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Sicurezza sul lavoro, Ceraulo al QdS: “Le regole ci sono, manca chi controlla”

Sicurezza sul lavoro, Ceraulo al QdS: “Le regole ci sono, manca chi controlla”
Piero Ceraulo, foto Fillea Cgil

Argomento sempre caldo e dopo la tragedia di via Marturano ancora più sotto i riflettori. E domani, martedì 29 aprile, dopo le 15 presidio di Cgil, Cisl Uil davanti alla Regione in occasione della Giornata mondiale sul tema

Regole non rispettate, costo del lavoro troppo alto e controlli insufficienti. Con le assunzioni in nero che rimangono sommerse e la sicurezza che viene messa in secondo piano. Questa in sintesi la situazione sulla sicurezza nei posti di lavoro a Palermo e la tragedia di via Marturano dello scorso 10 aprile nel quale hanno perso la vita due operai edili, Daniluc Tiber e Naiahi Jaleleddine, dopo essere precipitati dalla gru durante la ristrutturazione in un palazzo, non ha fatto altro che riaprire i riflettori su una situazione potenzialmente tragica.

Non solo nel capoluogo siciliano ma anche nell’Isola e a livello nazionale. In questi giorni si sono moltiplicati i controlli, elevate multe, sospese attività e cantieri mentre è stato annunciato dal presidente della Regione Renato Schifani che “presto entreranno in servizio 52 nuovi ispettori”

A parlare al Qds è Piero Ceraulo, segretario generale Fillea Gcil Palermo, il sindacato dei lavoratori edili, e vicepresidente Cassa Edile nel capoluogo siciliano.

“Sgonfiata la bolla del Superbonus che aveva attivato dei meccanismi che favoriva la regolarizzazione dei lavori perché introduceva questo requisito per potervi accedere e spinto le imprese a togliere il sommerso, stiamo rivivendo l’aumento esponenziale del lavoro nero perché stanno venendo meno gli aiuti dello Stato. Il costo del lavoro in Italia è troppo elevato e al di là di questo c’è chi a prescindere risparmia e taglia subito sulla sicurezza. Se ci fossero ancora gli incentivi del Superbonus il condominio in via Marturano avrebbe potuto realizzare i prospetti”.

La tragedia di via Marturano

Per Ceraulo, quanto accaduto pochi giorni fa a Palermo è la summa di tanti fattori che hanno penalizzato le regole in merito. Il segretario di Fillea Cgil nel capoluogo siciliano parla della Legge 81 del 2008 che ha introdotto serie norme in materia di salute e sicurezza dando priorità alla prevenzione, eliminazione dei rischi alla fonte, utilizzo di dispositivi di protezione individuale (Dpi) e sorveglianza sanitaria.

“Ma se non ci sono gli ispettori che fanno rispettare le regole – osserva – non andremo da nessuna parte. Questo è il primo passo. E ribadisco che se ci fossero stati, cantieri come quello di via Marturano non sarebbero mai esistiti, di conseguenza non ci sarebbe stata la tragedia. Non essendoci controlli, gli pseudo imprenditori alimentano questo fenomeno. Certo, ci sono anche aziende sane e molti applicano le norme ma altri no”.

Sul codice degli appalti

L’analisi di Ceraulo si estende anche al codice degli appalti che introduce il subappalto a cascata. “Questo non aiuta – dice – perché se il nuovo codice in materia prevede il subappalto senza limiti, va da sé che la sicurezza rischia sempre di venir meno a ogni passaggio. E l’esempio lampante – continua – è proprio quanto accaduto due settimane fa”.

Il confronto col passato

Il tema della sicurezza in ambito edilizio è sempre di attualità, così come quello degli alloggi e dell’efficientamento energetico. Ma oggi si muore come allora. E Ceraulo ricorda la tragedia del 30 agosto del 1989 quando a Palermo, cinque operai morirono durante i lavori di ristrutturazione dello Stadio La Favorita (che nel 2002 sarebbe diventato Renzo Barbera) per i Mondiali di Italia 90. Un traliccio crollò travolgendo i cinque sfortunati lavoratori.

La media delle vittime sul lavoro a Palermo è elevata. Si parla di 12-14 all’anno ed è ancora viva la tragedia di Casdeldaccia del 6 maggio del 2024 quando cinque operai morirono durante le operazioni di spurgo di una stazione di rilancio dei reflui per le esalazioni venefiche risultate letali.

“Rispetto al tema del profitto e sugli appalti non è cambiato nulla purtroppo – osserva Ceraulo – profitto e accelerazione dei tempi per consegnare le opere in base alle scadenze aumentano ulteriormente il rischio”.

Insomma, tutti meccanismi che alimentano circoli viziosi e penalizzanti per i lavoratori e la richiesta rimane quella di controllori per far rispettare le regole, di investimenti sulla formazione e sicurezza e la promozione di incentivi che possano favorire un’inversione di rotta.

Parte civile e presidio davanti alla Regione

Domani, martedì 28 aprile in occasione della Giornata mondiale della sicurezza sul lavoro, Cgil, Cisl e Uil di tutti i settori saranno davanti alla sede della Regione Siciliana a Palazzo d’Orleans. Il presidio inizierà attorno alle 15. “Lo facciamo – dice Ceravolo – per chiedere un tavolo tecnico e rivendicare i nostri diritti”.

E infine: “Noi siamo vicini a tutti i lavoratori. E ci costituiremo parte civile in tutti i processi di merito. Anche per via Marturano, appena si aprirà il procedimento”.

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