Solo una persona vera sa risolvere i problemi - QdS

Solo una persona vera sa risolvere i problemi

Carlo Alberto Tregua

Solo una persona vera sa risolvere i problemi

giovedì 21 Luglio 2022 - 08:04

Che significa essere una persona vera? Significa non essere una miscela di tante altre cose inconsistenti e confuse che fanno perdere di vista l’essenza umana di ogni essere vivente.
Conseguenza di quanto precede è che bisogna essere ciò che si è, non ciò che si vuole apparire o, peggio, ciò che gli altri vorrebbero che noi fossimo.

Essere una persona vera significa comportarsi in modo genuino, franco, sincero, limpido, tale da non confondere mai gli altri e far comprendere con precisione il proprio pensiero ed il proprio modo di fare.
Il profilo delineato purtroppo non è comune perché nella testa di tantissime persone albergano confusione, incertezza, paura ed altri sentimenti di questo genere che impediscono loro di vederci chiaro e lontano, fino all’orizzonte ed anche oltre.

Per raggiungere uno stadio di consapevolezza è necessario che ognuno faccia un esame continuo, introspettivo e proiettato all’esterno.

Bisogna essere ciò che si è, ma non sempre la persona umana riesce a capirlo, proprio perché inondata da informazioni di qualunque tipo, comprese quelle deleterie che trova su internet, per cui alla fine è più confusa che persuasa.

Proprio contro la confusione occorre la determinazione dell’intelligenza, posseduta da ognuno, per sgombrare il campo da tante inutili facezie e stupidaggini che inondano il mondo dell’informazione, facendo perdere di vista i propri obiettivi e come essi si vogliano raggiungere.

Fin da piccoli bisognerebbe che i genitori, prima, e gli insegnanti, poi, insegnassero ai bambini ed ai ragazzi la necessità di vedere chiaro dentro se stessi, affinché gli atti conseguenti siano conformi alla personalità di ciascuno.

Insomma, la ricerca continua di ciò che si è veramente e della propria natura fa scaturire il proprio modo di pensare e, per conseguenza, i comportamenti.
C’è un metro per capire se siamo persone vere o soggetti in preda alla confusione ed è la capacità di risolvere i problemi, ciò che si chiama “problem solving”, con soluzioni adeguate ed efficaci, capaci di raggiungere i risultati.

Bisogna credere in se stessi per evitare di essere considerati foglie in balìa del vento. Bisogna lavorare su se stessi per raggiungere un efficiente controllo del proprio sistema nervoso e quindi delle reazioni che possiamo avere di fronte alle provocazioni.

A riguardo, un consiglio gratuito e non richiesto è che ogni persona che abbia superato i venti anni dovrebbe fare un corso trimestrale di “training autogeno”, in modo da abituarsi a conoscersi e a reagire in maniera adeguata alle circostanze.

Il “training autogeno” aiuta a fermare le provocazioni che arrivano dall’esterno con la regola del cassetto. Si tratta di tenere lontano da sé tutte le informazioni che arrivano, evitando che esse entrino di prepotenza nel nostro cervello. Siamo noi che dobbiamo decidere di introiettare ogni stimolo o informazione man mano che abbiamo la possibilità di valutarli, per poi pensare alle reazioni.

Guai a chi reagisce istantaneamente senza riflettere sulle conseguenze del proprio gesto. è facile in questo modo commettere errori che possono essere anche gravi.

Questa forma di autoaddestramento aiuta a generare pazienza, una dote fondamentale per chi vuole vivere in maniera appropriata. La pazienza insegna a sapere attendere ciò che si vuole, ma anche a fare elaborare al nostro cervello i modi necessari per ottenere ciò che si vuole, oltre ai tempi e agli strumenti da adoperare.

E poi è necessario accumulare saperi, attinti in qualunque fonte scritta e non, ma anche generati da maestri e da persone piene di esperienza e con la capacità di trasmettere elementi su cui fare valutazioni e riflettere.

Come vedete, per diventare persone vere vi è un insieme di strumenti a disposizione di tutti, che possono essere adoperati con quell’ingrediente essenziale che è la volontà: la voglia di sacrificarsi per imparare e per fare bene. Ed è appunto la voglia che a volte manca, per cui sentiamo lamentele conseguenti fuori luogo, anziché sentire il mea culpa di costoro.

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