Scuola, metà degli edifici in Italia sono inagibili, studenti a rischio - QdS

Scuola, metà degli edifici in Italia sono inagibili, studenti a rischio

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Scuola, metà degli edifici in Italia sono inagibili, studenti a rischio

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giovedì 14 Ottobre 2021 - 12:44

Le scuole non sono sempre luoghi sicuri. E non lo sono in almeno la metà dei casi. Ecco il report sugli edifici in Italia.

Il patrimonio edilizio scolastico in Italia è “vetusto e poco sostenibile: un edificio su due non ha ancora il certificato di collaudo statico (46,8%), di agibilità (49,9%), prevenzione incendi (43,9%). Sale al 41% nel 2020 la percentuale degli edifici che hanno necessità di manutenzione urgente contro il 29,2% del 2019.

Lo afferma il XXI rapporto di Ecosistema Scuola (dati 2020) di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi, sullo stato di salute di 7.037 istituti di 98 capoluoghi di provincia, frequentati da oltre 1,4 milioni di studenti. I nuovi edifici costruiti con criteri di bioedilizia sono lo 0,9%.

Vulnerabilità sismica

Per quanto riguarda la ristrutturazione degli edifici, saranno destinati 500 milioni del Pnrr, ricorda Legambiente secondo cui “oltre a fare scelte prioritarie a beneficio delle situazioni strutturali più precarie nelle aree più fragili a partire dalle zone sismiche, sarà importante non prorogare più la scadenza della verifica di vulnerabilità sismica di tutte le scuole, oggi effettuata dalle amministrazioni solo sul 31,5% degli edifici”.

Efficientamento energetico

Per Legambiente serve anche “accelerare il percorso di efficientemento energetico: più del 73% degli edifici sono nelle ultime tre classi energetiche e solo il 5,5% in classe A. In questa partita – spiega l’associazione – sarà fondamentale risolvere alcuni nodi come ridurre la forbice fra fondi stanziati e fondi spesi (su circa 47mila euro a edificio stanziati per la manutenzione straordinaria nel 2020, meno della metà poi sono stati realmente spesi), ridurre i tempi di durata dei cantieri”, che da una elaborazione di Legambiente dello scorso anno su dati Gies, si attestano mediamente intorno ai 300 giorni.

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