Siracusa, un “cambio d’indirizzo” per il servizio idrico - QdS

Siracusa, un “cambio d’indirizzo” per il servizio idrico

Luigi Solarino

Siracusa, un “cambio d’indirizzo” per il servizio idrico

sabato 31 Dicembre 2022 - 10:02

L’Ati ha deciso di assegnare la gestione nel siracusano a una società mista a maggioranza pubblica. Il presidente, Italia: “Evitiamo di anticipare somme, provando a scongiurare il commissariamento”

SIRACUSA – Novità per quanto riguarda la gestione del servizio idrico in provincia di Siracusa. Infatti, l’Assemblea territoriale idrica (Ati), presieduta dal primo cittadino di Siracusa, Francesco Italia, ha deciso di assegnare la gestione del servizio idrico ad una società mista a maggioranza pubblica.

La decisione modifica la delibera, adottata due anni addietro, con la quale era stato stabilito di procedere alla creazione di un’azienda speciale consortile, dunque interamente pubblica. La proposta della società mista è stata approvata all’unanimità dei presenti (14 Comuni su 19 interessati pari al 82,59 delle quote dell’ambito).

I Comuni manterranno la maggioranza delle quote e la proprietà degli impianti e delle reti lasciando alla costituenda società mista la gestione del sistema idrico. L’assemblea è stata chiamata a deliberare oltre che sulla governance, alla luce della legge n.142 dello scorso 21 settembre e della nota con la quale la Regione sollecitava, gli Ati siciliani, a trovare una soluzione per evitare il commissariamento, anche sui bilanci.

All’unanimità sono stati approvati anche il rendiconto del 2021 e il bilancio di previsione 2022-2024. La tenuta dei conti dei comuni è stato il tema ricorrente negli interventi dell’assemblea. Lo scenario degli enti locali siciliani è assai mutato dal novembre del 2020.

Gli enti della provincia, in particolare, oggi si trovano nelle condizioni di dovere fronteggiare una profonda crisi finanziaria, metà dei Comuni della provincia si trova in pre-dissesto o in dissesto finanziario e, dunque, nella situazione di non potere anticipare i soldi necessari alla costituzione dell’azienda pubblica con la beffa che andrebbero perse le somme del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).

Altri aspetti sottolineati sono stati quelli della carenza di personale, mentre il persistente blocco delle assunzioni non ha garantito il necessario turnover, e la quasi certezza che un percorso aderente agli auspici della Regione potrà consentire di ottenere una proroga al rischio di commissariamento.

La delibera dell’Assemblea rimanda adesso a una scelta di un partner privato di minoranza attraverso una selezione pubblica dopo avere modificato lo statuto dell’Ati e il piano d’ambito.

“Si tratta di un deciso e coraggioso cambio di indirizzo – ha commentato il sindaco Italia – confortato anche dalla recente riunione avuta con l’assessore regionale Roberto Di Mauro e scaturito dalle mutate condizioni finanziarie, purtroppo in peggio, dei Comuni a causa dei costi energetici e dell’inflazione. La scelta della società mista resta, comunque, coerente al principio sulla base del quale la proprietà degli impianti e dei depuratori resta pienamente pubblica; potremo accedere ai finanziamenti del Pnrr per i necessari investimenti sugli impianti e sulle reti ed eviteremo di anticipare somme, provando a scongiurare il commissariamento alla luce della norma nazionale”.

Contrari alla decisione presa dall’Ati i sindaci dei comuni di Buscemi, Buccheri e Palazzolo Acreide. Quest’ultimo, Salvatore Gallo, ha criticato il fatto che l’argomento non era all’ordine del giorno e che necessitava di essere approfondito.

Inoltre la decisione di assegnare la gestione idrica ad una società mista con la presenza di un privato va contro quanto stabilito dal referendum di undici anni addietro con cui i cittadini si espressero a larga maggioranza per la pubblicizzazione del servizio idrico.

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