ROMA – In Calabria il 58,8% di tutti i pernottamenti registrati nel 2025 in strutture ricettive turistiche ha avuto luogo nei mesi di luglio e agosto. Nella top venti di questa speciale classifica pubblicata da Eurostat troviamo ben altre quattro regioni italiane: Molise (50,1%), Abruzzo (48,1%), Puglia (47,5%) e Marche (47%). Leader nella graduatoria continentale è la regione denominata Sud-Est della Romania con il 66%, mentre la Sicilia concentra nei mesi di luglio e agosto il 34% di tutti i pernottamenti registrati lo scorso anno in strutture ricettive turistiche: un terzo del totale in soli due mesi. Un dato che colloca l’Isola sopra la media Ue, pari al 31,1% e che dimostra come il concetto di destagionalizzazione sia ancora lontano.
Destagionalizzazione del turismo: il nodo delle vacanze estive
La stagionalità del turismo, è risaputo, è determinata da fattori ambientali come le condizioni climatiche e la posizione geografica, insieme a influenze sociali e culturali, come le vacanze scolastiche. L’andamento stagionale è stato più pronunciato in Croazia, dove il 54,5 % dei pernottamenti nel 2025 è stato registrato in luglio e agosto, seguito da Bulgaria (43,4%) e Grecia (41,6%). Malta (21,9%), Germania (24,%) e Finlandia (24,1%) sono all’altra estremità, con le quote più basse dei primi due mesi nella performance complessiva. Anche l’Italia è tra i Paesi che fanno registrare le percentuali più alte: sesta in Ue con circa il 35% di tutti i pernottamenti registrati nel 2025 in strutture ricettive turistiche che ha avuto luogo nei mesi di luglio e agosto.
Gli effetti della stagionalità sul settore turistico
Un trend, quello fotografato da Eurostat, che produce ricadute evidenti: “La concentrazione della domanda turistica in un numero limitato di mesi, spesso luglio e agosto, può incidere sull’ambiente (per esempio, in termini di produzione di rifiuti e consumo di acqua ed energia), ma anche sulle condizioni del mercato del lavoro, sulla qualità dei servizi offerti e sul sostegno delle comunità locali al turismo. La stagionalità può inoltre influire sulle prestazioni economiche del settore turistico, poiché le infrastrutture e la forza lavoro vengono utilizzate solo per una parte dell’anno, determinando costi più elevati e una minore redditività”.
Le regioni europee più dipendenti dal turismo estivo
“Le zone più remote dell’Ue – hanno aggiunto da Eurostat – dipendono fortemente dal turismo, che rappresenta una quota particolarmente elevata della loro economia. Esse risentono delle fluttuazioni stagionali e dipendono interamente da collegamenti aerei (limitati)”. Insomma, l’obiettivo è spalmare le presenze su tutti e dodici i mesi dell’anno, evitando un boom di visitatori concentrato in soli due mesi.
Le regioni costiere trainano i pernottamenti estivi
Analizzando ulteriormente i dati dei Ventisette, si nota come in nove regioni dell’Ue (tutte costiere) – situate in Bulgaria, Francia, Italia, Croazia e Romania – oltre la metà dei pernottamenti turistici avviene nei mesi di luglio e agosto. Tra le restanti undici regioni, elencate nella Top 20, che registrano una quota di pernottamenti nei due mesi di punta compresa tra il 47% e il 50% del totale annuo, tutte, tranne una, sono costiere. L’unica eccezione è rappresentata dalla regione ungherese di Dél-Dunántúl, situata sulle rive del lago Balaton. Il mare, dunque, la fa da padrone e da attrattore principale.
Eurostat: ad agosto oltre tre volte i pernottamenti di gennaio
Ad agosto, il mese più trafficato del 2025, vi sono stati 3,6 volte più pernottamenti in tutta l’Ue rispetto a gennaio, il mese più lento. Alcuni Paesi si sono distinti più di altri per la loro marcata stagionalità: in Croazia i pernottamenti in agosto sono stati 41,1 volte superiori a quelli di gennaio, mentre in Grecia l’incremento è stato di 20,5 volte.

Il Governo ha stanziato 109 milioni di euro per favorire digitalizzazione e sostenibilità
ROMA – Un Paese che accoglie 365 giorni l’anno e non soltanto durante l’estate. È questo uno degli obiettivi principali di GreenTour, iniziativa con cui il ministero del Turismo ha stanziato 109 milioni di euro a sostegno di un settore sempre più digitale e sostenibile e attivo per dodici mesi su dodici. “L’obiettivo – ha detto il ministro Gianmarco Mazzi – è semplice: portare l’Italia avanti, distribuire le opportunità su tutto il Paese e rendere le nostre imprese più competitive”.
La pubblicazione del decreto, avvenuta a giugno, è stata definita dal ministro “un risultato importante” per raggiungere “sempre più produttivi per il settore”. In particolare, l’incentivo, gestito da Invitalia, punta a supportare lo sviluppo e la sostenibilità delle imprese turistiche sul territorio nazionale, anche attraverso interventi in grado di favorire la destagionalizzazione dei flussi, la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, le filiere del comparto, gli investimenti per il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance (Esg) e il turismo sostenibile. Il 60% delle risorse stanziate è destinato alle Piccole e medie imprese.
Le agevolazioni sono rivolte alle imprese del settore di ogni dimensione che realizzano in tutta Italia interventi prevalentemente destinati all’efficientamento energetico delle strutture turistiche e alla produzione di energia rinnovabile per autoconsumo, ed eventualmente collegati a interventi per la digitalizzazione dell’ecosistema turistico e delle relative filiere, per il rispetto di criteri Esg. Sono finanziabili i programmi di investimento da 1 milione di euro fino a un massimo di 15 milioni di euro. Le domande possono essere presentate entro il prossimo 15 settembre tramite il sito www.invitalia.it.
“Per stabilire l’ordine in cui i progetti saranno valutati – hanno reso noto dal ministero del Turismo – verrà stilata una graduatoria basata su criteri che riguardano le caratteristiche degli investimenti, gli indici di redditività, patrimoniali e finanziari in capo ai proponenti, l’eventuale possesso del rating di legalità e/o certificazioni ambientali o di genere da parte delle imprese”.
Fabrizio Giuffrida

Sicilia: trend incoraggiante e iniziative per accelerare
PALERMO – Tra i dati positivi emersi nel 2025 siciliano c’è, sul fronte del turismo, un progressivo rafforzamento della destagionalizzazione. Lo ha ripetuto più volte l’assessore regionale Elvira Amata, che ha sottolineato l’incremento delle presenze rispetto all’anno precedente, con un andamento positivo distribuito lungo tutto l’arco dell’anno.
Come spiegato dalla Regione, i numeri relativi ai mesi di media e bassa stagione hanno confermato l’efficacia delle politiche regionali orientate a ridurre la concentrazione dei flussi e a favorire uno sviluppo più equilibrato e posto l’accento sull’indice di stagionalità. Le province di Catania, Palermo, Enna e Caltanissetta hanno infatti mostrato livelli di stagionalità più contenuti, mentre restano ampi margini di crescita per altri territori, in un’ottica di valorizzazione diffusa dell’offerta.
La strategia regionale si fonda quindi su quattro direttrici principali: destagionalizzazione, valorizzazione dell’entroterra a partire dalle coste, attrazione di flussi internazionali attraverso eventi sportivi e Mice (il turismo d’affari), e promozione di nuove destinazioni tramite cineturismo e set-jetting.
“La nostra regione – ha detto l’assessore Amata in una recente intervista rilasciata al nostro giornale – sta vivendo una fase di profonda trasformazione, trainata da un aumento costante dei flussi internazionali e da una decisa strategia di destagionalizzazione che anche questo governo sta portando avanti con determinazione. I dati ufficiali consolidati mostrano che l’Isola non solo mantiene salda la sua attrattività, ma registra costantemente percentuali di crescita superando la soglia di oltre 22 milioni di presenze annue circa, con picchi di traffico aereo significativi soprattutto su Palermo e Catania. Altro dato interessante, la crescita del numero medio di notti trascorse dai clienti nelle strutture ricettive del territorio (permanenza media, nda) che da circa tre notti nel 2022 si assesta poco al di sotto delle quattro notti nel 2025”. (fg)

