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Sicilia senz’acqua, razionamenti record e famiglie in crisi: i numeri dell’emergenza

Sicilia senz’acqua, razionamenti record e famiglie in crisi: i numeri dell’emergenza
Immagine di repertorio, foto di Heungsoon da Pixabay

Nell’Isola emergenza diffusa: poca fiducia nel rubinetto e agricoltura sempre più in difficoltà.

L’acqua, risorsa fondamentale ma sempre più fragile. I dati appena diffusi dall’Istat, a cavallo tra il 2024 e il 2025, restituiscono un quadro chiaro: in Italia si preleva meno acqua rispetto al passato, ma le criticità, soprattutto nel Mezzogiorno e in Sicilia, restano forti e in alcuni casi si aggravano. Nel 2024 il volume complessivo di acqua prelevata per uso potabile si è fermato a 8,87 miliardi di metri cubi, il livello più basso degli ultimi 25 anni.

Un dato che potrebbe sembrare positivo, ma che in realtà riflette anche difficoltà strutturali, come la riduzione delle risorse disponibili e i problemi delle infrastrutture. Il consumo medio resta comunque elevato, con circa 150 metri cubi annui per abitante, tra i valori più alti in Europa.

I “vuoti” del servizio acqua in Sicilia, i dati Istat

Se si guarda alla Sicilia, emerge una delle situazioni più delicate dell’intero Paese. Qui il problema dell’acqua non è solo quantitativo ma anche legato alla continuità del servizio. Nel 2024 oltre 726mila residenti nei capoluoghi sono stati coinvolti in misure di razionamento. In alcune città la situazione è stata particolarmente grave, con sospensioni e riduzioni dell’erogazione per lunghi periodi dell’anno. La crisi idrica nell’Isola è stata aggravata da una combinazione di fattori: la siccità prolungata, con precipitazioni inferiori alla media, il calo delle riserve negli invasi, scese anche del 30%, e una rete idrica spesso obsoleta. Non a caso, la Regione Siciliana ha dichiarato lo stato di emergenza nel corso del 2024.

Non solo problemi di razionamento

I disagi non si fermano al razionamento. Nel 2025 quasi il 30% delle famiglie siciliane ha segnalato irregolarità nel servizio idrico domestico, mentre più della metà, il 57,6%, ha dichiarato di non fidarsi a bere l’acqua del rubinetto. Si tratta di uno dei dati più alti in Italia, ben oltre la media nazionale, che si ferma al 29,9%. Il confronto con altre aree del Paese evidenzia un divario netto. Nel Nord Italia, ad esempio, solo circa il 3% delle famiglie lamenta problemi nell’erogazione dell’acqua, mentre al Centro la quota si attesta intorno all’8%. Anche la soddisfazione per il servizio è molto più alta: oltre il 90% delle famiglie del Nord si dichiara soddisfatto, contro il 66% della Sicilia.

Un tema ampio da affrontare

In conclusione, i dati raccontano una realtà fatta di contrasti. Da un lato si registrano segnali di riduzione dei consumi e maggiore attenzione all’uso della risorsa, dall’altro persistono problemi strutturali che colpiscono soprattutto la Sicilia e le regioni meridionali. Il tema dell’acqua, dunque, non è solo ambientale, ma anche sociale ed economico, e richiede interventi concreti per garantire un servizio equo ed efficiente su tutto il territorio nazionale.

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