Roma, 27 feb. (askanews) – Serafino Cremonini è il nuovo presidente di Federprima – Federazione italiana delle imprese dei cereali, della nutrizione animale e delle carni. L’assemblea dei soci ha eletto oggi la squadra di presidenza che guiderà la Federazione nel biennio 2026-2027. Insieme a Cremonini sono stati eletti vicepresidenti Silvio Ferrari e Andrea Valente.
Nel suo intervento programmatico, Cremonini ha indicato la linea del mandato: rafforzare e aggregare il mondo della prima trasformazione agroindustriale, valorizzandone la specificità e costruendo un perimetro rappresentativo più coeso e riconoscibile. “Federprima deve consolidarsi come il punto di riferimento della prima trasformazione industriale nel sistema Confindustria. Dobbiamo aggregare le associazioni più vicine a questo mondo, rafforzare la nostra capacità di sintesi e parlare con una voce autorevole e unitaria”.
Tra le priorità del mandato il rafforzamento della rappresentanza della prima trasformazione agroindustriale all’interno del sistema Confindustria, con l’obiettivo di consolidarne il ruolo e favorire un maggiore coordinamento tra le componenti del settore. L’ampliamento della Federazione sarà perseguito secondo criteri di coerenza settoriale e sostenibilità organizzativa, per accrescere la capacità rappresentativa senza sovrapposizioni né conflitti di ruolo.
Cremonini ha sottolineato la necessità di lavorare per una maggiore integrazione del settore alimentare nel suo complesso all’interno del sistema confindustriale. “Il settore food è tra i principali pilastri della manifattura italiana. Prima e seconda trasformazione devono collaborare per costruire posizioni comuni sui grandi temi strategici e restituire piena autorevolezza all’industria alimentare nel sistema Confindustria”.
L’obiettivo è contribuire a un assetto della rappresentanza industriale alimentare più ordinato, efficace e capace di esprimere sintesi condivise, evitando frammentazioni che indeboliscono l’interlocuzione con le istituzioni. Federprima rappresenta un comparto che integra cereali, nutrizione animale e carni, riunendo circa 300 imprese per un fatturato complessivo superiore ai 25 miliardi di euro, con un ruolo strategico nell’approvvigionamento delle materie prime, nella sicurezza alimentare e nella competitività dell’industria agroalimentare italiana, contribuendo in modo determinante alla tenuta e allo sviluppo della filiera nazionale.

