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Dal Gambia alla Sicilia: la storia di Sohlu, il nuovo brand streetwear nato dal sogno di Ibrahim

Dal Gambia alla Sicilia: la storia di Sohlu, il nuovo brand streetwear nato dal sogno di Ibrahim
Le immagini del brand Sohlu

Arrivato in Sicilia 8 anni fa, Ibrahim ha fatto della sua passione un lavoro e un progetto di vita.

Una valigia piena di sogni. L’amore e la passione per la moda. Dal Gambia Ibrahim Jarju 24 anni è arrivato in Sicilia 8 anni fa. Prima a Siracusa e poi si è trasferito ad Agrigento, dove ha iniziato a lavorare come cameriere in un ristorante, ha imparato la lingua, ed ha coltivato il suo sogno: quello di realizzare un brand di moda.

“L’idea della moda, l’amore e la passione per la moda c’è sempre stata. Mi sarebbe piaciuto trasformarmi in qualcosa di più da quando avevo 15-16 anni e facevo parte di un gruppo che organizzava festival internazionali a Siracusa, lì ho imparato tanto”, racconta al QdS Ibrahim Jarju – soprannominato “Ibra” – durante uno shooting fotografico per parlarci della sua storia ma soprattutto della sua collezione che ha chiamato Sohlu.

Felpe, tute, polo, per uomo e donna, con un marchio che racconta una storia, una vera e propria filosofia di vita.

Dal Gambia alla Sicilia: la storia di Sohlu, il nuovo brand streetwear nato dal sogno di Ibrahim
Dal Gambia alla Sicilia: la storia di Sohlu, il nuovo brand streetwear nato dal sogno di Ibrahim
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Dal Gambia alla Sicilia: la storia di Sohlu, il nuovo brand streetwear nato dal sogno di Ibrahim

Sohlu, dietro il brand di Ibrahim Jarju in Sicilia

Sohlu, vuol dire semplicemente ‘essere vestito bene’ in dialetto Wolof, che si parla in Gambia in Senegal. Per noi rappresenta anche un nuovo capitolo, una crescita, una sorta di svolta nel nostro modo di vedere le cose”, spiega Ibra. “Ci stiamo concentrando sulla streetwear e guardiamo alla nuove generazioni. Sulle felpe oltre alla scritta, una faccia, le linee dei capelli che vediamo, rappresentano le vie della vita, rappresentano le scelte che ognuno fa nella sua vita”.

L’idea è nata da Ibrahim, ma dietro c’è una vera e propria squadra a sostenere il progetto Sohlu; ci sono il dj Mansa Musa, i modelli Luisa e Muhammed, i fotografi Attila Mano e Claudia Messana e la makeup artist Serena Fanara. Sono tutti dei giovani ragazzi che credono in quello che fanno. Hanno stile.

“Continuiamo a lavorare per farci conoscere in tutto il Paese”

“I primi mesi facevo tutte le cose da solo, però poi ho capito che avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse e ho contatto Musa (Dj Spark), gli ho parlato del progetto e di quello che voglio fare e la sua risposta e l’energia positiva mi hanno colpito molto. Ecco perché oggi siamo qua insieme e piano piano stiamo vivendo il nostro futuro. Poi ci sono altri ragazzi che ogni tanto vengo a darci una mano quando abbiamo bisogno ed è grazie a loro che sono riuscito a creare tutto ciò perché mi hanno sempre sostenuto”, continua emozionato Ibra.

Adesso è tempo, però, di pensare anche al futuro e di continuare a lavorare sodo per farsi riconoscere in tutto il Paese. “Penso che tutto dipende da quanto impegno e lavoro mettiamo. Personalmente vorrei aprire un laboratorio tutto mio un giorno, con modelle, ballerine, deejay… Una grande, grandissima famiglia dove ognuno di noi può magari venire e fare una cosa e a fine giornata portare a casa qualcosa. Tutto questo, però, non lo possiamo fare da soli: abbiamo bisogno delle collaborazioni. La nostra porta è sempre aperta per qualsiasi aiuto o collaborazioni, contattaci senza problemi. Questo progetto, al momento, è quello che vedo nel mio futuro”, ha concluso Ibrahim.

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