ditta sementiera che operano tra Vittoria e Gela.

Le indagini e le analisi generiche

Le indagini hanno permesso di individuare, all’interno di un’azienda agricola vittoriese, piantine ottenute da sementi illecitamente riprodotte.

Le successive analisi genetiche hanno confermato che si trattava di ibridi di pomodoro da mensa ad alto valore agronomico “copiati” senza le necessarie autorizzazioni delle ditte titolari dei diritti di proprietà industriale.

Gli approfondimenti investigativi hanno quindi ricostruito l’intera filiera, accertando il ruolo di un vivaio che acquistava i semi da una ditta di Gela per poi rivenderli ad altre aziende agricole.

Le accuse

Nel corso delle perquisizioni delegate dall’autorità giudiziaria sono stati sequestrati migliaia di semi, la cui contraffazione è stata definitivamente confermata da laboratori specializzati. I responsabili sono stati deferiti per violazione dell’articolo 517-ter del codice penale che punisce la fabbricazione e il commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale.

Secondo gli inquirenti, la diffusione di varietà non autorizzate comporta rischi fitosanitari e altera il mercato, danneggiando gli operatori onesti e gli investimenti in ricerca e sviluppo.

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