La comunità di Acate, in provincia di Ragusa, è sotto shock. Salvatore Petino, giovane di soli 18 anni, è morto improvvisamente nella sua abitazione per cause naturali. Una vita intera davanti, interrotta senza preavviso, senza senso apparente. La comunità iblea è scossa, e a farsi portavoce del dolore collettivo è il sindaco Gianfranco Fidone, che sul suo profilo social ha affidato alle parole ciò che le parole riescono a malapena a contenere.
Il cordoglio del sindaco
«Cosa resta di una vita? Restano foto che raccontano momenti felici, restano i rumori delle risate insieme, restano i ricordi indelebili di attimi che non torneranno mai più». Fidone non si è limitato a un comunicato formale. Ha scritto di pancia, da uomo prima ancora che da amministratore, pubblicando una fotografia che lo ritrae accanto al giovane Salvatore in un momento istituzionale. Un’immagine che oggi ha tutt’altro peso. Per la scomparsa di Salvo, a soli 18 anni, resta un nodo alla gola che non va giù», ha continuato il primo cittadino. «Questo ragazzone alto e forte l’ho visto letteralmente nascere, l’ho visto diventare uomo». Tra il sindaco e la famiglia Petino c’è un legame che va oltre la politica, un’amicizia profonda che rende il lutto ancora più personale, ancora più difficile da elaborare. «A questa famiglia va l’abbraccio sentito e sincero di tutta Acate, che ha appreso attonita la tragica notizia”.
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