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Scandalo sanità e corruzione: revocati gli arresti domiciliari ad Antonio Iacono

Scandalo sanità e corruzione: revocati gli arresti domiciliari ad Antonio Iacono
Immagine di repertorio, da Imagoeconomica

Con questo nuovo provvedimento arrivato da poche ore dunque, il medico può adesso tornare al proprio lavoro, mentre si dovranno attendere 45 giorni per le motivazioni.

Il Tribunale del riesame di Palermo ha deciso: revoca degli arresti domiciliari per Antonio Iacono, primario del Trauma Center finito nelle scorse ore ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sui presunti casi di corruzione su sanità, appalti e relativi nomine “indicate” da importanti cariche del governo della Regione.

Si tratta naturalmente dell’inchiesta che coinvolge l’ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro. Con questo nuovo provvedimento arrivato da poche ore dunque, il medico può dunque tornare al proprio lavoro, mentre si dovranno attendere 45 giorni per il deposito motivazioni.

Scandalo appalti e sanità, anche Elvira Amata tra le intercettazioni: l’incontro del 2024 e la posizione di Alessandro Caltagirone

L’indagine che riguarda l’ex governatore dell’Isola Totò Cuffaro si arricchisce di novità. Come emerso nelle ultime ore infatti, nel caos sanità e appalti che ha travolto diversi esponenti della politica regionale del presente e del passato – proprio nelle carte presentate all’appello presso la Procura di Palermo contro la decisione del gip sui 17 arresti – sono state diffuse delle nuove intercettazioni che coinvolgono anche altri nomi.

In particolare, una riconduce ad un presunto incontro del gennaio del 2024 a casa di Totò Cuffaro con l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata. Tra i nomi, anche l’ex manager Asp Alessandro Caltagirone, per cui nelle scorse settimane il giudice aveva respinto la richiesta dell’arresto fatta dalle accuse.

Caso sanità e appalti, sistema Cuffaro e le intercettazioni di Elvira Amata su Caltagirone all’Asp Siracusa

Secondo quanto ipotizzato dai pm infatti, a margine della scelta di Alessandro Caltagirone all’apice dell‘Asp di Siracusa ci sarebbe l’intenzione da parte di chi comandava al governo regionale di mettere a capo dell’azienda ospedaliera sanitaria aretusea un suo “fedelissimo”, così da poter interagire con interessi in diversi settori, come proprio quello degli appalti.

“Infilarlo appunto nella terna… parlerò con Schifani. Considerato che si parla di terna e di interlocuzione con un rettore è chiaro che il presidente è quello che ha più peso specifico?” – le intercettazioni riscontrate di Elvira Amata, intercettata sul caso che coinvolge Caltagirone. “Se però l’intervento si deve fare, cioè se pensiamo che Schifani si fa i cavoli suoi e non interloquisce… cioè qualcuno ci deve parlare, cioè io ci parlo”, evidenziava inoltre l’assessore della regione al Turismo.

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