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Servizio civile, alla Scuola superiore di Catania dialogo tra istituzioni, università e terzo settore

Servizio civile, alla Scuola superiore di Catania dialogo tra istituzioni, università e terzo settore
Da sinistra: Laudani, Tregua, Nicotra, Losco (cb)

Sabato scorso la lectio magistralis di Silvia Losco, dirigente dell’Ufficio Scu della Presidenza del Consiglio

CATANIA – Il Servizio civile universale come strumento di crescita dei giovani, partecipazione civica e sviluppo dei territori è stato al centro dell’incontro ospitato dalla Scuola superiore di Catania che ha avuto come momento principale la lectio magistralis di Silvia Losco, dirigente dell’Ufficio per il Servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’appuntamento, moderato dal nostro direttore Carlo Alberto Tregua, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’Università di Catania e del terzo settore per riflettere sul presente e sul futuro del Servizio civile universale.

Università di Catania e Servizio civile: crediti formativi e valori civici per gli studenti

Dopo i saluti istituzionali della presidente della Scuola superiore di Catania Ida Nicotra, il confronto è stato aperto da Margherita Ferrante, delegata del rettore dell’Università di Catania per la Terza Missione, che ha condiviso le informazioni riguardanti il percorso avviato dall’ateneo catanese sul fronte “Scu”.

“L’Università di Catania ha scommesso tantissimo su questo percorso, che è uno dei punti saldi della Terza Missione dell’ateneo etneo – ha detto Ferrante -. Il rettore Enrico Foti ha voluto fortemente investire, tanto è vero che ai ragazzi che vi partecipano sono riconosciuti crediti formativi universitari e anche certificazioni specifiche che possono essere valorizzate negli ambiti dei percorsi universitari”. Per la delegata alla Terza missione, l’investimento dell’ateneo punta ad andare oltre gli aspetti formativi: “Come Terza missione riponiamo grandi aspettative nell’ambito del Servizio civile universale anche per riportare l’eticità nel comportamento degli studenti iscritti. Quest’ultimo fa da sostegno alle attività territoriali, che riguardano il bello, come musei e parchi archeologici, ma anche la fragilità. I ragazzi hanno grande necessità di scommettersi e fare questa esperienza formativa in un tempo in cui molti valori, pian piano, si sono persi. Il rettore Enrico Foti lo aveva inserito già nel suo programma: lavorare non solo sulla conoscenza e la cultura, ma sull’aspetto dei valori dei giovani che restano fortemente importanti”.

Formare cittadini consapevoli: il percorso di accreditamento dell’Unict come ente Scu

Sul ruolo dell’università nella formazione della cittadinanza attiva è intervenuta anche Concetta Laudani, delegata del rettore dell’Università di Catania per il Terzo Settore: “Quando alcuni mesi fa abbiamo avviato l’iter di accreditamento dell’Università quale ente autonomo per il Servizio civile universale, alcuni colleghi hanno chiesto perché. La risposta è semplice: l’università non forma più solo professionisti competenti ma deve contribuire a formare cittadini competenti e consapevoli“. Laudani ha evidenziato come le trasformazioni sociali degli ultimi decenni rendano necessaria la formazione di una nuova classe dirigente civica. “Abbiamo bisogno di donne e uomini competenti, preparati, capaci di comprendere i bisogni delle comunità e di assumersi le responsabilità necessarie per costruire una società più giusta ed equa“, ha proseguito la docente che ha inoltre ricordato le difficoltà burocratiche affrontate nel percorso di accreditamento dell’ateneo. Un iter che ha subito rallentamenti perché l’Unict dovrebbe essere riconosciuta quale ente accogliente e non ente titolare di Servizio civile universale.

Losco (Presidenza del Consiglio): 58mila giovani in servizio, ma i fondi non bastano

Al centro della giornata la lectio magistralis di Silvia Losco, dirigente dell’Ufficio per il Servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha spiegato il funzionamento della macchina organizzativa nazionale e le prospettive future del percorso. “Oggi sono circa 58 mila i ragazzi in servizio e ogni anno vengono pubblicati bandi per circa 60 mila giovani. Non abbiamo fondi sufficienti per finanziare tutti i posti richiesti. La domanda è molto alta, soprattutto in alcune parti d’Italia”. Il Servizio civile rappresenta anche un’opportunità di avvicinamento al lavoro. “Non bisogna nascondere che si tratta di un anno pagato dallo Stato e che rappresenta un potenziale importante per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”. Ripercorrendone l’evoluzione storica, Losco ha evidenziato la differenza rispetto alle origini legate all’obiezione di coscienza. “C’è una discontinuità rispetto alla storia iniziale, che nasce dall’obiettore di coscienza. Oggi i giovani non sono obiettori, ma sentono il valore della pace, della giustizia e dell’integrazione“. Nel corso del suo intervento Losco ha richiamato anche le celebrazioni del 2 giugno, ricordando la presenza del Servizio civile alla Festa della Repubblica e rivolto i complimenti ad Andrea Testa; giovane catanese poco più che ventenne che è stato ‘capitano’ del corteo organizzato per il venticinquesimo anniversario del Servizio Civile, negli 80 anni dalla nascita della Repubblica. Un passaggio è stato dedicato anche ai giovani con disabilità impegnati nei progetti Scu. “Quando si vedono queste cose si capisce il vero senso del proprio lavoro”.

Nicotra, Schillaci e Antonelli: sussidiarietà, territorio e cittadinanza generativa

Prima dell’intervento di Annalisa Schillaci, coordinatrice responsabile Scu Ultreya Pedara odv, la riflessione della presidente Ida Nicotra. “All’interno dell’istruzione pubblica, privato e pubblico costruiscono la comunità. Il Servizio civile si sposa con il principio universale della sussidiarietà. Occorre una pianificazione strategica di progetti che abbiano una logica di servizio al territorio, coinvolgendo comuni, regioni, scuola e università”, ha sottolineato la presidente della Scuola superiore di Catania. L’ulteriore importanza dell’incontro è stata evidenziata dalla professoressa Schillaci, che, dialogando con Losco, ha portato durante l’incontro un dialogo di natura più tecnica. Il valore del confronto tra istituzioni, università ed enti per coordinatrice catanese è fondamentale. “Oggi per il nostro territorio è un valore enorme, perché poter parlare insieme all’Università, insieme agli enti e a persone esperte del Servizio Civile delle nuove progettazioni serve a legare ancora di più le necessità delle comunità alle grandi opportunità concesse dai giovani con le loro capacità di proporre soluzioni e mettersi a servizio del territorio, per consentire uno sviluppo della società e una promozione di equità sociale“. Il rapporto tra università, giovani e territorio è tornato al centro dell’intervento di Vincenzo Antonelli, delegato per la Terza Missione del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania. Il docente ha preso da poco ruolo a Catania. “Sono felice perché sto contribuendo ad accreditare l’Università di Catania. Deve farlo per essere anche motore civile all’interno delle città. Abbiamo quasi 50 mila studenti, il più grande bacino di giovani della Sicilia sud-orientale”. Antonelli ha poi richiamato la propria esperienza con il Servizio civile. Riallacciandosi ai festeggiamenti recenti, ha dichiarato: “I ragazzi presenti all’incontro di oggi possono essere considerati padri e madri costituenti perché il Servizio civile riesce a declinare una grammatica costituzionale. Servizio civile vuol dire attuare i valori fondamentali della nostra Carta costituzionale, penso alla solidarietà, alla pace, al pluralismo. Diritti e doveri che convivono insieme. Il Servizio civile è cittadinanza generativa, un’esperienza che non si conclude in se stessa, ma trasforma la persona e genera qualcosa di buono nell’ottica del bene comune”.

Distefano e Tregua: infrastrutture sociali, interesse generale e cultura come libertà

Sul ruolo del terzo settore si era soffermato ad apertura dell’incontro anche Alfredo Distefano, presidente del Comitato Provinciale della Misericordia di Catania. “Quando si parla di sviluppo troppo spesso politica ed economia si concentrano sugli elementi materiali. La nostra esperienza ci dice qualcosa di diverso: non ci può essere sviluppo senza investimenti sulle infrastrutture sociali“. Consensi, anche da parte dei giovani presenti in sala per l’intervento del nostro direttore, Carlo Alberto Tregua, che ha così introdotto la sua moderazione. “Siamo una collettività e dobbiamo ragionare mettendo al primo posto l’interesse generale, mentre l’Italia è purtroppo dominata da lobby, centri di potere, organizzazioni che tirano il lenzuolo dal proprio lato e scoprono quello dell’interesse generale. Con la campagna che ho proposto a tutti i direttori dei quotidiani nazionali, chiamata ‘Cultura è libertà’, vogliamo ricordare che se i cittadini non sono colti, non sono liberi. Diventano facilmente manipolabili dai ‘blablatori’, che purtroppo oggi sono diffusi in maniera enorme attraverso i nuovi media sociali” ha sottolineato Tregua raccogliendo gli applausi della platea.