I video registrati dai bagnanti alla Playa di Catania si moltiplicano sul web e sulle pagine social. Si aggiungono a quelli che, da settimane, postano gli abitanti della costa ionica, immortalando scie marroni e liquami a pochi passi dalla riva. Una condizione certificata da Goletta Verde, la campagna sulla salute delle coste di Legambiente che, la settimana scorsa, ha bocciato la qualità delle acque dell’intera provincia di Catania, tra le peggiori di tutta l’isola. “Il 70% dei campioni prelevati nelle coste siciliane è oltre i limiti di legge – si legge nel report – più della metà è risultato fortemente inquinato”. Tra i punti maggiormente contaminati “quello di Aci Trezza, che risulta oltre i limiti dal 2020”.
Una situazione drammatica, considerata la vocazione turistica della nostra città e anche l’offerta alla cittadinanza costretta spesso, se non sempre, a raggiungere altre province per poter fare un bagno che non sia in mezzo ai batteri fecali. Lo sa bene l’Unione europea che, infatti, sanziona l’Italia da vent’anni proprio per l’assenza della depurazione in alcune regioni del Sud tra cui la Sicilia. I lavori del collettore della provincia etnea sono impantanati da decenni e il passaggio di consegne nella gestione del servizio alla Sie non sembra aver accelerato alcunché. Il tutto, mentre i sindaci possono fare poco e niente se non infuriarsi. Come quello di Aci castello, Carmelo Scandurra.
“Le analisi effettuate in un punto in cui vige il divieto di balneazione tutto l’anno, che analisi sono? – tuona il primo cittadino castellese -. D’altronde, Goletta Verde ha indicato nel lungomare Galatea di Acitrezza uno dei punti più inquinati in assoluto. Le analisi del 13 luglio effettuate dall’Asp affermano che il mare è balneabile – aggiunge -: quanto diffuso è dannoso per le attività del territorio e si dà una immagine distorta della realtà. Noi abbiamo messo le passerelle pubbliche, una sotto il Castello e una ai muretti. Anche io faccio il bagno lì”.
Scandurra punta il dito contro la mancata realizzazione del collettore fognario, opera attesa da decenni. “L’amministrazione lavora continuamente alla questione del depuratore – afferma. Fino alla settimana scorsa, ho avuto incontri con i funzionari, con il commissario unico per la depurazione, Sidra, Ati, la stazione appaltante della Regione siciliana per quanto riguarda il collettore fognario quasi pronto. Ci sono problemi a Catania, con il sifone Galatea che presenta criticità da diverso tempo. Noi abbiamo il collettore quasi pronto, i macchinari della stazione di sollevamento sono comprati per farlo funzionare. L’intoppo, ripeto, è a Catania – continua – che deve fare gli interventi che non ha fatto, bloccando la situazione del collettore”.
Interventi sul collettore fognario
Interventi che non spettano al Comune, essendoci un commissario, ma che l’amministrazione sta provando a risolvere, insieme agli altri soggetti coinvolti. È quanto evidenzia il primo cittadino etneo, Enrico Trantino, che sottolinea come l’immobilismo denunciato da Scandurra abbia conseguenze anche su Catania e come la questione della governance del servizio idrico e del passaggio a Sie abbia rallentato l’iter, evidenziando contestualmente il lavoro costante degli uffici per arrivare presto a una soluzione. La situazione resta comunque al limite, oltre a costare alle tasche dei cittadini. Come segnalato alla Camera dei deputati del segretario regionale del Partito democratico, Anthony Barbagallo parlando direttamente con il ministro del Mare, il catanesissimo Nello Musumeci. “In questo momento – diceva Barbagallo – abbiamo le fogne che sversano a mare. Musumeci tralascia le vere priorità del Paese: ci riferiamo alla palese violazione della direttiva comunitaria 271 del 1991, ancora andavo a scuola. In questi anni, si è fatto poco o nulla e l’epicentro delle violazioni è in Calabria e in Sicilia e riguarda il trattamento delle acque reflue urbane. Sono passati dieci anni dalla seconda sentenza di condanna. Nella provincia di Catania, Acireale non ha depuratore, la città è senza reti e in questo momento non si riesce a collegare un’opera faraonica come quella del collettore di Aci Castello con Pantano D’Arci. Sono previsti 25 chilometri di collegamento e 120 milioni di euro al momento bloccati a detta del commissario.Occorre fare presto”. Era il 28 aprile e Goletta Verde non era neanche salpata.
Il mare resta desolatamente inquinato
Insomma, il mare resta desolatamente inquinato – se non tutto, in larga parte – e le opere pubbliche bloccate, mentre va avanti la battaglia sul servizio idrico che, stando agli ultimi aggiornamenti, con “l’ammutinamento dei sindaci” contro Sie, non sembra vicina a una soluzione. Nel frattempo, il web si riempie di altri video. Come quello relativo al Villaggio Cielo Azzurro della Playa. “La situazione ambientale della Playa di Catania continua a destare preoccupazione e richiede un intervento attento e coordinato da parte delle istituzioni competenti”, commenta il presidente della commissione consiliare permanente all’Ambiente, Bruno Brucchieri che è anche ex componente della giunta Trantino. “Le segnalazioni di cittadini e bagnanti evidenziano una qualità percepita del mare che rischia di danneggiare l’ambiente e l’immagine turistica del nostro territorio. Episodi, come l’attivazione del sistema di salvaguardia del canale Arci a seguito del blackout delle pompe di sollevamento e le segnalazioni relative alla foce del torrente Forcile, richiedono approfondimenti puntuali – sostiene il consigliere autonomista -. Pur considerando i monitoraggi periodici degli enti competenti e gli esiti finora rientranti nei limiti previsti, non può essere ignorata la preoccupazione dei cittadini”.
“La tutela della Playa e dell’intero litorale catanese – conclude – richiede una strategia strutturale: monitoraggi continui, controlli più efficaci sugli scarichi e sui corsi d’acqua, manutenzione delle infrastrutture e pieno coordinamento tra Comune, Regione, Arpa, Asp, Sidra, Autorità di Bacino e Capitaneria di Porto. Difendere il nostro mare significa tutelare salute pubblica, ambiente, turismo e futuro della città”. (M.T.)

