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Scuola in Sicilia, studenti con disabilità non tutelati: l’inclusione è lontana

Scuola in Sicilia, studenti con disabilità non tutelati: l’inclusione è lontana
Foto di BeatriceBB da Pixabay

Il 42% degli edifici scolastici dell’Isola presenta ostacoli per studenti con disabilità fisiche o sensoriali

Nella scuola siciliana l’inclusione resta, ancora oggi, più una promessa che una realtà. Secondo i dati rilevati dall’Istat per l’anno scolastico 2023-2024, quasi il 42% degli edifici scolastici dell’Isola presenta ostacoli per studenti con disabilità fisiche o sensoriali. A rendere il quadro ancora più preoccupante è il fatto che il 22% delle scuole siciliane non abbia risposto alle domande dell’Istituto di statistica, con il risultato che i dati disponibili risultano inevitabilmente parziali.

Si tratta di una delle percentuali di mancate risposte più alte d’Italia, un elemento che solleva interrogativi non solo sulle condizioni strutturali degli edifici, ma anche sulla trasparenza e sulla capacità di monitoraggio da parte degli enti competenti. La media nazionale delle scuole che non hanno fornito informazioni, infatti, si ferma al 17,9%.

Barriere architettoniche ancora diffuse

L’Istat ha fotografato l’accessibilità delle scuole statali e non statali nell’anno scolastico 2023-2024 prendendo in considerazione sia le barriere fisiche sia quelle sensoriali. In Sicilia, appena il 36,5% delle scuole può definirsi realmente accessibile dal punto di vista delle barriere architettoniche, che comprendono la presenza di scale non superabili, l’assenza di rampe o ascensori e la mancanza di servizi igienici adeguatamente attrezzati.

Questo significa che oltre sei istituti su dieci presentano ancora ostacoli strutturali tali da limitare o impedire la piena partecipazione degli studenti con disabilità alla vita scolastica quotidiana.

Disabilità sensoriali: un’accessibilità quasi assente

Se le barriere fisiche sono spesso immediatamente riconoscibili, quelle sensoriali risultano meno evidenti ma non meno penalizzanti. Per gli studenti ciechi o ipovedenti, ad esempio, solo l’1,4% delle scuole siciliane è dotato di mappe a rilievo o percorsi tattili, strumenti essenziali per orientarsi in autonomia all’interno degli edifici. Ancora più significativo è il dato secondo cui il 73,8% degli istituti dell’Isola dispone di nessuno o di un solo dispositivo per l’orientamento dei ciechi.

Si tratta di un valore in linea con la media del Mezzogiorno, che si attesta all’1,5%, ma lontano da territori come la provincia autonoma di Bolzano, dove la quota sale al 2,2%, o il Friuli Venezia Giulia, che raggiunge l’1,9%. In ogni caso, anche il dato nazionale restituisce un quadro critico: appena l’1,1% delle scuole italiane è dotato di questi strumenti.

Sicurezza e inclusione per sordi e ipoacusici

La situazione non migliora quando si guarda alle esigenze degli studenti sordi e ipoacusici. In Sicilia solo il 14,6% delle scuole dispone di segnalazioni visive per l’esodo forzato, fondamentali in caso di emergenza. Al contrario, il 63,7% degli istituti ne è privo. Anche in questo ambito l’Isola si colloca al di sotto della media nazionale, dove le scuole dotate di questi sistemi raggiungono il 16,7%.

Il divario territoriale e il problema della governance

L’analisi dei dati aggregati per macroaree mette in evidenza un divario strutturale tra Nord e Sud del Paese. Nel Nord Italia le scuole fisicamente accessibili sono il 44,2%, al Centro il 39,9%, mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 36,7%. La Sicilia si allinea dunque alle difficoltà strutturali del Sud, ma si distingue ulteriormente per l’elevata percentuale di scuole che non forniscono dati, un segnale che potrebbe indicare l’assenza di censimenti aggiornati o criticità nella governance del sistema scolastico regionale.

Un problema che va oltre le strutture

Il problema, però, non è solo infrastrutturale. È anche culturale e politico. L’accessibilità non può essere considerata un dettaglio tecnico, ma una condizione essenziale per garantire il diritto allo studio e la piena partecipazione degli studenti con disabilità. Eppure, nella scuola italiana del 2024, troppo spesso resta un optional, nonostante l’esistenza di norme e linee guida da anni in vigore, a partire dalla Legge 104 del 1992, e di fondi dedicati che in molti casi risultano sottoutilizzati.

Le famiglie con figli disabili continuano così a confrontarsi con istituti privi di ascensori funzionanti, con uscite di emergenza non segnalate in modo adeguato o con edifici che non sono nemmeno mappati per valutare l’effettiva accessibilità. Una situazione che produce disuguaglianze territoriali profonde e discriminazioni individuali che vanno ben oltre i numeri e le statistiche.

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