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In Sicilia gli artigiani sono ormai in via di estinzione. Persi in cinque anni circa 6.500 operatori del settore

In Sicilia gli artigiani sono ormai in via di estinzione. Persi in cinque anni circa 6.500 operatori del settore

Per la categoria un crollo sovrapponibile a quello nazionale. Reggono, invece, i numeri della categoria commercio

PALERMO – Il mondo del lavoro autonomo in Sicilia mostra segnali contrastanti. A rivelarlo sono i dati aggiornati dell’Osservatorio dell’Inps dedicato agli artigiani e commercianti, che fotografano un settore in continua evoluzione. Da un lato, gli artigiani registrano un calo costante e preoccupante, dall’altro i commercianti crescono, seppure lentamente. Due categorie storiche del tessuto produttivo dell’Isola che oggi raccontano due storie diverse.

Calo degli artigiani iscritti Inps in Sicilia

Nel 2020, gli artigiani iscritti all’Inps in Sicilia erano 79.775. Un numero già in flessione rispetto agli anni precedenti, ma ancora significativo. Dopo un ulteriore picco nel 2021, a 80.351, la discesa è stata continua: 78.569 nel 2022, 75.733 nel 2023, fino ad arrivare ai 73.279 del 2024. In cinque anni, si sono persi 6.496 iscritti, con una flessione dell’8,1%. Ancora più indicativo è il dato sul numero medio annuo degli iscritti, che passa da 77.039 nel 2020 a 72.091 nel 2024: -4.948 unità, pari a un calo del 6,4%. Questo significa che non solo ci sono meno nuovi iscritti, ma anche che molti cessano l’attività durante l’anno. È un segnale chiaro della fragilità strutturale di questo settore, schiacciato tra concorrenza globale, oneri fiscali e cambiamenti nei consumi.

Trend nazionale degli artigiani e confronto con la Sicilia

Il calo siciliano ricalca, e anzi in alcuni anni anticipa, il trend nazionale: in tutta Italia, gli artigiani sono passati da 1.524.008 nel 2022 a 1.376.982 nel 2024, con un crollo del 9,6% in due anni. Anche in questo caso, la curva è in picchiata: -2,4% nel 2022, -4,9% nel 2023, -5,0% nel 2024. La Sicilia, pur rappresentando solo il 7,9% del totale nazionale degli artigiani, riflette in pieno questa tendenza negativa.

Crescita lenta ma costante dei commercianti in Sicilia

Più rassicurante, invece, è la situazione dei commercianti. Nel 2020 in Sicilia si contavano 145.090 iscritti alla gestione Inps, che salgono anno dopo anno: 146.592 nel 2021, 147.188 nel 2022, 147.701 nel 2023 e infine 148.222 nel 2024. L’aumento rispetto al 2020 è modesto, pari a 3.132 unità (+2,2%), ma in controtendenza rispetto al panorama nazionale. Infatti, se in Sicilia il numero di commercianti cresce lentamente ma costantemente, a livello nazionale il settore registra un lieve calo altrettanto costante: da 2.045.337 iscritti nel 2022 a 2.022.271 nel 2024 (-1,1%). La Sicilia, che rappresenta circa il 9,9% del totale nazionale dei commercianti, sembra dunque tenere meglio rispetto ad altre regioni, in particolare rispetto al Nord Est, dove si registra una maggiore contrazione. Il numero medio annuo degli iscritti in Sicilia conferma questo andamento: da 138.947 nel 2020 a 142.422 nel 2024, con un aumento del 2,5%.

Fragilità degli artigiani e capacità di adattamento dei commercianti

Si tratta di un segnale importante, che mostra una certa tenuta del settore anche durante le fasi economiche più critiche, come il periodo post-pandemico e l’attuale inflazione. Si presenta, quindi, uno scenario articolato. Da una parte, le difficoltà degli artigiani sembrano essere strutturali e non congiunturali. Molte le motivazioni: l’età media elevata, maggiore di 50 per oltre il 60% degli iscritti, l’assenza di ricambio generazionale e la difficoltà di adattamento all’innovazione penalizzano un settore tradizionale, che fatica ad attrarre i giovani.

In tal modo, la Sicilia rischia di perdere competenze e tradizioni artigiane, con ricadute su occupazione, identità territoriale e economia locale. Dall’altra, i commercianti, pur tra mille difficoltà, dimostrano una maggiore capacità di adattamento. L’aumento contenuto degli iscritti può essere letto come un segnale di resistenza e, in alcuni casi, anche di rinnovamento: nuove attività, maggiore digitalizzazione, commercio online e servizi innovativi rappresentano oggi delle opportunità per chi sceglie questa strada.