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Siccità in Sicilia, crollano i livelli di acqua negli invasi: c’è attesa per lo stato di emergenza nazionale

A leggere l’ultimo bollettino diramato dall’Autorità di bacino della Sicilia c’è da mettersi le mani nei capelli. Al primo aprile risultano disponibili negli invasi dell’Isola poco più di 300 milioni di metri cubi di acqua, cioè il 35% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, quando se ne contavano quasi 500 milioni. Uno scarto impressionante che descrive la drammaticità del quadro siciliano appeso adesso alle decisioni di Roma circa la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.
Lo scorso mercoledì 24 aprile, la Giunta Schifani ha trasmesso tutta la documentazione necessaria per ottenere la suddetta declarazione. Nel dossier le soluzioni proposte dalla cabina di regia guidata dal presidente della Regione e coordinata dal capo della Protezione civile regionale per porre freno in tempi rapidi alla crisi dovuta alla mancanza di piogge.

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Gli interventi necessari

“Il gruppo di lavoro, impegnato anche in questi giorni in continue riunioni – si legge in una nota diramata dall’ufficio stampa -, ha individuato gli interventi necessari, differenziati a seconda dei tempi di realizzazione. Tra quelli di rapida attuazione, l’acquisto di nuove autobotti per i comuni siciliani in crisi, la rigenerazione dei pozzi e delle sorgenti e il ripristino di quelli abbandonati, il potenziamento degli impianti di pompaggio e delle condotte esistenti, la realizzazione di nuove condotte di bypass. Per i prossimi mesi, invece, si sta valutando la ristrutturazione e il riavvio del dissalatore di Porto Empedocle, nell’Agrigentino, e di uno dei due tra quelli di Trapani e Gela (nel Nisseno), operazione che richiederà tempi e procedure di gara più lunghe”.

“Nello stesso tempo, il dipartimento regionale di Protezione civile – spiega l’Amministrazione siciliana – ha istituito nove tavoli tecnici presso il Genio civile dei capoluoghi di ogni provincia, con rappresentanti del dipartimento delle Acque, dei Consorzi di bonifica, e dell’Autorità di bacino. Ne sono scaturite numerose proposte di interventi urgenti, passate al vaglio della cabina di regia. Inoltre, diverse riunioni sono state svolte con Siciliacque, Aica Agrigento, Caltacque e Acque Enna”.

I prossimi passi attesi

Si aspetta ora che il Consiglio dei ministri proceda con la dichiarazione dello stato di emergenza per la siccità, provvedimento atteso per la settimana prossima insieme allo stanziamento delle prime somme per gli interventi più urgenti.

Non c’è, insomma, un minuto da perdere anche perché, come rivelano le associazioni di categoria, si è superato il livello di guardia. “Aumento delle temperature e scarsità di pioggia, mettono in crisi l’agricoltura in Sicilia. Dalle nostre cooperative arriva un disperato appello in quanto filiere come quella vitivinicola ed ortofrutticola, già fortemente provate dai cambiamenti climatici e dalla peronospora, rischiano letteralmente il collasso” ha segnalato, nei giorni scorsi, Cristian Maretti presidente di Legacoop Agroalimentare.

A pesare “come raccontano le cooperative siciliane di Legacoop Agroalimentare, è, sì la siccità ma anche l’ormai strutturale carenza d’acqua negli invasi” continua Maretti. “La crisi che colpisce gli invasi siciliani rischia di avere contraccolpi drammatici sulla produzione agricola dell’isola”.

Siccità in Sicilia: la situazione agricola nell’isola

La Sicilia è tra le regioni d’Italia con le maggiori superfici agricole utilizzate (1,342 milioni di ettari, 338mila destinati a biologico), conta 142.416 aziende attive nel settore agricolo che arrivano a 160.629 (il 13% del totale Italia) con il tutto il comparto agrifood, e un valore alla produzione di 9,7 miliardi di euro. La Regione ha stimato perdite comprese tra 1 e 2,7 miliardi di euro a seconda delle precipitazioni che dovessero verificarsi o meno nei mesi di aprile e maggio.

Intanto al di qua dello Stretto, l’acqua inizia ad essere un bene tutt’altro che scontato. Persino nel capoluogo di Regione un’ordinanza sindacale ha previsto, fino al prossimo 31 dicembre o fino a comunicazione di cessata emergenza, il divieto di “utilizzare l’acqua potabile per innaffiare le piante di balconi e giardini dalle 5 alle 23 e di lavare i veicoli privati, con esclusione degli autolavaggi”.

Acqua per gli agricoltori della Piana di Catania

Lunedì prossimo partono i lavori del Consorzio di bonifica di Catania per canalizzare provvisoriamente le acque del fiume Simeto a valle della traversa di Ponte Barca. A stabilirlo la cabina di regia per l’emergenza idrica in attesa delle riparazioni definitive finanziate dalla Protezione civile regionale che richiedono circa due mesi.