PALERMO – I dati del censimento 2023, da poco pubblicato da Istat, delineano per la Sicilia un panorama immobiliare complesso, caratterizzato da un’elevata propensione alla proprietà, ma anche da un tasso di inutilizzo del patrimonio edilizio superiore alla media nazionale. Al 31 dicembre 2023, l’Isola conta un totale di 4.253.564 abitazioni. Di queste, solo 2.777.973 risultano occupate da residenti, pari al 65,3% dell’intero patrimonio regionale. Questo dato è sensibilmente inferiore alla media italiana del 73,2% e posiziona le Isole (Sicilia e Sardegna) come l’area con la minore quota di utilizzo abitativo nel Paese.
Crescono le abitazioni ma aumentano anche le case non occupate
Tra il 2021 e il 2023, il numero totale di abitazioni in Sicilia è cresciuto dello 0,9%, un incremento trainato principalmente dalle abitazioni occupate (+1,2%), mentre quelle non occupate o occupate da non residenti sono aumentate dello 0,4%. Queste ultime ammontano a circa 1,47 milioni di unità. La crescita delle case vuote nel Mezzogiorno è attribuibile sia alla ripresa dei flussi migratori in uscita, sia alla forte presenza di seconde case.
Sicilia terra di proprietari: affitti tra i più bassi d’Italia
La Sicilia, insieme al Nord-Est, detiene la quota più alta di famiglie che vivono in abitazioni di proprietà, raggiungendo il 74,9%. Al contrario, il mercato degli affitti appare meno sviluppato rispetto ad altre zone del Paese: solo il 14,8% delle famiglie siciliane vive in affitto, il valore più basso registrato tra tutte le ripartizioni geografiche italiane (contro una media nazionale del 19,6%). Un dato particolarmente distintivo dell’Isola riguarda le abitazioni occupate ad “altro titolo” (come l’uso gratuito): la Sicilia e la Sardegna guidano questa classifica con il 10,3%, evidenziando una dinamica sociale dove il sostegno familiare, o forme di possesso informale, pesano molto più che nel resto d’Italia (media nazionale al 6,5%).
Superficie media e indice di affollamento abitativo
In termini di spazio, la superficie media di un’abitazione occupata in Sicilia è di 102,8 metri quadrati, valore superiore alla media nazionale di 101,3. Tuttavia, questa ampiezza media nasconde sacche di criticità. L’indice di superficie abitativa critica (Isac), che monitora il disagio nelle famiglie con almeno quattro componenti, rivela che l’1,2% delle abitazioni occupate nell’Isola (pari a 32.698 unità) versa in condizioni di particolare affollamento. Se si analizza il dato regionale specifico, la Sicilia presenta un valore Isac prossimo all’1,4%, posizionandosi tra le regioni con le situazioni di affollamento più intenso, subito dopo Campania e Lazio.
Coabitazioni e famiglie pluricomponenti
In Sicilia si contano 40.849 abitazioni occupate da famiglie coabitanti, ovvero case dove risiedono due o più nuclei distinti. Questo dato rappresenta il 12,7% del totale nazionale delle coabitazioni. All’interno di queste abitazioni condivise il 6,4% è occupato esclusivamente da famiglie straniere. Un altro 27,1% è occupato da sole famiglie pluricomponenti (con due o più membri). Nello specifico, la Sicilia è tra le prime regioni per incidenza di abitazioni condivise da famiglie numerose, con il 29,4% delle coabitazioni che coinvolge nuclei pluricomponenti.
Divario Centro-Nord e Mezzogiorno nell’utilizzo delle abitazioni
Il confronto tra la Sicilia e le altre regioni evidenzia profonde disparità strutturali tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno. Mentre in Sicilia oltre un terzo delle case (34,7%) resta non occupato da residenti, regioni come il Lazio (78,3%), la Lombardia (78,2%) e l’Emilia-Romagna (78,1%) mostrano un utilizzo molto più efficiente del patrimonio edilizio disponibile. All’estremo opposto troviamo la Valle d’Aosta, dove le abitazioni non occupate superano addirittura quelle occupate (56,1%).
La Sicilia, come scritto in precedenza, si conferma una terra di proprietari, superando ampiamente il Sud (72,4%) e il Nord-Ovest (73,5%). La differenza più marcata si nota negli affitti: se nel Nord-Ovest oltre una famiglia su cinque (21,6%) vive in locazione, in Sicilia questa quota scende drasticamente. Il divario Nord-Sud è lampante nell’analisi della superficie abitativa critica.

