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Sequino: formazione e innovazione per il futuro del Pinot Grigio Doc

Sequino: formazione e innovazione per il futuro del Pinot Grigio Doc

Consorzio Delle Venezie al Salone della Csr con 2 progetti sostenibili

Milano, 19 ott. (askanews) – “I progetti che stiamo portando avanti offriranno strumenti concreti per rafforzare la capacità delle imprese di affrontare le nuove sfide e adattarsi ai modelli emergenti. In uno scenario complesso come quello attuale, riteniamo fondamentale partecipare attivamente all’analisi della congiuntura per definire nuovi spazi di competitività e tracciare il futuro del settore vitivinicolo”. Lo ha detto il direttore del Consorzio di Tutela Vini delle Venezie Doc, Stefano Sequino, nel corso della tavola rotonda del “Salone della Csr e dell’Innovazione Sociale” all’Università Bocconi di Milano, “un contesto strategico di confronto sui temi centrali per il futuro del nostro settore”, dove il Consorzio ha presentato la propria visione sulla sostenibilità della filiera vitivinicola italiana. L’intervento ha evidenziato il ruolo dei Consorzi nella gestione territoriale e nella promozione di un modello produttivo sostenibile, orientato all’innovazione e alla responsabilità sociale.

Nel corso dell’incontro, Sequino ha illustrato due progettualità strategiche. La prima riguarda lo sviluppo del Pinot Grigio Doc a bassa gradazione alcolica e l’introduzione di varietà resistenti Piwi nella quota complementare del Disciplinare di produzione della Doc Delle Venezie, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e migliorare la sostenibilità economica della filiera del Pinot Grigio nordestina. La seconda, denominata “Impresa-Giovani-Futuro”, nasce in collaborazione con la Rete degli Istituti tecnici agrari italiani (Renisa) ed è dedicata alla formazione e all’inserimento delle nuove generazioni nel settore vitivinicolo.

Il direttore ha inoltre sottolineato la rilevanza del Regolamento europoe (2024/1143) di riforma delle Indicazioni Geografiche, che attribuisce ai Consorzi di tutela un ruolo potenziato nella gestione del territorio viticolo e nella definizione di pratiche di sostenibilità integrate nei tre pilastri economico, sociale e ambientale. Tale riforma, ha spiegato, consolida il ruolo dei Consorzi come attori di sviluppo territoriale e promotori di un modello di viticoltura più equilibrato e resiliente.

L’incontro, moderato da Laura Ricci, founder e senior sustainability advisor di Linfa Consulting, ha riunito i rappresentanti dei Consorzi Sicilia Doc, Vini del Trentino e Prosecco Doc, oltre al Centro di ricerca in viticoltura ed enologia (Crea-VE). Il dibattito ha evidenziato la necessità di ampliare il concetto di sostenibilità oltre la dimensione ambientale, includendo quella economica e sociale, e di favorire una gestione integrata dei territori vitivinicoli.

Il Crea-VE, rappresentato dal direttore Riccardo Velasco, ha portato il punto di vista della ricerca scientifica, illustrando strumenti concreti per una viticoltura più resiliente, tra cui varietà resistenti, gestione integrata delle risorse idriche, modelli digitali di monitoraggio e diffusione della conoscenza come strumento di innovazione. “La ricerca è oggi uno strumento chiave per una viticoltura responsabile e sana, non solo per soluzioni tecniche, ma anche per trasferire conoscenza alle imprese e rendere l’innovazione accessibile” sottolinea Velasco.

La Denominazione Delle Venezie Doc conta oggi una superficie produttiva di 27mila ettari e una produzione di 230 milioni di bottiglie, in una filiera composta da 6.141 viticultori, 575 aziende di vinificazione e 371 di imbottigliamento. La Doc rappresenta l’85% del Pinot Grigio italiano e il 43% di quello mondiale.