Tra il granchio rosso e il pesce scorpione (ma non solo), la Sicilia – ma più in generale il Mediterraneo – è ormai stabilmente terreno fertile per le specie aliene marine, sempre più frequenti e avvistate nei nostri ambienti. Per capire al meglio i motivi di questa forte crescita di avvistamenti delle specie aliene, ma anche per comprendere quali siano le zone dell’Isola maggiormente “coinvolte” da questo fenomeno, il Quotidiano di Sicilia ne ha parlato con Francesco Tiralongo di AlienFish, progetto EFMM portato avanti da un un gruppo di esperti del settore che si occupa di monitoraggio e studio delle specie ittiche rare e non indigene.
Le specie aliene marine in Sicilia: le motivazioni dietro ai numerosi avvistamenti nell’Isola
Con Tiralongo, tracciamo subito un quadro sulla situazione in Sicilia, con la presenza – e gli avvistamenti – delle specie aliene marine che è ormai (quasi) una costante. A cosa è dovuto? Ce lo spiega l’esperto di AlienFish: “La Sicilia si trova in una posizione particolarmente strategica nel Mediterraneo e, per certi versi, rappresenta una sorta di crocevia naturale per molte specie in espansione. Il fenomeno che osserviamo non ha però una sola causa. Da una parte c’è l’ingresso continuo di nuove specie attraverso diverse vie, prima fra tutte il Canale di Suez per molte specie di origine indo-pacifica, ma anche il trasporto marittimo, ad esempio attraverso le acque di zavorra o il fouling delle navi”.
“A questo si aggiunge un fattore oggi fondamentale: il progressivo riscaldamento del Mediterraneo”. – afferma l’esperto. Poi, spiega ancora, “molte specie provenienti da aree tropicali o subtropicali trovano ormai condizioni ambientali sempre più favorevoli non soltanto per sopravvivere, ma anche per riprodursi e ampliare rapidamente la propria distribuzione. Fenomeni atmosferici, correnti e particolari condizioni oceanografiche possono poi accelerarne il trasporto e favorire la comparsa in nuove aree”.
“La Sicilia – afferma l’esponente di AlienFish – soprattutto lungo le coste orientali e meridionali, si trova quindi in prima linea. Non è un caso che negli ultimi anni proprio qui abbiamo documentato diverse nuove presenze e, cosa forse ancora più importante, la rapida espansione di specie che fino a poco tempo fa erano considerate occasionali. Il vero cambiamento, infatti, non è soltanto che arrivano nuove specie, ma la velocità con cui alcune di esse riescono oggi a colonizzare il Mediterraneo centrale”.
Le zone più coinvolte negli avvistamenti
Detto delle cause dietro alla presenza ormai costante delle specie aliene marine sull’Isola, cerchiamo di comprendere quali sono le zone in Sicilia maggiormente coinvolte negli avvistamenti recenti. Come afferma Francesco Tiralongo, la Sicilia orientale e sud-orientale è sicuramente “una delle aree che ci fornisce più informazioni, dal Messinese lungo tutta la costa ionica fino al Siracusano e all’estremo sud dell’isola”. Ma non solo, perchè c’è anche “il Canale di Sicilia” che “rappresenta un settore estremamente interessante, perché è una zona di passaggio e incontro tra masse d’acqua e componenti faunistiche differenti”.
“Bisogna però precisare che un maggior numero di segnalazioni non significa necessariamente una maggiore presenza di specie aliene: conta anche quanto una determinata area viene osservata” – puntualizza Tiralongo, membro di AlienFish. “È proprio per questo che avere una rete ampia e continuativa è così importante. AlienFish opera da molti anni coinvolgendo pescatori professionisti e ricreativi, subacquei, fotografi e semplici appassionati, e questo ci permette non solo di registrare una nuova specie, ma soprattutto di seguirne nel tempo l’espansione”.
Per quanto riguarda la media di segnalazioni in Sicilia durante l’anno, al momento “è difficile indicare una stima fissa” – spiega AlienFish – perché le segnalazioni possono cambiare considerevolmente da un anno all’altro e aumentare improvvisamente quando una specie entra in una fase di forte espansione. Possiamo però parlare di diverse decine di segnalazioni validate ogni anno per la Sicilia, considerando le differenti specie e le informazioni che arrivano attraverso la nostra rete di cittadini, pescatori, subacquei e altri osservatori del mare
AlienFish e il progetto dell’utilizzo AI per rafforzare il lavoro di monitoraggio: c’è il finanziamento da parte dell’UniCt
Per rafforzare ancor di più il proprio lavoro di monitoraggio, negli ultimi tempi AlienFish ha portato avanti un piano di potenziamento legato all’AI e al suo utilizzo, finanziato di recente dall’Università di Catania. A raccontarlo nel dettaglio è proprio l’esperto di AlienFish: “Il nuovo progetto rappresenta per noi un’evoluzione naturale del lavoro svolto finora. Con AlienFish abbiamo costruito negli anni una rete di citizen science capace di raccogliere un’enorme quantità di informazioni dal territorio. Adesso vogliamo affiancare a questa rete gli strumenti offerti dall’intelligenza artificiale”.
Cosa cambierà nel lavoro di monitoraggio di AlienFish? “Con AI-CitizenMed, il progetto finanziato dall’Università di Catania, lavoreremo sull’utilizzo dell’IA per analizzare immagini e video, supportare il riconoscimento delle specie e rendere più rapido il processo di selezione e validazione delle segnalazioni”. Per quanto riguarda il fine del progetto, Francesco Tiralongo di AlienFish ci spiega: “L’obiettivo non è sostituire il ricercatore, e tantomeno il contributo dei cittadini, ma aumentare enormemente la nostra capacità di gestire e interpretare i dati”.
“Un altro aspetto molto interessante sarà quello predittivo: mettendo insieme segnalazioni, distribuzione delle specie e informazioni ambientali, potremo individuare le aree maggiormente esposte all’arrivo o all’espansione di determinate specie. In altre parole, vogliamo passare sempre più da un sistema che ci dice “questa specie è arrivata qui” a uno capace anche di suggerirci “questa potrebbe essere una delle prossime aree da controllare”.
“È questo, secondo me, il passaggio più importante” – chiude Francesco Tiralongo, esponente di AlienFish – unire citizen science, ricerca sul campo e intelligenza artificiale per avere un monitoraggio più veloce, capillare e, soprattutto, sempre più utile anche in termini di prevenzione e gestione”.
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