“Siamo nel momento in cui l’incertezza regna sovrana. Incertezza nel capire soprattutto se nei prossimi giorni Trump e Netanyahu si fermeranno quindi contenendo i danni che sentiamo anche noi di questa guerra o se andranno all’assalto finale riportando ulteriore incertezza e i rischi di escalation. È una crisi che tocca il mondo, l’Europa, l’Italia ma anche la Sicilia geograficamente esposta, si è parlato delle basi militari di Sigonella, ma non è solo quello; la Sicilia è il punto di contatto fra il Mediterraneo e l’Italia, è il punto più importante energeticamente dell’Italia. Tutti dobbiamo essere attenti, tutti dobbiamo preoccuparci, ma tutti dobbiamo evitare di farci prendere da un’ansia paralizzante che i fatti possono alimentare, ma che non ci porterebbe da nessuna parte”.
Questa l’analisi dello scenario economico e geopolitico tracciata da Paolo Magri presidente del comitato scientifico dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) a margine dell’incontro organizzato da Baps e Arca Fondi che si è svolto ad Agrigento. Nel corso di questo roadshow, Paolo Magri, ha approfondito le conseguenze delle tensioni internazionali sui mercati finanziari e sulle prospettive di crescita del Sud Italia.
Imprese italiane e tensioni internazionali: resistenza e adattamento
“Le imprese – ha continuato Magri – sono da anni attente, dall’Ucraina, dal Covid, da una diversificazione che è facile a parole ma è molto più complessa nei fatti. Ma le imprese italiane con i loro risultati hanno dimostrato in questi anni di saper fare, che sanno che il contesto è sempre più complesso e delicato”, sottolineando come “i dati sono cambiati, rispetto ad un anno fa, ma soprattutto in un mese sono cambiate tante cose in termini di aspettative, di inflazione e di crescita. La vera domanda è quanto durerà questa crisi: se la crisi nel Golfo sarà contenuta nei tempi ancora qualche giorno, qualche settimana, i danni potrebbero essere contenibili, perché se la crisi fosse più lunga entriamo in un mondo diverso e dobbiamo sperare che non sia così”, ha concluso Magri.
Il convegno di Agrigento: Baps e Arca Fondi a fianco di imprenditori e famiglie
A portare i saluti iniziali del convegno è stato il presidente Baps Arturo Schininà che ha detto: “Siamo qui ancora una volta a incontrare i nostri amici soci azionisti e imprenditori perché il momento è molto complesso e riteniamo che il viaggiare informati sia la soluzione migliore e quale maggiore possibilità di avere delle informazioni in un momento così complesso se non quello di utilizzare questa grande amicizia che abbiamo con il dottor Paolo Magri, grazie anche all’Arca che ci ha consentito di organizzare questa riunione. Dobbiamo avere ancora una volta il coraggio di resistere a queste resistenze, i siciliani sono ben abituati a questo e hanno attraversato momenti complessi e li invitiamo a non scoraggiarsi ad andare avanti. La Banca sarà al loro fianco e con tutto quello che è possibile fare e lecito fare. Saremo sempre in aiuto delle nostre imprese e delle famiglie dei nostri clienti”.
Il dibattito ha visto il contributo dell’amministratore delegato Baps Saverio Continella ha dichiarato: “Scambiare idee e contribuire a un confronto sulla situazione economica attuale è un dovere della Banca, specialmente ora che Baps è diventata la banca di tutti i siciliani. Il dibattito di oggi serve ad aiutare famiglie e imprese a leggere le trasformazioni in corso con maggiore consapevolezza, creando un ponte stabile tra finanza e società”.
Assente il vice direttore generale di Arca Fondi Sgr Simone Bini Smaghi che in un videomessaggio ha ribadito: “Insieme a Baps, vogliamo offrire agli imprenditori e ai risparmiatori siciliani non solo soluzioni di investimento solide, ma anche le chiavi di lettura necessarie per navigare l’incertezza e trasformare i rischi globali in scelte finanziarie strategiche per il futuro del territorio”.

