Ha senso continuare ad aumentare le spese militari quando i conti pubblici italiani sono già sotto pressione? Destinare il 2% del Pil alla difesa — come richiesto dagli alleati Nato — significa scegliere: o aumentare il debito, già tra i più alti d’Europa, o tagliare altre voci di spesa, dalla sanità alla scuola. Una scelta tutt’altro che indolore, che il Paese non può più rimandare.
Il commento del direttore del Quotidiano di Sicilia, Carlo Alberto Tregua.
